Cripto in rosso prima del dato USA sull’inflazione: Bitcoin sotto i 64’000 dollari, ma gli ETF vivono la settimana migliore da aprile

Claudio Galli

11 Agosto 2026 - 11:08

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Il mercato arretra in attesa del CPI americano di mercoledì, con oltre l’1% di capitalizzazione bruciata in 24 ore. Eppure i flussi verso i fondi quotati raccontano il contrario: ecco cosa sta succedendo e cosa guardare dalla Svizzera.

Cripto in rosso prima del dato USA sull'inflazione: Bitcoin sotto i 64'000 dollari, ma gli ETF vivono la settimana migliore da aprile

Seduta in rosso per le criptovalute martedì 11 agosto 2026. Il Bitcoin è sceso di circa l’1,69% a quota 63’907 dollari, mentre l’Ethereum ha perso il 2,39% attorno ai 1’872 dollari. La capitalizzazione complessiva del settore è calata dell’1,29% in una giornata, tornando verso i 2’190 miliardi di dollari.

A muovere i prezzi non è stato un singolo evento, ma la prudenza degli operatori alla vigilia di un appuntamento chiave: mercoledì 12 agosto gli Stati Uniti pubblicano il dato sull’inflazione di luglio — il italicoCPI/italico, l’indice dei prezzi al consumo — con il consenso degli analisti che si aspetta un +3,4% annuo, in leggero calo dal 3,5% precedente. Un numero più alto delle attese allontanerebbe l’ipotesi di un taglio dei tassi della Federal Reserve, penalizzando gli asset più rischiosi, cripto in testa.

Perché una flessione "normale" ha tinto di rosso tutto il mercato

Il ribasso è stato amplificato da un’ondata di liquidazioni di posizioni italicolong/italico a leva. Quando un operatore compra con capitale preso a prestito e il prezzo scende oltre una certa soglia, la sua posizione viene chiusa d’ufficio e venduta automaticamente sul mercato: ogni vendita forzata spinge il prezzo più in basso e può innescare la liquidazione successiva. È questo effetto a catena che spiega come un semplice nervosismo pre-dato si sia trasformato in un calo generalizzato. A pagare più caro è ancora una volta l’ether, che da mesi arranca dietro Bitcoin nel 2026 e resta il più esposto alle oscillazioni di sentiment.

Il paradosso: prezzi giù, ma gli istituzionali comprano

Sotto la superficie del "tutto rosso" c’è un segnale che va in direzione opposta. Nella settimana di contrattazioni dal 3 al 7 agosto, gli italicoETF/italico spot su Bitcoin — i fondi quotati in borsa negli Stati Uniti che replicano il prezzo della criptovaluta detenendola direttamente — hanno raccolto 853,5 milioni di dollari di afflussi netti, la settimana migliore da metà aprile. Il conteggio indipendente di Farside Investors arriva a 865,3 milioni. A trainare è stato il fondo IBIT di BlackRock con 693,5 milioni, seguito da FBTC di Fidelity con 116,5 milioni.

Non solo Bitcoin: nello stesso periodo gli ETF spot su Ethereum hanno aggiunto 244,94 milioni di dollari, portando a cinque settimane consecutive la serie positiva — la più lunga del 2026 per questi prodotti. In altre parole, mentre i prezzi arretravano per ragioni macroeconomiche, la domanda strutturale degli investitori istituzionali continuava a rientrare, dopo i deflussi record dei mesi precedenti. È il rovescio della medaglia rispetto a inizio mese, quando avevamo raccontato come in due giorni d’agosto gli ETF avessero raccolto più afflussi che in tutto luglio.

Cosa cambia per chi vive in Svizzera

Il residente in Svizzera non accede quasi mai agli ETF americani. La via elvetica passa dagli italicoETP/italicoitalicoExchange Traded Products/italico — quotati sulla borsa SIX di Zurigo ed emessi da operatori come 21Shares e WisdomTree, che replicano il prezzo del sottostante. Per la custodia diretta esistono invece gli operatori vigilati dalla FINMA — l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari — come Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse.

Sul fronte fiscale, la posizione svizzera resta più favorevole di molte altre: per il privato le plusvalenze da compravendita di cripto sono di norma esenti da imposta sul reddito, mentre i token vanno dichiarati nella sostanza al 31 dicembre e i proventi da italicostaking/italico o italicolending/italico sono tassati come reddito. Le regole precise variano da cantone a cantone: chi ha portafogli rilevanti trova un quadro d’insieme nella nostra guida alla fiscalità delle criptovalute in Svizzera.

Le cifre da tenere a mente

  • Bitcoin: circa 63’907 USD, -1,69% in 24 ore.
  • Ethereum: circa 1’872 USD, -2,39% in 24 ore.
  • Capitalizzazione totale: circa 2’190 miliardi USD, -1,29%.
  • Afflussi ETF Bitcoin (3-7 agosto): 853,5 milioni USD, la settimana migliore da aprile.
  • Afflussi ETF Ethereum: 244,94 milioni USD, quinta settimana positiva di fila.
  • Dato atteso: CPI USA di luglio mercoledì 12 agosto, consenso +3,4% annuo.

La chiave delle prossime sedute è tutta nel dato di mercoledì: un’inflazione in linea o inferiore alle attese rafforzerebbe la scommessa sul taglio dei tassi e darebbe respiro al mercato; una sorpresa al rialzo rischia di prolungare la fase di correzione. Per il prezzo aggiornato in tempo reale si possono consultare portali come CoinGecko o la scheda quotazioni cripto, mentre per il quadro regolatorio svizzero il riferimento resta il sito della FINMA.

italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e hanno finalità puramente informative. Questo articolo non costituisce consiglio d’investimento./italico

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