Bitcoin chiude il peggior trimestre dal 2022: -21% a giugno, 4 miliardi in uscita dagli ETF (e oggi scatta MiCA)

Claudio Galli

1 Luglio 2026 - 11:08

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Il mese peggiore per i fondi spot americani dal lancio di gennaio 2024, il prezzo sotto i 60’000 dollari per la prima volta da mesi, la scadenza normativa europea del 1° luglio: cosa cambia — e cosa non cambia — per chi detiene cripto in Svizzera

Bitcoin chiude il peggior trimestre dal 2022: -21% a giugno, 4 miliardi in uscita dagli ETF (e oggi scatta MiCA)

Bitcoin chiude giugno 2026 a circa 58’500 dollari, in calo del 21% nel solo mese di giugno e del 30% negli ultimi sei mesi. Per trovare una performance mensile peggiore bisogna tornare al crollo del 2022. Ma il dato che più ha scosso il mercato non è il prezzo in sé: sono i 4,06 miliardi di dollari in uscita dagli ETF spot americani nel corso di giugno, il peggior mese di deflussi da quando questi strumenti sono stati ammessi dalla SEC nel gennaio del 2024.

Quando gli ETF diventano un amplificatore del ribasso

Per due anni gli ETF spot su Bitcoin — a partire da quelli di BlackRock, Fidelity e Invesco — erano stati letti dal mercato come una domanda strutturale nuova, capace di assorbire l’offerta e sostenere il prezzo anche nei momenti di debolezza. La logica era semplice: gli istituzionali entrano, restano, e il prezzo ha un «pavimento» più solido rispetto ai cicli precedenti.

Giugno 2026 ha capovolto questa narrativa. Sei settimane consecutive di deflussi netti, per un totale di quasi 6 miliardi di dollari di riscatti, con picchi di 691 milioni in un singolo giorno (25 giugno). Il precipitante è stato una combinazione di fattori: la flessione delle azioni AI e dei semiconduttori (che ha spinto gli istituzionali a ridurre il rischio complessivo di portafoglio), i dati sull’inflazione USA più alti delle attese, e il ritardo al Congresso americano del CLARITY Act — la legge che avrebbe dovuto chiarire la classificazione legale degli asset digitali.

Il risultato è che il primo semestre 2026 si chiude con Bitcoin sotto i livelli di inizio anno, Ethereum in calo del 21% su base mensile, e la capitalizzazione totale degli ETP cripto a livello globale scesa del 15% rispetto ai massimi di inizio anno, attestandosi intorno a 140 miliardi di dollari.

MiCA scatta oggi: perché la Svizzera è fuori dall’equazione

Il 1° luglio 2026 è anche la data in cui scatta la scadenza definitiva del regolamento europeo MiCA per i fornitori di servizi su cripto-attività — i cosiddetti CASP. Da oggi, chi non è in possesso di una licenza valida non può offrire legalmente i propri servizi ai clienti dell’Unione Europea.

Per chi vive in Svizzera, però, la situazione non cambia. La Confederazione non fa parte né dell’UE né dello Spazio economico europeo: i residenti svizzeri non sono «clienti UE» ai sensi di MiCA, e le restrizioni europee non si applicano direttamente agli exchange che operano fuori dal perimetro comunitario. Come riportato in dettaglio dalle analisi FINMA sulla regolamentazione cripto, la Svizzera ha il proprio regime, separato e parallelo.

La via svizzera: FINMA, SDX e le due nuove licenze

Mentre l’Europa standardizza con MiCA, Berna procede per altra strada. La FINMA aveva già anticipato il 12 gennaio 2026 la Guidance 01/2026: delegare la custodia di cripto-attività a un depositario estero straniero è ammesso solo se quel paese garantisce una vigilanza equivalente e una protezione paragonabile in caso di insolvenza.

A maggio la FINMA ha autorizzato la fusione tra SIX Digital Exchange (SDX) e SIX SIS AG: le banche svizzere potranno custodire Bitcoin e altri asset digitali nella stessa infrastruttura regolata che già gestisce le azioni quotate sulla borsa di Zurigo. Una mossa che avvicina ulteriormente il mercato tradizionale e quello cripto nell’ecosistema elvetico — e che differenzia nettamente la posizione degli operatori come Sygnum, AMINA Bank e Bitcoin Suisse rispetto alle piattaforme internazionali non regolate.

Le 5 cose da sapere

  • Bitcoin -21% a giugno 2026: il peggior mese da inizio anno e la discesa più marcata dai minimi del ciclo 2022.
  • ETF spot USA, record negativo: 4,06 miliardi di deflussi a giugno, con sei settimane consecutive di riscatti netti; il dato rimette in discussione il ruolo degli istituzionali come «pavimento» strutturale del prezzo.
  • MiCA: nessun impatto diretto su chi detiene cripto in Svizzera, poiché la Confederazione è fuori dall’UE e dal SEE. Gli exchange autorizzati in CH operano sotto la supervisione FINMA, regime separato e indipendente da MiCA.
  • FINMA e SDX-SIS: la fusione tra SIX Digital Exchange e SIX SIS AG apre la strada a una custodia istituzionale di cripto in Svizzera nella stessa infrastruttura delle azioni tradizionali.
  • Fiscalità in CH: le plusvalenze su cripto restano esenti da imposta per i privati in Svizzera, a condizione che non si sia qualificati come «commercianti professionali di titoli» dall’AFC. Vedi la guida aggiornata sulla fiscalità cripto in Svizzera per i dettagli cantonali.

Cosa guardare in luglio

Il mercato attende ora due catalizzatori: una eventuale ripresa dei flussi positivi sugli ETF spot (monitorabili in tempo reale su Farside Investors) e l’evoluzione del dibattito al Congresso USA sul CLARITY Act, che potrebbe ridare slancio normativo all’intero settore. Sul fronte svizzero, l’attenzione è puntata sulle prime applicazioni pratiche del nuovo quadro SDX-SIS per la custodia bancaria di asset digitali.

Per il prezzo aggiornato in tempo reale, la scheda quotazione Bitcoin su money.it e i dati sui flussi degli ETF cripto—il precedente deflusso giornaliero offrono i riferimenti più utili.

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