Se l’utile di bilancio di fine anno raggiungerà almeno 40 miliardi, la nuova convenzione con la Confederazione prevede la distribuzione massima di 6 miliardi, ma la BNS avverte che i dati intermedi dicono poco sul risultato annuale. Il Consiglio di Stato ha iscritto a preventivo «due quote» di utile, come la maggior parte dei Cantoni.
La Banca nazionale svizzera (BNS) ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile di 44,2 miliardi di franchi. Il dato figura nel comunicato della BNS di venerdì 30 ottobre. Arriva mentre il Cantone Ticino discute un preventivo 2027 con un disavanzo di 98,5 milioni, che conta su un versamento della banca centrale ancora da definire.
Valute, oro e mercati: da dove arriva l’utile
Secondo la BNS, quasi tutto il risultato viene dalle posizioni in valuta estera, che hanno fruttato 43,3 miliardi. Hanno contribuito soprattutto le plusvalenze di cambio (29,8 miliardi) e quelle sui titoli di capitale (23,7 miliardi). I titoli di debito hanno invece chiuso con minusvalenze per 22,6 miliardi. L’oro ha aggiunto 1,2 miliardi: a fine settembre un chilogrammo valeva 112’118 franchi, contro 110’919 a fine 2025. Le posizioni in franchi hanno reso 0,1 miliardi.
Secondo la RSI, che riprende l’agenzia ATS, il solo terzo trimestre ha portato 19 miliardi. A fine giugno l’utile semestrale era di 25,2 miliardi. La BNS avverte che il risultato è «soggetto a forti oscillazioni» e che i dati intermedi permettono conclusioni sul risultato annuale «solo in misura limitata». Anche l’attribuzione agli accantonamenti per le riserve monetarie, precisa il comunicato, «sarà definita a fine anno».
Le regole della nuova convenzione: al massimo 6 miliardi
La somma destinata alle casse pubbliche dipende dalla convenzione tra il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e la BNS, firmata il 1° ottobre 2026 e valida per gli esercizi dal 2026 al 2030. Gli scaglioni restano quelli della convenzione precedente. Un utile di bilancio pari o superiore a 40 miliardi dà diritto a 6 miliardi. Tra 30 e 40 miliardi se ne distribuiscono 5, tra 20 e 30 miliardi 4, tra 10 e 20 miliardi 3. Sotto i 10 miliardi la BNS versa l’utile di bilancio, fino a un massimo di 2 miliardi. Con un utile di bilancio negativo non c’è alcun versamento.
Due terzi dell’importo vanno ai Cantoni, secondo la chiave di riparto della legge sulla Banca nazionale, e un terzo alla Confederazione. Il pagamento segue l’Assemblea generale ordinaria della BNS. L’utile dei nove mesi, però, è calcolato prima dell’attribuzione agli accantonamenti per le riserve monetarie, che sarà definita solo a fine anno e la cui quota minima dal 2026 scende dal 10% all’8%. Secondo le note esplicative della BNS, a fine 2025 la riserva per future ripartizioni ammontava a circa 22 miliardi, e la distribuzione non può portarla sotto zero.
Ticino: un preventivo che conta su «due quote»
Come ha riferito laRegione, il preventivo 2027 del Consiglio di Stato chiude con un disavanzo di 98,5 milioni nonostante 47 milioni di misure correttive. Il governo ha messo in conto «due quote di utile» della BNS, una scelta che secondo il quotidiano ha fatto anche la maggior parte degli altri Cantoni. L’esecutivo ricorda che negli ultimi anni la quota incassata dal Ticino «si situa strutturalmente in media tra 50-70 milioni di franchi». È lo stesso preventivo su cui Moody’s ha appena confermato al Ticino il rating Aa2.
Gli ultimi conti danno la misura di questa voce. Secondo la RSI, il 2025 si è chiuso con un disavanzo di 32,5 milioni invece dei 96,6 previsti, anche grazie a 80 milioni della BNS non iscritti a preventivo. Per il 2026, come scriveva laRegione a giugno, la quota BNS di 106,1 milioni, anch’essa non preventivata, è stata la ragione principale del calo del disavanzo nel preconsuntivo, da 109 a 58 milioni. Il governo stesso invitava a leggere «con cautela» quel miglioramento dei conti cantonali.
Un’entrata che Bellinzona non controlla
Il piano finanziario prevede disavanzi di 236 milioni nel 2028, 411 nel 2029 e 460 milioni nel 2030, senza rispettare il freno ai disavanzi in nessuno dei tre anni. Secondo la RSI, a fine 2025 il capitale proprio del Cantone era già negativo, a -188,6 milioni, e il debito pubblico ammontava a 2,7 miliardi. L’utile della BNS dipende da cambi, borse e prezzo dell’oro, su cui il Cantone non ha alcuna leva. Il tema si lega a quello dei rapporti finanziari tra Cantone e Confederazione.
Cosa cambia per chi vive in Ticino
Il versamento sull’esercizio 2026 sarà pagato solo dopo l’Assemblea generale della BNS, mentre il preventivo 2027 conta già su «due quote» di utile. Per un ordine di grandezza della posta in gioco: secondo il preventivo, la sola spesa per i sussidi alla cassa malati sale a 520 milioni, il 12,8% della spesa cantonale. Il prossimo dato da seguire è il risultato annuale della BNS, che fisserà l’utile di bilancio e quindi la quota destinata al Ticino.
Fonti: BNS, convenzione DFF-BNS, RSI, ATS, laRegione
Foto: Conceptuel, CC0, via Wikimedia Commons
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