Le plusvalenze restano esenti, ma le criptovalute entrano ogni 31 dicembre nella sostanza imponibile: e lì il conto lo fa il cantone di domicilio. Dove il prelievo pesa meno, dove pesa di più e come stimare quanto versi ogni anno sul tuo portafoglio.
In Svizzera il vantaggio fiscale delle criptovalute è noto: per chi investe da privato la plusvalenza realizzata rivendendo i token è esente da imposta sul reddito. Ma quel principio — che abbiamo ricostruito nel regime fiscale svizzero delle cripto in tre punti — non azzera il conto con il fisco. Perché c’è una seconda imposta che scatta ogni anno, a prescindere dal fatto che tu venda o meno: l’imposta sulla sostanza. Ed è la voce che cambia di più a seconda di dove abiti.
Un Bitcoin custodito in un wallet o su un exchange non è reddito finché non lo si movimenta come un professionista, ma è patrimonio. E il patrimonio, in Confederazione, lo tassano il cantone e il comune di domicilio. Con differenze che, sui portafogli importanti, valgono centinaia o migliaia di franchi l’anno.
Come il fisco calcola la sostanza in cripto
La regola è semplice e uguale ovunque: le criptovalute sono valori patrimoniali mobili e vanno dichiarate al italico valore venale — il prezzo di mercato — al 31 dicembre. Per facilitare il compito, l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) pubblica ogni anno una lista ufficiale con i corsi di fine anno dei token più diffusi; per le valute digitali non listate si usa il prezzo dell’exchange su cui sono trattate.
Quel valore si somma semplicemente a conti bancari, titoli e immobili nel calcolo della sostanza netta. Su tale totale, superata una franchigia esente che ogni cantone fissa a suo modo, si applica l’aliquota della sostanza. Ed è qui che il domicilio decide quanto paghi.
Dove pesa meno, dove pesa di più
L’imposta sulla sostanza è riscossa solo a livello cantonale e comunale, con aliquote progressive che raramente superano l’1% del patrimonio netto ma che, tra un cantone e l’altro, possono variare di diverse volte. La Svizzera centrale resta l’area più leggera; i grandi cantoni romandi e urbani i più cari.
| Cantone / area | Peso dell’imposta sulla sostanza | Nota |
|---|---|---|
| Zugo | Tra i più bassi | Aliquota cantonale indicativa 0,05–0,3% |
| Svitto, Nidvaldo, Obvaldo, Uri | Bassi | Politiche fiscali storicamente attrattive per i patrimoni |
| Ticino | Intermedio | Aliquota cantonale 2,5‰ (0,25%) più moltiplicatore comunale, attorno al 78–80% a Lugano nel 2026 |
| Ginevra, Vaud, Basilea Città | Tra i più alti | Nella fascia alta il prelievo combinato può avvicinarsi all’1% |
Un esempio rende l’idea. Su un portafoglio cripto di 200’000 CHF dichiarato nella sostanza, il prelievo annuo dell’imposta patrimoniale può fermarsi a poche centinaia di franchi in un comune della Svizzera centrale e superare abbondantemente il migliaio in un cantone caro — a parità di token e di prezzo. Non è l’asset a fare la differenza, ma la riga dell’indirizzo sulla dichiarazione. Le cifre esatte dipendono poi dalla progressività e dalla franchigia, che ogni cantone calibra diversamente.
Il domicilio conta più dell’asset
Per chi ha portafogli modesti la differenza è nell’ordine di qualche decina di franchi e non giustifica nessuna scelta di vita. Per chi detiene cifre a sei zeri, invece, il cantone di domicilio diventa una variabile concreta — da valutare però nel quadro completo dell’onere fiscale (reddito, immobili, imposte comunali), non isolando la sola sostanza.
C’è poi un fattore che può ribaltare tutto il ragionamento: la qualifica di commerciante professionale. Se il fisco riconduce l’attività a un commercio di titoli — per volume, frequenza o ricorso al credito — le plusvalenze smettono di essere esenti e diventano reddito imponibile, per giunta soggetto a contributi AVS. È lo scenario che abbiamo analizzato a proposito dei prestiti garantiti da bitcoin e dei cinque criteri dell’AFC: in quel caso il risparmio sull’imposta sulla sostanza diventa un dettaglio, perché a cambiare è l’intera natura del prelievo.
Le quattro cose da sapere
- Le cripto vanno dichiarate ogni anno nella sostanza al valore del 31 dicembre, anche se non le vendi.
- L’aliquota è fissata da cantone e comune: cambia molto: la Svizzera centrale (Zugo, Svitto, Nidvaldo) è tra le più leggere, i cantoni romandi e urbani tra i più cari.
- In Ticino l’aliquota cantonale sulla sostanza è del 2,5‰, a cui si aggiunge il moltiplicatore comunale.
- Se scatta la qualifica di commerciante professionale, le plusvalenze diventano reddito imponibile: un cambio ben più pesante di qualsiasi differenza cantonale.
Prima di tirare conclusioni conviene verificare la propria posizione con l’autorità di tassazione del cantone di domicilio e con la pagina dedicata dell’AFC. Sul fronte della vigilanza, la FINMA ha rafforzato i controlli sugli operatori cripto, un contesto che è bene tenere presente quando si sceglie dove custodire i token. Per il valore da riportare al 31 dicembre restano utili le quotazioni cripto in tempo reale.
italico Questo articolo ha finalità informative e non costituisce una consulenza fiscale: aliquote, franchigie e moltiplicatori variano da cantone a cantone e nel tempo. Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione.
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