Moody’s conferma al Ticino il rating Aa2 per l’11° anno ma chiede di sorvegliare i deficit: preventivo 2027 a -98,5 milioni

Alice Bernasconi

31 Ottobre 2026 - 13:21

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L’agenzia premia economia, governance e accesso ai mercati, ma chiede di seguire da vicino i disavanzi del 2026 e del 2027. Il piano finanziario del Cantone prevede deficit fino a 460 milioni nel 2030, oltre il limite del freno al disavanzo.

Moody's conferma al Ticino il rating Aa2 per l'11° anno ma chiede di sorvegliare i deficit: preventivo 2027 a -98,5 milioni

Moody’s ha confermato al Cantone Ticino il rating di lungo termine Aa2 con prospettiva stabile, per l’undicesimo anno consecutivo. Lo ha reso noto venerdì 30 ottobre 2026 il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) in un comunicato. Il DFE si basa sulla valutazione dell’agenzia (credit opinion) datata 28 ottobre. Il voto resta alto, ma Moody’s aggiunge un avvertimento: i disavanzi previsti per il 2026 e il 2027 vanno seguiti da vicino e il debito netto cresce.

Nella scala di Moody’s, Aa2 è il terzo gradino dall’alto, dopo Aaa e Aa1, e indica una qualità creditizia elevata.

Perché Moody’s promuove il Ticino

Secondo blue News, l’agenzia motiva la conferma con la solidità dell’economia cantonale, con un quadro di governance giudicato «molto buono» e con un elevato grado di flessibilità finanziaria. A favore del Cantone pesano anche la gestione prudente del debito e il solido accesso ai mercati dei capitali.

Per l’agenzia, questi due fattori aiutano a contenere i rischi legati al livello di indebitamento, all’elevato fabbisogno di finanziamento e alle passività potenziali. Resta invariato anche l’ESG Credit Impact Score, l’indicatore che misura l’effetto dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) sul merito di credito. Il Ticino si conferma al livello CIS-1, il più alto della scala, come sottolineano anche RSI e Ticinonline.

Il richiamo: deficit da monitorare e debito netto in aumento

Il punto debole sono i conti. Secondo Moody’s, le proiezioni del disavanzo d’esercizio per il 2026 e il 2027 vanno monitorate in modo continuo. La crescita del debito netto si riflette sull’onere per interessi, che per l’agenzia resta comunque su livelli bassi.

Il DFE riconosce che le osservazioni dell’agenzia impongono di proseguire con determinazione il riequilibrio delle finanze cantonali. Il Cantone lo conferma come obiettivo prioritario. Per le stime sull’anno in corso, Moneymag ha già dato conto dei conti del Cantone per il 2026.

Preventivo 2027 e piano finanziario: i numeri

Il preventivo 2027, presentato a fine settembre, chiude con un disavanzo d’esercizio di 98,5 milioni di franchi, come riportava laRegione. Le misure correttive per il 2027 valgono 47 milioni: 40 sono di competenza del Consiglio di Stato, 7 richiedono il via libera del Gran Consiglio. Con quelle dei preventivi precedenti, le correzioni salgono a 237,4 milioni.

Le entrate aggiuntive superano in totale i 26 milioni. Tra queste figurano:

  • la vendita di terreni per 5,9 milioni;
  • 5 milioni in più da BancaStato e 4 milioni di maggior dividendo da AET;
  • un prelievo straordinario di 6 milioni dalle unità amministrative autonome.

Sul fronte delle uscite, il Cantone risparmia 3,2 milioni sul personale non sostituendo il 10% di chi lascia e taglia le consulenze in modo lineare per 1,8 milioni. Il preventivo conta anche su due quote di utile della BNS (Banca nazionale svizzera). Negli ultimi anni il Ticino ha incassato in media 50-70 milioni, una voce che dipende dall’andamento dei conti della BNS, con l’utile dei primi nove mesi e la frenata di ottobre.

Negli anni successivi i disavanzi si allargano. Il piano finanziario indica deficit di 236 milioni nel 2028, 411 milioni nel 2029 e 460 milioni nel 2030. Per il triennio 2028-2030 queste stime non rispettano il freno al disavanzo. Si tratta di proiezioni.

Il confronto con gli altri Cantoni e con Lugano

Il Ticino non è un caso isolato. Secondo la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF), citata da RSI e ATS, circa la metà dei Cantoni prevede un deficit nel 2027. I disavanzi maggiori sono quelli di Ginevra (-546 milioni) e Vaud (-356 milioni), seguiti dal Ticino. Chiudono invece in attivo Zugo (+291 milioni), Berna (+269 milioni) e Zurigo (+207 milioni). Secondo una stima della Confederazione, dal 2028 la riduzione dei premi (RIPAM) costerà ai Cantoni circa 350 milioni in più all’anno a livello svizzero, una cifra che entro il 2030 dovrebbe avvicinarsi al miliardo.

Sul piano comunale, la settimana precedente Moody’s aveva confermato alla Città di Lugano il rating Aa3 con prospettiva stabile, per il decimo anno consecutivo. È un gradino sotto il Cantone. Come riferisce Ticinonline, la valutazione del 23 ottobre premia un’economia e una governance solide, ma segnala un indebitamento elevato da monitorare.

Cosa cambia per chi vive in Ticino

Nell’immediato, per il Cantone la conferma ha un effetto concreto. Secondo il DFE, il rating «consente al Canton Ticino di mantenere condizioni vantaggiose di finanziamento» sui mercati dei capitali. In generale, un buon voto tiene basso il costo del debito. Resta così più contenuta la parte del bilancio che va agli interessi invece che a servizi e investimenti.

Il rating non scioglie però i nodi del bilancio. Tra le voci più pesanti ci sono i sussidi di cassa malati: 520 milioni nel preventivo 2027, pari al 12,8% delle uscite. Sul tema Moneymag ha raccontato anche l’estensione dei sussidi a nuovi beneficiari dal 2027. Delle misure correttive da 47 milioni previste per il 2027, 7 milioni richiedono il via libera del Gran Consiglio.

Fonti: Cantone Ticino (DFE), blue News, RSI, Ticinonline, laRegione, RSI/ATS

Foto: Aliman5040, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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