Medici, farmacie e ospedali hanno negoziato 743 milioni di franchi di ribassi sui medicamenti nel solo 2024, ma agli assicuratori ne sono arrivati meno di 90. La legge impone di riversarne almeno il 51%: nessuno ha controllato che accadesse. Vale circa l’1% di tutti i premi di cassa malati, e il Ticino paga già fra i premi più alti della Svizzera.
Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato il 12 agosto 2026 un rapporto che fa i conti in tasca a un meccanismo che quasi nessun assicurato conosce: gli sconti che l’industria farmaceutica concede a medici, farmacie e ospedali quando acquistano medicamenti. Nel solo 2024 questi ribassi sono valsi 743 milioni di franchi. Agli assicuratori e agli assicurati ne sono tornati indietro meno di 90 milioni, il 12%. Gli altri 655 milioni sono rimasti a chi ha comprato.
Non è una questione di galateo commerciale. Dal 2020 la legge obbliga i fornitori di prestazioni a riversare almeno il 51% di quei vantaggi, e il principio del trasferimento integrale è iscritto nella Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) addirittura dal 1994. Il CDF, organo di vigilanza finanziaria della Confederazione, quantifica lo scarto fra quanto sarebbe dovuto rientrare nel sistema e quanto è effettivamente rientrato in oltre 2 miliardi di franchi accumulati fra il 2020 e il 2026. Sono soldi che chi paga i premi ha versato due volte.
Perché nessuno ha controllato
L’organo incaricato di far rispettare la regola è l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che il Parlamento ha dotato di strumenti coercitivi molto ampi: può presentarsi in una farmacia, chiedere la contabilità e aprire un procedimento amministrativo contro chi trattiene ribassi che non gli spettano.
Il punto è che non l’ha fatto. Nel 2019 il Consiglio federale aveva assegnato all’ufficio undici posti a tempo pieno dedicati proprio a questi controlli. Dal 2020 il personale è stato interamente dirottato sulla gestione della pandemia e, quando l’emergenza è finita, i posti erano scesi a 7,5 per effetto dei tagli generalizzati sul personale federale. L’attività di verifica non è mai ripartita davvero. «Non è che non avevamo voglia dei controlli», ha ammesso davanti alla stampa a Berna Kristian Schneider, responsabile del settore assicurazione malattia e infortuni dell’UFSP, riconoscendo però che la costruzione dell’unità di controllo non è stata un vanto per l’ufficio.
Il CDF non chiede una nuova legge: chiede che quella esistente venga applicata. In particolare raccomanda controlli a campione sulle fatture, a partire da quelle in cui non figura alcun ribasso.
Cosa rispondono medici, farmacie e ospedali
I diretti interessati respingono l’accusa di illegalità e ricordano che una parte dei ribassi può essere legittimamente trattenuta, a condizioni precise: se serve alla ricerca, alla formazione, alla consulenza o al miglioramento della qualità, e se viene dichiarata in modo trasparente.
Circa un quarto degli ospedali ha firmato con la Confederazione un accordo di trasparenza di questo tipo. «Gli ospedali non si arricchiscono in modo illegale», ha dichiarato alla SRF Dorid Djelid, responsabile della comunicazione dell’associazione mantello H+, spiegando che una quota dei ribassi resta all’istituto per interventi sulla qualità che ricadono comunque sul paziente. Fra i medici che dispensano direttamente medicamenti, l’accordo ce l’ha circa uno su sei. Le farmacie non ne hanno ancora nessuno: dovrebbe arrivare nel corso del 2027 e a quel punto potranno trattenere all’incirca metà dei ribassi a fronte di miglioramenti di qualità e sicurezza. «Restituiamo il 2,3%, circa 60 milioni all’anno», ha ricordato la presidente di Pharmasuisse Martine Ruggli.
Meno indulgente la posizione degli assicuratori. Christoph Kilchenmann, vicedirettore dell’associazione Prio Swiss, riconosce che la consapevolezza è cresciuta e che negli ultimi anni i ribassi riversati sono aumentati, ma aggiunge di ritenere che «non tutti i ribassi siano stati riversati». Sul tavolo della Confederazione ci sono attualmente sei inchieste per vantaggi non ammessi nell’acquisto di medicamenti: in un caso si tratterebbe di un’azienda farmaceutica che avrebbe versato circa 70’000 franchi a uno studio medico a scopo pubblicitario.
Quanto pesa sul premio, e perché in Ticino pesa di più
Qui la cifra diventa concreta. Se l’obbligo del 51% fosse stato rispettato, ogni anno sarebbero rientrati nel sistema circa 370 milioni di franchi: all’incirca l’1% di tutti i premi dell’assicurazione di base incassati in Svizzera. Tradotto sul portafoglio, sul premio medio ticinese salito a 378.90 CHF al mese dopo il rincaro del 7,1% deciso per il 2026 — poco più di 4’500 franchi l’anno — quell’1% vale una quarantina di franchi a testa, ogni anno, per ogni assicurato. Per una famiglia di quattro persone si ragiona nell’ordine di 150-180 franchi annui.
Non è la cifra che risolve la questione dei premi, e va detto con onestà: nessuno sostiene che riversare integralmente i ribassi fermerebbe la crescita dei costi sanitari. I medicamenti pesano per quasi un quarto della spesa annua delle casse malati, quasi 10 miliardi di franchi nel 2024, e crescono per ragioni strutturali che vanno ben oltre gli sconti d’acquisto. Ma il contesto rende la vicenda difficile da digerire proprio adesso: il Ticino paga già fra i premi più alti della Confederazione e a fine settembre l’UFSP annuncerà i premi 2027, per i quali lo stesso ufficio ha stimato in primavera un aumento nell’ordine del 4,5-5%.
Cosa può fare l’assicurato adesso
Sul meccanismo dei ribassi il singolo cittadino non ha leve dirette: la palla è a Berna, e a Palazzo federale diversi parlamentari hanno già chiesto piena trasparenza dopo la pubblicazione del rapporto. Quello su cui invece si può intervenire è la parte di premio che dipende da scelte personali, e la finestra utile si apre fra poche settimane.
- Confrontare i premi 2027 appena escono, a fine settembre, sul comparatore ufficiale della Confederazione priminfo.admin.ch: fra due casse malati, per la stessa copertura di base e nella stessa regione di premio, la differenza in Ticino può superare i 100 franchi al mese.
- Verificare il modello assicurativo (medico di famiglia, telemedicina, HMO) e la franchigia scelta: a parità di prestazioni coperte cambiano sensibilmente il premio.
- Rispettare il termine di disdetta, di regola il 30 novembre, per chi decide di cambiare cassa malati a partire dal 2027.
- Controllare il diritto al sussidio cantonale, che in Ticino segue regole proprie e non viene assegnato automaticamente a tutti gli aventi diritto.
Per orientarsi fra le offerte attive nel Cantone resta utile la nostra panoramica delle casse malati disponibili in Ticino, mentre chi non è certo di rientrare nei parametri di reddito trova criteri e procedura nella guida al sussidio per la cassa malati.
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