Martedì 27 ottobre la criptovaluta scende vicino al minimo delle ultime 20 sedute dopo tre settimane di ribassi. Pesano il petrolio sopra i 100 dollari, le tensioni con l’Iran e i deflussi dagli ETF spot americani di giovedì e venerdì scorsi, in attesa della decisione della Fed di mercoledì alle 19, ora svizzera.
Bitcoin resta sotto la soglia degli 80’000 dollari. Martedì 27 ottobre 2026 in mattinata il prezzo era di 79’437 dollari secondo Yahoo Finance, vicino al minimo delle ultime 20 sedute (79’146 dollari), con un calo dello 0,71% in un giorno e del 7,15% in un mese. In franchi, CoinGecko indica un valore di 65’854 franchi, in calo dello 0,81% in 24 ore. Il mercato aspetta mercoledì 28 ottobre, quando la Federal Reserve comunica la sua decisione sui tassi.
Il ribasso dura da inizio ottobre: secondo Invezz sono tre settimane consecutive di perdite. Su base annua il saldo è di -30,39% (Yahoo Finance), e il prezzo si trova oltre un terzo sotto il massimo storico di 126’080 dollari toccato il 6 ottobre 2025, secondo Cryptoticker.
Fed, petrolio ed ETF: cosa pesa sul prezzo
Il primo fattore è la banca centrale americana. Il FOMC, il comitato della Fed che decide i tassi, si riunisce il 27 e il 28 ottobre. Secondo crypto.news, la decisione arriva alle 14 di New York, le 19 in Svizzera, e alle 14.30 segue la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh. Il mercato si aspetta tassi fermi al 3,75%-4,00%, la forchetta fissata dopo il rialzo di un quarto di punto di settembre. Sui futures citati da Invezz la probabilità di un nuovo rialzo a dicembre è intorno al 76%. Già a settembre la stretta della Fed aveva messo alla prova Bitcoin: la criptovaluta aveva allora tenuto sopra i 76’000 dollari.
Il secondo fattore è l’energia. Venerdì 23 ottobre il greggio WTI è salito a 103,28 dollari al barile, il livello più alto dal 15 settembre, spinto dai timori sull’offerta e dalle tensioni con l’Iran, riferisce Invezz. I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono in stallo, e domenica gli Houthi dello Yemen hanno annunciato che continueranno gli attacchi contro l’aeroporto King Khalid di Riad. Un petrolio caro tiene vivo il rischio inflazione e con esso l’ipotesi di tassi più alti.
Il terzo fattore sono gli ETF spot, i fondi quotati negli Stati Uniti che detengono direttamente Bitcoin. Qui le fonti divergono. Secondo i dati di Farside Investors citati da crypto.news, giovedì 22 ottobre il saldo è stato di -635,6 milioni di dollari e venerdì 23 sono usciti altri 137,9 milioni. Quasi 472 milioni hanno lasciato i soli fondi di BlackRock e Fidelity. Invezz, su dati SoSoValue, indica invece un saldo settimanale positivo di 301,2 milioni e afflussi netti per 110 milioni lunedì 26 ottobre. crypto.news ricorda comunque che i riscatti degli ETF non corrispondono per forza a vendite equivalenti di Bitcoin sul mercato.
Piccoli investitori sotto pressione, grandi detentori fermi
L’analista Darkfost di CryptoQuant, citato da crypto.news, osserva che i depositi dei piccoli investitori su Binance (flusso a 30 giorni) sono saliti da circa 5,5 a 10,75 miliardi di dollari, il massimo da sei mesi. Nello stesso periodo i depositi delle balene, i grandi detentori, sono scesi da 5,9 miliardi di fine agosto a circa 3,8 miliardi. Per l’analista i piccoli investitori sono «più emotivi, più instabili e più reattivi». Un deposito su una piattaforma di scambio non prova però che le monete siano state vendute. Nelle ultime 24 ore, secondo CoinGlass, le liquidazioni di posizioni a leva hanno raggiunto 154,23 milioni di dollari, di cui quasi 118 milioni su scommesse al rialzo.
I livelli tecnici osservati
Il prezzo è sotto le medie mobili a 20 e a 50 giorni, entrambe intorno a 81’800 dollari (Yahoo Finance), e sotto la media esponenziale a 50 giorni di 80’816 dollari indicata da Invezz. Il primo supporto è l’area 79’000-80’000 dollari, con il minimo a 20 giorni a 79’146. Più in basso si trovano la media a 50 settimane (75’817 dollari) e la media esponenziale a 200 giorni (76’306), segnalate da Invezz, poi la media semplice a 200 giorni di 73’019 dollari. L’RSI a 14 giorni, un indicatore di forza relativa, è a 39,4: debole, ma non in zona di ipervenduto.
Al rialzo, secondo crypto.news, il primo segnale sarebbe un ritorno sopra 82’000 dollari, in linea con le medie a breve. La resistenza successiva sta tra 85’000 e 87’000 dollari, dove il tentativo di ripresa è fallito la settimana scorsa. Al ribasso, una chiusura giornaliera sotto 79’000 dollari aprirebbe la strada verso 75’000 e poi 70’000. Anche le probabilità implicite nelle opzioni si sono spostate verso il basso: secondo Nick Forster, fondatore di Derive.xyz, citato da Invezz, la probabilità implicita di un calo sotto 70’000 dollari è salita dall’11% al 17%, mentre quella di superare i 90’000 dollari entro Natale «è scesa dal 35% al 21%».
Cosa cambia per chi investe in franchi
Bitcoin è scambiato in dollari, quindi chi investe in franchi dipende da due variabili: il prezzo della criptovaluta e il cambio dollaro-franco. Se il franco si rafforza sul dollaro, il valore in CHF scende; se si indebolisce, la perdita si riduce. Nelle ultime 24 ore, secondo CoinGecko, il calo è stato dello 0,81% in franchi contro l’1,09% in dollari. Sul fronte valutario il franco resta una moneta rifugio, come mostra il cambio euro-franco a 0,9252 nella crisi politica francese.
In Svizzera Bitcoin si può acquistare in diversi modi. Gli ETP (exchange traded products) quotati alla borsa SIX replicano il prezzo della criptovaluta e si comprano dal normale deposito titoli, come un’azione. In alternativa, alcune banche vigilate dalla FINMA, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, offrono l’acquisto e la custodia diretti di criptovalute. In entrambi i casi la volatilità resta quella del sottostante, e i flussi verso questi prodotti possono cambiare molto da un mese all’altro, come si era visto con gli ETF cripto a settembre. Le quotazioni aggiornate sono sulla pagina delle criptovalute di money.it.
Le cose da sapere
- Mercoledì 28 ottobre alle 19 (ora svizzera): decisione della Fed, attesa con tassi invariati al 3,75%-4,00%.
- Giovedì 29 ottobre: dato sull’inflazione PCE di settembre negli Stati Uniti.
- Venerdì 30 ottobre: scadenza di opzioni su Bitcoin per circa 11 miliardi di dollari, secondo crypto.news.
- Livelli osservati: supporto 79’000-80’000 dollari, resistenze a 82’000 e tra 85’000 e 87’000 dollari.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.
Fonti: crypto.news, Invezz, Cryptoticker, Yahoo Finance, CoinGecko, Farside Investors, SoSoValue, CoinGlass, CryptoQuant, CME FedWatch
Foto: Satheesh Sankaran, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
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