Il Parlamento ticinese ha negato al Governo il credito per rilevare il 62% di Alloggi Ticino SA, la società che affitta appartamenti a pigioni circa il 10% sotto il mercato. Logis Suisse e la Confederazione avevano già offerto in vendita le loro quote.
Lunedì 26 ottobre il Gran Consiglio ticinese ha respinto con 46 voti contro 38 il credito di 9,42 milioni di franchi chiesto dal Consiglio di Stato per comprare il 62% delle azioni di Alloggi Ticino SA (ATISA) che il Cantone ancora non possiede. Come riporta Ticinonline, il plenum ha seguito il rapporto di maggioranza della Commissione gestione e finanze, cioè la commissione parlamentare che esamina i crediti e i conti del Cantone. Il rapporto era contrario all’acquisto.
Il Governo vedeva nell’operazione un affare conveniente e uno strumento diretto di politica dell’alloggio. Per la maggioranza i rischi finanziari erano troppo alti, a fronte di nessun appartamento in più.
Una società con oltre 200 milioni di ipoteche
ATISA è nata nel 1987, ricordava laRegione, per promuovere l’edilizia abitativa a pigione moderata e frenare la speculazione. Sul numero di alloggi le fonti non coincidono del tutto: 1’418 secondo Ticinonline, «quasi 1’400» in più di 20 Comuni secondo la RSI.
Il peso finanziario è rilevante. Secondo Ticinonline il capitale di terzi ammonta a circa 215,9 milioni di franchi, di cui 202 milioni in ipoteche su una novantina di contratti. Per i rinnovi del prossimo decennio sono stimati investimenti per 39,4 milioni. Il capitale azionario è ripartito così: Cantone 38%, Ufficio federale delle abitazioni 36%, Logis Suisse AG 23%, BancaStato 2% e Banca Cler 1%.
All’origine, gli azionisti che vogliono uscire
La proposta del Governo nasce da un conflitto sui dividendi. Secondo laRegione, Logis Suisse ha formalizzato l’offerta di vendita nel luglio 2023, dopo essersi vista respingere più volte la richiesta di distribuire utili. La Confederazione, che non intende aumentare la propria quota, ha fatto lo stesso nel febbraio 2025.
Nel rapporto di minoranza Paolo Caroni (Centro) ha messo l’accento sul prezzo: 1’000 franchi per azione, contro un valore patrimoniale netto stimato di 9’865 franchi. Con il controllo totale, sosteneva, gli utili avrebbero potuto essere reinvestiti negli immobili. Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha citato il caso di via Beltramina a Lugano: dopo un cambio di proprietà, 116 alloggi sostenuti dal pubblico sono finiti esposti alle logiche di mercato.
Le ragioni del no: rischi e nessun nuovo appartamento
Il relatore di maggioranza Alain Bühler (UDC) ha precisato che la commissione non contesta il principio dell’alloggio a prezzi accessibili, ma lo strumento: l’acquisto non crea nuovi appartamenti. PLR, Lega e UDC hanno messo in guardia dai rischi finanziari. Secondo uno stress test ATISA reggerebbe tassi ipotecari del 4%, ma solo mantenendo l’attuale politica delle pigioni e rinunciando ai dividendi. Lo stress test riguarda proprio il livello dei tassi ipotecari, da cui dipende il costo dei 202 milioni di debiti ipotecari della società.
Natalia Ferrara (PLR) ha messo in dubbio l’utilità dell’operazione e la sua sostenibilità per le finanze cantonali. Daniele Piccaluga (Lega) ha ricordato che il Cantone è già un azionista importante. Sul tavolo c’era anche un aspetto giuridico: come riferiva Ticinonline citando la RSI, la legge sull’alloggio limita di norma la partecipazione cantonale al 50%, ma secondo il Governo erano possibili eccezioni senza cambiare la legge. Secondo la RSI, l’UDC aveva annunciato il referendum in caso di via libera e il mondo economico era in generale contrario al piano.
Cosa cambia per gli inquilini e per chi cerca casa in Ticino
Per ora l’assetto proprietario non cambia e il Cantone resta al 38%. Secondo la RSI, le pigioni di ATISA sono in media circa il 10% sotto i prezzi di mercato. Gli appartamenti vengono assegnati in base a limiti di reddito e di sostanza, ispirati alle vecchie regole federali. Tra i destinatari, scriveva laRegione, ci sono famiglie monoparentali, anziani, beneficiari di prestazioni sociali e richiedenti l’asilo che hanno concluso la prima fase di integrazione.
Il direttore Nicola Molinaro ha dichiarato alla RSI: «Non mi risulta che abbiamo mai venduto un immobile». La società, ha aggiunto, non vuole «mettere in difficoltà» chi le si rivolge. I rinnovi sono pianificati fino al 2035.
Per chi affitta sul mercato libero, Moneymag ha raccolto i diritti degli inquilini contro le pigioni abusive e le regole sul deposito di garanzia dell’affitto in Ticino.
Tra le idee in discussione, il fiduciario immobiliare Alberto Montorfani suggerisce di mantenere la società indipendente o di trasferirla a una fondazione. Da seguire ora la sorte delle quote di Logis Suisse (23%) e della Confederazione (36%), che i due azionisti avevano offerto in vendita.
Le cose da sapere
- Il Gran Consiglio ha respinto con 46 voti contro 38 il credito di 9,42 milioni per salire al 100% di ATISA.
- Le pigioni ATISA sono in media circa il 10% sotto il mercato e sono riservate a chi rispetta limiti di reddito e di sostanza.
- Logis Suisse (23%) e la Confederazione (36%) avevano offerto in vendita le loro azioni, rispettivamente nel luglio 2023 e nel febbraio 2025.
- Uno stress test indica che la società regge tassi del 4% solo senza dividendi e senza cambiare la politica delle pigioni.
Fonti: Ticinonline, RSI, laRegione
Foto: Tilman2007, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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