Prezzi dei farmaci, la pressione degli USA può costare ai premi di cassa malati svizzeri centinaia di milioni di franchi l’anno

Alice Bernasconi

3 Novembre 2026 - 19:23

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Il costo scatterebbe se l’Europa alzasse i prezzi dei farmaci per assecondare Washington, avverte uno studio di ETH e Università di Zurigo. L’UFSP per ora è contrario ad aumenti generalizzati, mentre secondo Interpharma 7 nuovi farmaci su 22 non sono stati presentati per il rimborso.

Prezzi dei farmaci, la pressione degli USA può costare ai premi di cassa malati svizzeri centinaia di milioni di franchi l'anno

La politica dei prezzi dei farmaci voluta dagli Stati Uniti potrebbe costare ai premi della cassa malati svizzera «centinaia di milioni di franchi» all’anno. Lo sostiene uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dell’Università di Zurigo, firmato tra gli altri dalla giurista e medica Kerstin Vokinger. Ne hanno riferito lunedì 2 novembre la SRF e Blick, martedì 3 novembre Nau.ch.

Lo studio non indica un importo esatto. E il costo si materializza solo se i Paesi europei cedono alla pressione americana e alzano i prezzi. Per ora l’UFSP, l’Ufficio federale della sanità pubblica, è contrario ad aumenti generalizzati.

Come funziona la «nazione più favorita»

Secondo la SRF, Washington vuole essere la «nazione più favorita» (most-favored nation, MFN): confronta i propri prezzi con quelli di un gruppo di Paesi di riferimento, tra cui la Svizzera. Blick precisa che i prezzi americani verrebbero agganciati ai più bassi praticati in 19 Paesi di riferimento. Il prezzo più basso era il più delle volte quello della Corea del Sud, seguita da Norvegia e Australia.

Il meccanismo è semplice. Più alti sono i prezzi all’estero, più alti possono restare quelli negli Stati Uniti. Se un Paese rifiuta di pagare di più, a un’azienda può convenire non vendervi il farmaco. Secondo lo studio citato dalla SRF, in una guerra dei prezzi estrema quelli USA non scendono e salgono negli altri Paesi. Vokinger avverte che questo «può portare i Paesi a superarsi a vicenda con prezzi più alti» e che «la Svizzera deve riflettere su come gestire questa pressione».

La ricercatrice ridimensiona però il peso attuale della Svizzera: «ad oggi i prezzi svizzeri non sono così determinanti per gli USA». Anche Blick riporta che, secondo lo studio, oggi la Svizzera non ha un ruolo decisivo nel calcolo. I dati si riferiscono alla situazione di dicembre 2025.

Lo studio su The Lancet firmato anche da Vokinger

Il tema era già al centro di uno studio di coorte uscito il 15 settembre su The Lancet: Vokinger, Thomas J. Hwang e Aaron Kesselheim (Brigham and Women’s Hospital di Boston) vi hanno analizzato 195 farmaci brevettati, che valgono una spesa annua di 87,9 miliardi di dollari a carico di Medicare, l’assicurazione sanitaria pubblica USA per gli over 65. Per 138 di questi farmaci erano disponibili dati di vendita.

Il prezzo di riferimento internazionale più basso era inferiore del 71% a quello pagato da Medicare. Ma 17 produttori con accordi confidenziali coprono 131 dei 195 farmaci (67%): se li si esclude, i risparmi previsti calano del 71%. Per Vokinger, le politiche statunitensi «possono influire sull’accesso ai farmaci a livello globale».

Modelli incerti, farmaci che non arrivano

La SRF cita i modelli americani GLOBE e GUARD, che toccano molti meno farmaci del previsto, e i modelli «Generous». Questi ultimi si basano su contratti segreti, noti in parte grazie a una richiesta di accesso dell’organizzazione Public Citizen. L’industria farmaceutica contesta uno dei modelli in tribunale e non è chiaro se verranno davvero applicati. Secondo swissinfo.ch, ripreso da Nau.ch, GLOBE è vincolante ma riguarda solo quattro aziende non nominate. I risparmi attesi fino al 2032 sono scesi a 440 milioni di dollari (circa 360 milioni di franchi), contro gli 11,9 miliardi (circa 9,7 miliardi di franchi) previsti in precedenza.

Secondo l’industria, gli effetti si vedono già nelle domande di rimborso. In un comunicato del 13 agosto, Interpharma ha indicato che tra gennaio 2025 e giugno 2026 i suoi membri non hanno presentato 7 nuovi farmaci su 22 per l’elenco delle specialità, la lista dei farmaci rimborsati dall’assicurazione di base. Il motivo indicato è il regime MFN. Tre di questi farmaci non sono stati sottoposti nemmeno a Swissmedic per l’omologazione. L’UFSP, secondo la SRF, registra però un numero di domande simile all’anno precedente.

René Buholzer, di Interpharma, dice alla SRF che «dobbiamo adeguarci». Marcel Plattner, presidente dell’Associazione delle aziende farmaceutiche in Svizzera, sostiene secondo swissinfo.ch che l’effetto si sente anche con un’attuazione incompleta: le aziende non possono rischiare il mercato USA per restare in Svizzera. L’UFSP giudica invece sbagliati aumenti generalizzati finché non sarà chiaro se i modelli americani resteranno in vigore a lungo. Il dibattito sui prezzi si somma a quello sugli sconti sui farmaci che non arrivano agli assicurati.

Cosa cambia per chi paga i premi in Ticino

Come osserva Blick, i costi aggiuntivi ricadrebbero sugli assicurati, probabilmente sotto forma di premi più alti. Le fonti non dicono quanto peserebbero sul singolo assicurato. Il punto di partenza è comunque elevato: secondo la RSI, nel 2027 il premio medio mensile in Ticino sarà di 519,90 CHF (+3,7%, +18,60 CHF), il più alto della Svizzera. Nei Grigioni sarà di 360,30 CHF (+4,3%, +14,70 CHF).

Nel comunicato sui premi 2027, l’UFSP indica una media svizzera di 412 CHF al mese (+19,70 CHF, +5,0%) e di 487,60 CHF per gli adulti. I costi sono cresciuti del 5,3% nel 2025 e dovrebbero salire del 4,7% nel 2026 e del 5,0% nel 2027. «I premi pesano sempre di più sulla popolazione in Svizzera», scrive l’Ufficio federale. Sul fronte delle famiglie ticinesi, Moneymag ha già spiegato chi ha diritto ai sussidi cassa malati in Ticino dal 2027 e come scegliere il modello di cassa malati 2027.

Da seguire restano la causa intentata dall’industria farmaceutica contro uno dei modelli americani e l’effettiva applicazione delle nuove regole di Washington.

Le cose da sapere

  • Lo studio di ETH e Università di Zurigo stima un costo di «centinaia di milioni di franchi» all’anno per i premi, senza indicare una cifra precisa.
  • Il costo scatta solo se i Paesi europei alzano i prezzi; non è chiaro se i modelli USA saranno applicati.
  • Secondo Interpharma, 7 nuovi farmaci su 22 non sono stati presentati per l’elenco delle specialità; l’UFSP registra però un numero di domande simile all’anno precedente.
  • L’UFSP è contrario ad aumenti generalizzati dei prezzi finché il quadro americano resta incerto.
  • In Ticino il premio medio 2027 è di 519,90 CHF al mese, il più alto della Svizzera.

Fonti: SRF, The Lancet, Blick, Nau.ch, swissinfo.ch, Interpharma, comunicato dell’UFSP, RSI

Foto: Flomeier, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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