Pannelli solari (quasi) obbligatori in Ticino: la guida in 7 passi per non sbagliare un incentivo nel 2026

Claudio Galli

15 Settembre 2026 - 19:10

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Il Gran Consiglio ha appena introdotto l’obbligo di fotovoltaico per i nuovi edifici e i grandi tetti esistenti. Ecco come funzionano oggi il contributo cantonale FER, il bonus federale Pronovo, la nuova rimunerazione minima e le deduzioni fiscali, passo dopo passo.

Pannelli solari (quasi) obbligatori in Ticino: la guida in 7 passi per non sbagliare un incentivo nel 2026

Il Gran Consiglio ticinese ha appena discusso e approvato l’obbligo di fotovoltaico su almeno il 50% della superficie di tetto per i nuovi edifici e per quelli esistenti con oltre 300 m² di superficie determinante. Per chi possiede una casa unifamiliare o uno stabile plurifamiliare in Ticino, la domanda pratica non è più se installare un impianto solare, ma come farlo nel modo più conveniente: quali incentivi richiedere, in quale ordine, e quanto si recupera davvero tra contributi e tasse. Ecco la guida in 7 passi, aggiornata alle regole del Regolamento del Fondo per le energie rinnovabili (RFER) in vigore dal 1° gennaio 2026.

1. Quanto costa (e quanto rende) un impianto oggi

Un impianto fotovoltaico su tetto costa oggi in Svizzera tra 2’000 e 3’000 CHF per kWp installato, batteria di accumulo esclusa. Per una tipica casa unifamiliare, con una potenza tra 7 e 14 kWp, il costo chiavi in mano si colloca tra 18’000 e 28’000 CHF. Chi vuole aumentare l’autoconsumo serale con una batteria deve mettere in conto altri 4’000-6’000 CHF per una capacità di 5-7 kWh, fino a 6’000-9’000 CHF per 10 kWh — utile soprattutto se in casa c’è una pompa di calore o un’auto elettrica da ricaricare di sera.

2. Il contributo cantonale FER: come si calcola

Il contributo unico cantonale (CU-FER) non è una cifra fissa: si calcola come percentuale della rimunerazione unica federale (RU-CH) riconosciuta allo stesso impianto. Per gli impianti allacciati dal 1° aprile 2022 la regola è:

  • fino a 30 kW di potenza: il Cantone versa il 50% della RU-CH;
  • per la potenza che supera i 30 kW: si aggiunge un ulteriore terzo della RU-CH.

Il pagamento arriva direttamente dal Cantone entro 30 giorni dalla decisione di messa in esercizio, sul conto indicato nel formulario di notifica.

3. Il bonus federale Pronovo, il primo tassello

Prima ancora del contributo cantonale, ogni impianto ha diritto alla rimunerazione unica (RU) gestita da Pronovo per conto della Confederazione: RUP per impianti sotto i 100 kW, RUG sopra i 100 kW, RUE per impianti tra 2 e 150 kW senza autoconsumo. Per una casa unifamiliare la RU copre indicativamente tra il 15% e il 30% dell’investimento, a seconda di potenza e configurazione. Chi installa pannelli su un parcheggio coperto ha diritto a un bonus supplementare di 250 CHF per kW; chi li integra ad alta inclinazione, ad esempio in facciata, beneficia di 400 CHF per kW.

Un esempio numerico aiuta a capire l’ordine di grandezza (cifre indicative, da verificare caso per caso con un installatore): una famiglia di Bellinzona installa un impianto da 10 kWp per una spesa di 25’000 CHF. Con una RU-CH stimata al 20% (5’000 CHF), il Cantone aggiunge un ulteriore 50% di quella cifra, cioè 2’500 CHF: in totale, circa 7’500 CHF di incentivi diretti, pari al 30% della spesa iniziale.

4. La notifica: niente più preavviso, ma il termine dei 12 mesi non perdona

Per gli impianti fotovoltaici, la notifica preliminare è stata abolita: dal 2024 si possono iniziare i lavori senza attendere alcuna decisione preliminare. Resta invece obbligatoria la notifica di messa in esercizio, da inoltrare online entro 12 mesi dall’allacciamento alla rete — un termine perentorio: le richieste tardive non vengono più accettate, con perdita dell’intero incentivo. L’impianto deve inoltre garantire almeno 850 ore di funzionamento annue se montato su un tetto, o 500 ore se in facciata con inclinazione superiore a 75°.

5. Autoconsumo, raggruppamenti e le nuove comunità locali di energia

Dal 1° gennaio 2026 chi ha già ricevuto il contributo cantonale può aderire, oltre ai tradizionali Raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP), anche alle nuove Comunità locali di energia elettrica (CLE): l’energia condivisa con i vicini all’interno del raggruppamento non è più soggetta all’obbligo di vendita ad AET, e può quindi essere valorizzata localmente invece che ceduta alla rete. Fa eccezione chi beneficia della vecchia rimunerazione RIC-TI, che può aderire a un RCP ma resta escluso dalle CLE.

6. La rimunerazione minima 2026 per l’energia venduta in rete

La novità più tecnica del 2026 riguarda chi vende alla rete l’energia in eccesso: se il prezzo di mercato scende sotto una soglia minima, entra in gioco la rimunerazione minima FER (Rmin FER), che garantisce almeno 4 centesimi per kWh per impianti sotto i 30 kW e 5 centesimi per impianti tra 30 e 150 kW senza autoconsumo. Nel secondo trimestre 2026 il valore di mercato è risultato comunque superiore alla soglia minima, con una tariffa effettiva di 5 centesimi per kWh per gli impianti più piccoli — un dato che va comunque verificato trimestre per trimestre sul sito del Cantone, perché oscilla con il prezzo dell’elettricità in borsa.

7. Le deduzioni fiscali: il resto dell’investimento si scarica dalle tasse

Quanto non coperto dagli incentivi diretti resta comunque un investimento fiscalmente vantaggioso: le spese per un impianto fotovoltaico sono equiparate a costi di manutenzione per il risparmio energetico e sono deducibili dal reddito imponibile, sia a livello federale sia cantonale, nell’anno in cui vengono pagate. Se la deduzione supera il reddito imponibile di quell’anno, l’eccedenza può essere riportata all’anno fiscale successivo. Tornando all’esempio della famiglia di Bellinzona: sui 17’500 CHF rimasti a carico dopo gli incentivi, una deduzione fiscale a un’aliquota marginale del 30% vale un ulteriore risparmio di circa 5’250 CHF, per un costo netto finale attorno ai 12’000 CHF su un investimento iniziale di 25’000.

Con l’obbligo di fotovoltaico ormai alle porte per i grandi tetti e gli edifici nuovi — e con le tariffe elettriche destinate a scendere ancora nel 2027 — il conto tra costi e incentivi cambia ogni trimestre. Prima di firmare un preventivo, la checklist da seguire è questa:

  • verificare il potenziale solare del proprio tetto e la producibilità minima richiesta (850 ore/anno);
  • chiedere almeno tre preventivi a installatori certificati, diffidando di chi salta il sopralluogo;
  • inoltrare la notifica di messa in esercizio entro 12 mesi dall’allacciamento, senza aspettare l’ultimo giorno;
  • conservare tutte le fatture, che servono sia per calcolare il contributo unico sia per la deduzione fiscale;
  • valutare un raggruppamento RCP o una comunità locale di energia se ci sono vicini interessati a condividere la produzione.

Anche a livello federale la spinta normativa va nella stessa direzione: a Berna si discute un obbligo analogo per i nuovi edifici non abitativi. Chi installa oggi, insomma, non insegue soltanto un risparmio in bolletta, ma anticipa una regola che diventerà presto la norma in tutta la Svizzera italiana.

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# Ticino

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