Affitti: depositate 140’000 firme contro le pigioni abusive, ma ecco i 4 diritti che puoi già usare oggi per pagare meno

Claudio Galli

26 Giugno 2026 - 13:14

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L’iniziativa dell’Associazione svizzera inquilini punta a un controllo più severo dei canoni, ma il voto è lontano anni. Intanto il diritto di locazione e il tasso ipotecario di riferimento, fermo all’1,25%, ti danno già strumenti concreti: dalla riduzione della pigione alla contestazione del canone davanti all’autorità di conciliazione.

Affitti: depositate 140'000 firme contro le pigioni abusive, ma ecco i 4 diritti che puoi già usare oggi per pagare meno

Il 23 giugno l’Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha depositato alla Cancelleria federale l’iniziativa popolare «Sì alla protezione contro pigioni abusive», sostenuta da 140’048 firme raccolte in poco più di un anno. Il numero che spiega tutto è un altro: secondo l’associazione l’inquilino medio paga circa 360 CHF al mese più del dovuto, e ogni anno circa 10 miliardi di CHF passano indebitamente dai locatari ai proprietari.

Un’iniziativa popolare, però, richiede anni prima di arrivare alle urne e poi di tradursi in legge. La buona notizia per chi vive in affitto in Ticino — dove la pigione resta la prima voce di spesa delle famiglie — è che il diritto svizzero mette già a disposizione strumenti concreti per non pagare più del giusto, senza aspettare il voto. Vediamo quali, partendo da cosa è successo a Berna.

Cosa chiede l’iniziativa

Il testo chiede al Consiglio federale e al Parlamento un controllo chiaro e regolare dei canoni, per frenare quelli abusivi. Il principio è quello già scritto nel diritto di locazione: l’affitto dovrebbe basarsi sui costi effettivi dell’immobile più un reddito limitato per il proprietario. I promotori denunciano però che le grandi società immobiliari aggirano spesso le norme per massimizzare i profitti, mentre la responsabilità di difendersi ricade sul singolo inquilino. «Le firme raccolte sono un segnale forte», ha dichiarato il presidente dell’ASI Carlo Sommaruga, già intervenuto su moneymag.ch sul peso dei rincari per gli inquilini. L’iniziativa è sostenuta da PS, Verdi, sindacati USS e Travail.Suisse, oltre a Caritas e cooperative. L’iter ora passa al Consiglio federale e al Parlamento prima del voto popolare: tempi che si misurano in anni.

Quanto pesa davvero l’affitto

I numeri spiegano perché il tema scotta. In Svizzera circa il 60% delle famiglie vive in affitto e quasi il 40% spende oltre un terzo del proprio reddito per la pigione, trasformando la locazione nel principale rischio finanziario di un’economia domestica. Nonostante il calo dei tassi d’interesse degli ultimi anni, secondo l’ASI gli affitti sono saliti del 25% in vent’anni. In Ticino, dove vivere in affitto è la norma per la maggioranza dei nuclei familiari, la pigione media supera i 1’150 CHF al mese e incide pesantemente, come ricordano i nostri conti su quanto serve per vivere a Lugano.

Il tasso di riferimento all’1,25%: la riduzione che devi chiedere

Lo strumento più immediato è il tasso ipotecario di riferimento, il parametro nazionale su cui si calcolano gli affitti, fissato ogni trimestre dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB). Oggi è fermo all’1,25%, ai minimi storici. Molti contratti, però, sono ancora calcolati su un tasso più alto — 1,50% o addirittura 1,75% — fissato quando l’inquilino ha firmato. Ogni 0,25 punti di differenza vale una riduzione della pigione del 2,91% (a fronte di un +3% nel caso opposto di rialzo).

L’aspetto decisivo: la riduzione non è automatica. Va richiesta per iscritto al locatore, che è tenuto ad adeguare l’affitto solo su domanda dell’inquilino. Prima di scrivere conviene capire come si calcola l’affitto di un immobile in Ticino e su quale tasso è basato il proprio contratto.

Le altre 3 mosse per pagare meno

Oltre alla riduzione legata al tasso, il diritto svizzero offre tre vie concrete:

  • Contestare il canone iniziale: in Ticino, alla firma di un nuovo contratto il locatore deve consegnare il modulo ufficiale di notifica della pigione iniziale. Da quel momento l’inquilino ha 30 giorni per contestarla se la ritiene eccessiva, soprattutto se l’affitto è cresciuto molto rispetto al precedente inquilino.
  • Rivolgersi all’autorità di conciliazione in materia di locazione: la procedura cantonale è gratuita o a basso costo ed è il passaggio obbligato prima di adire il giudice. È qui che si discutono riduzioni negate, aumenti contestati e disdette.
  • Farsi assistere dall’ASI: l’associazione verifica il calcolo della pigione e affianca l’inquilino nella richiesta, riducendo il timore — citato dagli stessi promotori — di entrare in conflitto con il proprietario.

Cosa fare ora

Prima di firmare un nuovo contratto o di chiedere un adeguamento, controlla su quale tasso di riferimento è calcolato il tuo affitto: lo trovi nell’ultimo avviso di modifica della pigione. Confrontalo con l’1,25% attualmente pubblicato dall’UFAB: se il tuo contratto si basa su un valore più alto, hai con ogni probabilità diritto a una riduzione, da richiedere per iscritto. In caso di dubbio o di risposta negativa, l’autorità di conciliazione cantonale è il primo sportello a cui rivolgersi, senza costi e senza avvocato.

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# Ticino

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