Dopo il mese peggiore del 2026, i fondi quotati statunitensi tornano a comprare BTC senza registrare un solo giorno di deflussi. A rimetterli in moto è il crollo del rapporto sul lavoro americano, che riaccende le attese di un taglio dei tassi della Fed. Ecco che cosa significa per chi in Svizzera investe attraverso gli ETP.
Gli italicoExchange Traded Fund/italico spot su Bitcoin — i fondi quotati negli Stati Uniti che replicano il prezzo della criptovaluta detenendola fisicamente — hanno aperto agosto con il piede sull’acceleratore. Nelle prime tre sedute del mese hanno incassato 626 milioni di dollari di afflussi netti, senza che un solo prodotto chiudesse una giornata in rosso. Il dato pesa ancora di più se confrontato con il mese precedente: già nei primi due giorni di contrattazione i fondi avevano raccolto 381,6 milioni, superando da soli l’intero mese di luglio, chiuso a quota 172,4 milioni. E luglio, per la categoria, era stato il capitolo più difficile dell’anno, culminato in un deflusso da 265 milioni nell’ultima seduta.
A guidare il rientro è come sempre IBIT di BlackRock, il più grande ETF spot al mondo, che da solo ha messo a segno 479 milioni nei tre giorni, portando gli afflussi cumulati vicino ai 61 miliardi di dollari. Il 5 agosto è stata la seduta più forte, con 244 milioni complessivi. Un ritorno di capitale che stona con l’umore del mercato: l’indice italicoFear & Greed/italico, il termometro del sentiment cripto, resta inchiodato a 25, in territorio di «paura estrema».
Cosa ha rimesso in moto i capitali
Il vero interruttore è arrivato da Washington, non dai grafici. Il rapporto sul lavoro USA di luglio, diffuso venerdì, ha deluso pesantemente le attese: invece degli 80’000 nuovi posti stimati, l’economia americana ne ha persi 23’000, con il tasso di disoccupazione al 4,1%. Un segnale di raffreddamento che ha immediatamente rialzato le scommesse su un taglio dei tassi della Federal Reserve, storicamente favorevole agli asset di rischio come le criptovalute. Il Bitcoin, che oscilla intorno ai 65’000 dollari, ha reagito in rialzo pur restando lontano dal record di ottobre 2025 sopra i 126’000.
È un copione già visto, ma con esito opposto rispetto a poche settimane fa: sono gli stessi fondi che a giugno avevano bruciato miliardi in uscite e che, dopo i deflussi record raccontati anche dalla stampa italiana, sembravano aver perso l’appeal presso gli istituzionali. Il primo timido rientro si era visto già a inizio luglio, salvo rientrare nel rosso poco dopo. La domanda che i desk si pongono ora è la stessa: inversione vera o semplice rimbalzo tecnico.
Perché conta per chi investe in Svizzera
La Confederazione non replica il modello americano dei fondi quotati. L’investitore svizzero, retail o istituzionale, accede all’esposizione su Bitcoin soprattutto tramite gli ETP — italicoExchange Traded Product/italico a replica fisica, quotati sulla borsa di Zurigo (SIX) da emittenti come 21Shares, società con radici a Zurigo e Zugo che è stata tra i pionieri del settore. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: proprio 21Shares è presente anche oltreoceano, dove il suo ETF ARKB (in partnership con ARK Invest) figura tra i fondi che stanno raccogliendo capitale in questi giorni.
La differenza tra i due mondi è sostanziale. Quando un ETF USA registra deflussi, il meccanismo di creazione e riscatto costringe il italicocustodian/italico a vendere Bitcoin sul mercato spot, amplificando i ribassi; gli ETP svizzeri restano esposti al prezzo sottostante senza generare la stessa pressione meccanica. Sul fronte della vigilanza, la FINMA — l’autorità federale di sorveglianza sui mercati — continua a portare la custodia degli asset digitali dentro l’infrastruttura regolata delle azioni quotate a Zurigo. E sul piano fiscale, per il privato residente in Svizzera la plusvalenza da rivendita resta esente da imposta sul reddito, mentre le cripto detenute confluiscono nella sostanza imponibile cantonale.
Le cifre da tenere a mente
- 626 milioni di dollari: afflussi netti sugli ETF spot BTC statunitensi nelle prime tre sedute di agosto.
- 172,4 milioni: l’intero raccolto di luglio, superato in appena due giorni.
- 479 milioni: la quota del solo IBIT di BlackRock nei tre giorni, quasi 61 miliardi di afflussi cumulati.
- 23’000 posti persi: il dato sul lavoro USA di luglio che ha riacceso le attese di taglio dei tassi.
- 25: il livello dell’indice Fear & Greed, ancora in «paura estrema» nonostante i flussi.
Il prossimo test sarà capire se il rientro di inizio agosto è l’avvio di una vera inversione o solo una pausa in un anno in cui i capitali istituzionali hanno lasciato i fondi americani più di quanto vi siano entrati. Per seguire l’evoluzione dei flussi restano un riferimento i dati giornalieri di Farside Investors e le quotazioni cripto in tempo reale.
italicoLe quotazioni e i dati citati sono indicativi al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento./italico
[3] Fonti: Farside Investors, SoSoValue, TheStreet, Yahoo Finance, FINMA, moneymag.ch.
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