La domanda estera è scesa del 4,4% e dai mercati lontani — Paesi del Golfo, India, Cina — arrivano molti meno ospiti. Ecco perché il Cantone regge meglio del resto della Svizzera e cosa aspettarsi per l’estate.
Il turismo svizzero ha inanellato il quarto mese consecutivo in calo. A giugno i pernottamenti alberghieri sono scesi del 2,4% rispetto allo stesso mese del 2025, secondo la prima stima diffusa il 15 luglio dall’Ufficio federale di statistica (UST). A pesare è soprattutto la domanda dall’estero, giù del 4,4%, mentre gli ospiti residenti in Confederazione sono rimasti quasi stabili (-0,1%). È un dato che tocca da vicino il Ticino, dove l’ospitalità è un pilastro dell’economia cantonale — ma proprio il Ticino, per ora, sta facendo eccezione.
Quattro mesi di segno meno, dopo tre anni di record
La frenata non è un episodio isolato. Dopo un gennaio (italico+2,6%) e un febbraio (+2,9%) ancora positivi, la curva si è invertita: marzo -5,2%, aprile -0,6%, maggio -1,1% e ora giugno -2,4%. Arriva al termine di un triennio da primato per gli alberghi svizzeri, tanto che nelle località più gettonate si era riacceso il dibattito sul sovraffollamento turistico. I numeri di giugno fanno parte della statistica sperimentale italicoHesta-Flash/italico: per ora l’UST ha comunicato solo le tre percentuali, senza cifre assolute. Una seconda stima è attesa il 22 luglio, mentre i dati regionali disaggregati — quelli che diranno con precisione come è andato il Ticino — usciranno il 4 agosto.
Perché mancano gli ospiti: la guerra in Iran e i mercati lontani
La stampa svizzero-tedesca punta il dito su un fattore preciso. «italicoL’Iran-Krieg treibt ausländische Gäste aus Schweizer Hotels/italico», titola il Tages-Anzeiger, il quotidiano di Zurigo: la guerra in Iran allontana gli ospiti stranieri dagli alberghi svizzeri. Dall’escalation di marzo, i visitatori dai mercati a lungo raggio sono crollati. Secondo i dati ripresi dalla stampa d’oltralpe, i pernottamenti dai Paesi del Golfo sono scesi del 47%, quelli dall’India del 32% e dalla Cina del 15%: sono proprio i turisti che spendono di più e che riempiono gli hotel di fascia alta. Ad aggravare il quadro pesano anche i voli intercontinentali più cari e il franco forte, che rende la Svizzera una destinazione costosa. La italicoNeue Zürcher Zeitung/italico lo sintetizza così: per il 2026 «italicokein weiteres Rekordjahr/italico», nessun ulteriore anno record.
Le previsioni degli istituti congiunturali confermano la rotta. Il KOF, il centro di ricerca del Politecnico di Zurigo, stima per la stagione estiva un calo dell’1,6% su base annua; BAK Economics scommette su un -1,0%, pari a circa 24,9 milioni di pernottamenti e 255’000 notti in meno. Per l’intero 2026 Svizzera Turismo prevede una flessione del 2-3% rispetto al 2025, che con 43,9 milioni di notti era stato l’anno migliore di sempre. Sarebbe la prima estate in calo dalla fine della pandemia.
Perché il Ticino regge meglio
Qui sta la buona notizia per il Sud delle Alpi. A maggio il Cantone si era già smarcato dalla media nazionale, con 267’800 pernottamenti (+2,9%) mentre la Svizzera arretrava. La ragione è strutturale: il Ticino vive soprattutto di ospiti svizzeri e di turisti dai Paesi europei vicini — tedeschi e italiani in testa — e dipende molto meno dai mercati lontani del Golfo e dell’Asia, quelli che la crisi geopolitica ha svuotato. In altre parole, il tipo di turismo che oggi manca alla Svizzera è quello che il Ticino non ha mai avuto in grande quantità. Restano però le fragilità note del settore: la carenza di personale e, appunto, il franco forte, che scoraggia soprattutto la clientela estera più sensibile ai prezzi. Sul peso del cambio sull’economia cantonale abbiamo raccolto le analisi degli istituti nel nostro approfondimento sul rallentamento dell’economia svizzera.
A sostenere la domanda ci pensano anche gli appuntamenti dell’estate: il Festival del film di Locarno, in agosto, porta ogni anno decine di migliaia di presenze fra sala e città. E chi soggiorna in albergo, ostello o campeggio ha diritto al Ticino Ticket, che rende gratuiti i trasporti pubblici per tutta la durata del soggiorno: un incentivo in più a scegliere il Cantone.
Cosa aspettarsi ora
I numeri definitivi diranno se il Ticino avrà chiuso giugno ancora in territorio positivo. Nel frattempo, la fotografia nazionale resta quella di un settore che, dopo anni di pienone, torna a fare i conti con le tensioni internazionali e con una valuta che allontana i portafogli esteri. Per chi vuole seguire l’andamento mese per mese, l’UST pubblica i dati aggiornati del settore alberghiero: la prossima tappa è il 22 luglio, con la seconda stima di giugno.
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