Bitcoin sotto i 60’000 dollari, minimo da venti mesi: la sesta settimana di deflussi dagli ETF in 5 numeri

Claudio Galli

26 Giugno 2026 - 11:09

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La criptovaluta è scesa fino a circa 59’000 USD, il valore più basso dall’ottobre 2024. A pesare sono sei settimane consecutive di riscatti dai fondi quotati americani: ecco cosa è successo, perché conta e cosa cambia per chi detiene cripto in Svizzera.

Bitcoin sotto i 60'000 dollari, minimo da venti mesi: la sesta settimana di deflussi dagli ETF in 5 numeri

Il prezzo del Bitcoin è sceso sotto la soglia psicologica dei 60’000 dollari, toccando un minimo intorno ai 59’000 USD: è il valore più basso da circa venti mesi, ossia dall’ottobre 2024. Nelle ultime ventiquattro ore la flessione è stata di oltre il 2%, e il bilancio sul medio periodo è pesante: secondo i dati di mercato la prima criptovaluta cede quasi il 18% sull’ultimo mese e oltre il 38% sull’ultimo anno.

Non è un movimento isolato. La capitalizzazione del Bitcoin resta intorno ai 1’330 miliardi di dollari, ma l’intero comparto è entrato in una fase di mercato orso prolungata. Per il lettore che vive in Svizzera e ha una quota di patrimonio in cripto — direttamente o tramite prodotti quotati — la domanda è una sola: si tratta di una correzione passeggera o di un cambio di regime?

Cosa ha innescato la discesa

Il motore principale è il deflusso di capitali dagli ETF spot — i fondi quotati che replicano il prezzo del Bitcoin acquistando la criptovaluta sottostante, lo strumento con cui dal 2024 gli investitori istituzionali americani sono entrati in massa nel settore. Da metà maggio questi prodotti hanno registrato sei settimane consecutive di riscatti netti, per un totale di circa 5,94 miliardi di dollari in trenta giorni: la più grande ondata di uscite da quando gli ETF spot sono stati lanciati, nel gennaio 2024. È la prosecuzione di una tendenza che dura da settimane: già a maggio i capitali avevano cominciato a lasciare i fondi sul Bitcoin, e nelle fasi più acute del calo gli ETF spot americani hanno perso oltre un miliardo in pochi giorni. Lo stesso fenomeno ha visto protagonisti i maggiori gestori, con BlackRock alleggerire le proprie posizioni sugli ETF spot e contribuire al peggioramento del clima.

A spingere nella stessa direzione si sono aggiunti tre fattori macro. La Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi nella forbice 3,50%-3,75% ma ha tolto dal comunicato i riferimenti a un possibile allentamento: una svolta restrittiva che ha rafforzato il dollaro e spinto i rendimenti dei titoli di Stato americani a dieci anni oltre il 4,45%, entrambi venti contrari per un asset che non offre cedole. A questo si sono sommate la prima vendita di Bitcoin da anni da parte di Strategy — la società ex MicroStrategy nota per i suoi acquisti aggressivi — e lo spostamento di capitali verso i titoli legati all’intelligenza artificiale.

Cosa cambia per chi detiene cripto in Svizzera

Sul fronte elvetico il quadro resta più stabile di quello dei flussi americani. Gli operatori autorizzati come Sygnum, AMINA Bank (ex SEBA) e Bitcoin Suisse continuano a offrire custodia e negoziazione sotto la vigilanza della FINMA — l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari — che negli ultimi mesi ha precisato le regole su custodia e licenze per gli operatori del settore.

Sul piano fiscale, chi investe come privato beneficia di un regime tra i più favorevoli d’Europa: in Svizzera le plusvalenze realizzate vendendo token detenuti a titolo privato restano in linea di principio esenti da imposta, mentre il valore dei portafogli va comunque dichiarato e concorre all’imposta sulla sostanza. In una fase di prezzi in calo questo significa che chi vende in perdita non ha vantaggi fiscali da compensare, ma chi mantiene le posizioni non subisce prelievi aggiuntivi sul capitale che resta investito.

I numeri da ricordare

  •  59’000 USD: minimo toccato dal Bitcoin, il più basso da circa venti mesi (ottobre 2024).
  • -18% / -38%: la variazione del prezzo sull’ultimo mese e sull’ultimo anno.
  • 5,94 miliardi USD: i riscatti netti dagli ETF spot in trenta giorni, sei settimane di fila.
  • 3,50%-3,75%: la forbice in cui la Fed ha lasciato i tassi, eliminando i riferimenti a tagli futuri.
  • 1’330 miliardi USD: la capitalizzazione di mercato del Bitcoin a questi livelli di prezzo.

Dove informarsi

Per il prezzo aggiornato in tempo reale si possono consultare piattaforme come CoinGecko; per il quadro di vigilanza svizzero il riferimento è il sito della FINMA. Vale infine la pena ricordare il principio di fondo: il mercato delle criptovalute resta estremamente volatile, e i movimenti a doppia cifra in poche sedute sono la norma, non l’eccezione.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.

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