Tassi ipotecari, il fisso a 10 anni supera il 2%: la Bns resta ferma ma il mutuo costa di più, ecco cosa conviene fare

Claudio Galli

21 Settembre 2026 - 13:12

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L’indagine Moneypark-Helvetia pubblicata lunedì segnala un rialzo dei tassi fissi a 5 e 10 anni rispetto a giugno, mentre il tasso guida resta a zero in vista della riunione Bns del 24 settembre: la differenza tra ipoteca fissa e Saron, e perché in Ticino pesa anche un mercato immobiliare in controtendenza

Tassi ipotecari, il fisso a 10 anni supera il 2%: la Bns resta ferma ma il mutuo costa di più, ecco cosa conviene fare

Chi sta per rinnovare un’ipoteca o accenderne una nuova in Svizzera si trova davanti a un paradosso. La Banca nazionale svizzera (BNS) tiene il tasso guida fermo allo 0,00% dal giugno 2025 e lo confermerà quasi certamente anche alla riunione del 24 settembre, eppure i tassi ipotecari a lungo termine sono saliti nelle ultime settimane. Lo certifica l’indagine pubblicata lunedì da Moneypark e Helvetia: il tasso indicativo per le ipoteche a 5 anni è arrivato all’1,83%, il tasso a 10 anni al 2,06%. Anche i tassi migliori, ottenibili con una buona solvibilità e capacità di negoziazione, sono saliti.

Quanto sono saliti i tassi fissi

Durata ipotecaTasso indicativo, 21/09/2026Variazione da giugno 2026Miglior tasso ottenibile
5 anni 1,83% +14 punti base 1,42%
10 anni 2,06% +8 punti base 1,60%

Secondo Moneypark il ritorno al "mondo dei tassi bassissimi" del 2020-2021 si allontana: si consolida piuttosto una "nuova normalità" nettamente sotto il livello internazionale, ma stabilmente sopra i minimi pre-2022.

Perché il tasso guida fermo non basta più

Il tasso guida della BNS regola soprattutto il costo delle ipoteche a tasso Saron, il parametro variabile legato al mercato monetario svizzero che dal giugno 2025 non si muove e che, secondo le previsioni della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), resterà fermo allo 0% per tutto il 2026, con un rialzo solo marginale atteso nel 2027. I tassi fissi a 5 e 10 anni seguono invece un’altra logica: dipendono dai tassi swap a lungo termine, che scontano le aspettative di inflazione internazionale e il livello dei tassi sui mercati dei capitali di Stati Uniti ed Eurozona, entrambi più alti che in Svizzera. Il franco forte e un’inflazione ancora moderata continuano a frenare la BNS dall’intervenire sul tasso guida, ma non bastano a tenere fermi anche i tassi fissi a lungo termine.

Fisso o Saron: cosa conviene adesso

Per chi ha già un’ipoteca Saron o la sta valutando, la fotografia non cambia: come avevamo scritto in vista della riunione BNS, nessuna sorpresa è attesa il 24 settembre, e il costo del Saron resta ancorato al tasso guida a zero — oggi l’opzione più economica delle tre, con un margine di oltre venti punti base sul miglior tasso fisso a 5 anni. Chi invece cerca la sicurezza della rata fissa su un orizzonte lungo deve fare i conti con una tendenza che gli istituti finanziari interpellati da Moneypark giudicano più probabile in ulteriore salita che in discesa nei prossimi mesi. Non è un’urgenza per chi non deve rifinanziarsi a breve, ma per chi ha una scadenza nei prossimi 6-12 mesi vale la pena confrontare almeno tre offerte — banca cantonale, grande banca, broker indipendente — prima di firmare, invece di scommettere su un ribasso che al momento nessuno prevede.

L’angolo ticinese: credito più caro, case più economiche

In Ticino l’effetto si somma a una dinamica immobiliare che va in direzione opposta al resto del Paese. Mentre a livello nazionale i prezzi delle abitazioni hanno segnato un nuovo record (+4,7% in un anno secondo l’Ufficio federale di statistica), nella Svizzera italiana i valori sono scesi dell’1,9% per le case unifamiliari e del 2,6% per gli appartamenti nei dodici mesi fino a marzo 2026, con un prezzo medio di 6’614 CHF al metro quadrato contro quasi 7’900 CHF nella media svizzera. Per chi compra casa oggi in Ticino l’effetto combinato è ambivalente: l’immobile resta più negoziabile che altrove, ma il credito — soprattutto se si sceglie un tasso fisso lungo — costa un po’ di più che a giugno. Prima di firmare un compromesso conviene rifare i conti dell’intero pacchetto, non fermarsi al prezzo al metro quadrato.

Le cose da sapere in breve:

  • Il tasso guida BNS resta fermo allo 0,00%, e lo sarà quasi certamente anche dopo la riunione del 24 settembre.
  • I tassi ipotecari fissi a 5 e 10 anni sono saliti rispettivamente all’1,83% e al 2,06%, +14 e +8 punti base rispetto a giugno.
  • Il Saron resta la soluzione più economica, per ora: nessun rincaro atteso prima del 2027.
  • In Ticino il mercato immobiliare va in controtendenza rispetto alla Svizzera: prezzi in calo, ma il credito costa relativamente di più.
  • Per chi deve rinnovare l’ipoteca nei prossimi mesi conviene confrontare più offerte, invece di aspettare un ribasso dei tassi fissi che al momento non è previsto.

Chi vuole seguire l’evoluzione dei tassi in tempo reale può consultare i comparatori indipendenti come Moneypark, Comparis e moneyland.ch, mentre per la decisione ufficiale della Banca nazionale svizzera del 24 settembre resta valido quanto scritto finora: nessun cambiamento sul tasso guida, ma — come dimostra il rialzo dei tassi fissi di questi giorni — il costo del credito non dipende più soltanto da Berna.

Argomenti

# Ticino

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