Impianti di risalita, estate 2026: Svizzera +8%, Grigioni +9%, Ticino fermo ai livelli del 2025

Claudio Galli

8 Novembre 2026 - 15:29

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Tra maggio e ottobre le funivie svizzere hanno contato l’8% di primi ingressi in più rispetto al 2025, mentre il Ticino ha ripetuto i numeri dell’anno scorso ed è la regione cresciuta meno. In un Cantone dove l’estate vale l’80% del mercato turistico, Luca Jardini dell’Unione trasporti pubblici e turistici indica la strada degli impianti aperti in tutte e quattro le stagioni.

Impianti di risalita, estate 2026: Svizzera +8%, Grigioni +9%, Ticino fermo ai livelli del 2025

Da maggio a ottobre 2026 le funivie e gli impianti di risalita svizzeri hanno registrato l’8% di primi ingressi in più rispetto al 2025 e il 23% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. I dati sono di Funivie Svizzere (Seilbahnen Schweiz, l’associazione di categoria), che li ha presentati a Berna mercoledì 4 novembre. In Ticino il risultato è piatto: 0% sul 2025, la crescita più debole tra le sette regioni del Paese.

Sulla media quinquennale il Ticino resta comunque in positivo, con un +7%. Per l’economia cantonale il dato pesa: secondo la RSI, i mesi estivi valgono l’80% del mercato turistico ticinese.

Oberland bernese in testa, Ticino in coda

Nella classifica regionale di Funivie Svizzere guida l’Oberland bernese, con un +26% sull’anno precedente e un +54% sulla media dei cinque anni. Sul risultato incide in parte un effetto confronto: nel 2025 la Schilthornbahn funzionava a ritmo ridotto per i lavori. Seguono i Grigioni (+9% e +11%), le Alpi vodesi e friburghesi (+7% e +25%) e la Svizzera centrale (+5% e +22%).

Crescono meno la Svizzera orientale (+5% sul 2025, -10% sulla media quinquennale), il Vallese (+1% e +8%) e il Ticino. Nella Svizzera orientale la sospensione della funivia del Säntis per la ricostruzione frena il risultato regionale. L’associazione segnala poi un fattore che pesa su tutto il settore: secondo il comunicato mancano i clienti asiatici tradizionali, a causa della crisi in Medio Oriente. Il quadro si aggiunge al rallentamento dei pernottamenti in Svizzera registrato a giugno.

Il monitoraggio copre oltre 140 aziende delle circa 350 associate, quindi non tutto il settore. Il direttore Berno Stoffel vede nei dati la conferma che gli investimenti nell’offerta estiva rendono: le cifre positive, ha detto, mostrano che «questo lavoro dà i suoi frutti». Per gli impianti l’estate conta sempre di più.

Il confronto con il bilancio di fine settembre

Il bilancio intermedio di fine settembre si può confrontare con i dati finali. Secondo la hotel revue (htr.ch), che lo aveva pubblicato lunedì 5 ottobre, il Ticino era già allo 0% sul 2025, dato rimasto invariato nel bilancio finale, mentre sulla media quinquennale segnava +12%, contro il +7% di fine ottobre. Nei Grigioni e nella Svizzera nel suo insieme cambia invece il dato sul 2025: i Grigioni passano da +13% a +9%, la Svizzera da +10% a +8%.

Trattandosi di dati cumulati, il confronto non permette di isolare il solo mese di ottobre. La versione del comunicato diffusa su swiss-press parla di un «autunno d’oro» che ha sostenuto la stagione. A fine settembre Funivie Svizzere attribuiva il buon andamento a un settembre mite e stabile, arrivato dopo un’estate calda e secca.

Il comunicato divide i risultati anche per dimensione e altitudine. Gli impianti con ricavi da trasporto passeggeri fino a 2 milioni di franchi crescono del 13%, quelli sopra i 10 milioni del 10%, mentre quelli tra 2 e 10 milioni restano quasi fermi (+0,5%). Per altitudine va meglio la fascia tra 1’000 e 2’000 metri (+12%). Sotto i 1’000 metri la crescita è dell’1%, oltre i 2’000 metri è nulla.

Perché il Ticino non cresce: caldo e modello invernale

Luca Jardini, vicepresidente dell’Unione trasporti pubblici e turistici del Canton Ticino, ha commentato i dati alla RSI. Per lui restano «comunque una buona notizia», perché il Cantone ha consolidato i risultati del 2025. Tra le possibili cause della frenata indica il caldo estremo dell’estate, un’ipotesi più che un dato misurato.

Il nodo, secondo Jardini, sono gli impianti nati solo per l’inverno, che con stagioni povere di neve devono puntare sul resto dell’anno. «Bisogna essere pronti a mettersi in discussione», ha detto, e anche «avere il coraggio di andare nella direzione delle quattro stagioni». Come esempi cita il Monte Tamaro e Cardada. Ristorazione, pernottamenti e attività come le settimane verdi scolastiche, aggiunge, possono portare entrate agli impianti.

Il confronto con i Grigioni

Nei Grigioni gli impianti crescono del 9% sul 2025, contro lo zero del Ticino. Il Cantone vicino ha scelto di finanziare il turismo con un programma pluriennale da 8,5 milioni di franchi l’anno per il periodo 2027-2030. Il programma parte dal 2027 e non riguarda quindi la stagione appena chiusa.

Cosa cambia per chi vive e lavora in Ticino

In Ticino i volumi degli impianti sono pari a quelli del 2025 e restano sopra la media degli ultimi cinque anni (+7%), ma senza la crescita registrata nel resto della Svizzera (+8%). Il dato riguarda la stagione che, secondo la RSI, vale l’80% del mercato turistico cantonale.

Per gli impianti Jardini propone la strada delle quattro stagioni, con entrate da ristorazione, pernottamenti e attività come le settimane verdi scolastiche. Chi abita in Ticino ha l’offerta estiva sotto casa, a partire dalle montagne ticinesi raggiungibili in treno o in funivia.

  • Svizzera: +8% di primi ingressi sul 2025 tra maggio e ottobre, +23% sulla media quinquennale.
  • Ticino: 0% sul 2025 e +7% sulla media quinquennale, la crescita più debole tra le regioni.
  • Grigioni: +9% sul 2025, +11% sulla media quinquennale.
  • Rispetto al bilancio di fine settembre: in Ticino il dato sul 2025 resta allo 0%, mentre il vantaggio sulla media quinquennale scende da +12% a +7%; in Svizzera la crescita sul 2025 passa da +10% a +8%.

Fonti: Funivie Svizzere (Seilbahnen Schweiz), RSI, htr.ch, swiss-press

Foto: Uwelino, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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