Chi amministra i soldi del minore fino ai 18 anni, quale banca paga di più (BancaStato arriva all’1%), quando i regali dei nonni non pagano l’imposta di donazione e cosa cambia il giorno in cui il figlio diventa maggiorenne.
Aprire un conto per un figlio sembra un gesto semplice, un regalo di battesimo o un’abitudine di famiglia. In Svizzera porta però con sé alcune regole precise: chi decide come usare quei soldi finché il titolare è minorenne, quale prodotto scegliere fra libretto di risparmio e conto d’investimento, e come trattare fiscalmente i versamenti di nonni e parenti. Ecco la guida in sei passi per chi vive in Ticino.
1. Chi decide sui soldi del figlio, finché è minorenne
Il conto può essere intestato al bambino fin dalla nascita, ma la disponibilità pratica del denaro resta ai genitori. Il Codice civile svizzero, all’articolo 318, affida l’amministrazione della sostanza del figlio a chi detiene l’autorità parentale, con il vincolo di usarla nell’interesse del minore. Se la somma è importante — un’eredità, una donazione consistente, un risarcimento — e l’autorità di protezione dei minori (APMA) ritiene che il patrimonio non sia sufficientemente tutelato, può intervenire nominando un curatore ai sensi dell’articolo 325 CC. Per i conti ordinari da poche migliaia di franchi la situazione resta però semplice: decide chi ha l’autorità parentale, senza formalità aggiuntive.
2. Libretto di risparmio o conto/deposito d’investimento
La prima scelta riguarda l’orizzonte temporale. Per un obiettivo a breve-medio termine (una bicicletta, un campo estivo, le prime spese da adolescente) il classico libretto di risparmio gioventù resta lo strumento più semplice: capitale garantito, nessun rischio, interesse modesto ma certo. Per un orizzonte lungo — dieci, quindici anni, in vista degli studi o del primo alloggio — un conto deposito con un piano di investimento in ETF può rendere di più nel tempo, a fronte di oscillazioni di valore che vanno accettate. Attenzione a un equivoco frequente: il italicopilastro 3a/italico, che gode di un trattamento fiscale privilegiato, resta riservato a chi percepisce un reddito soggetto ai contributi AVS. Un minore senza attività lucrativa non può aprirne uno: la strada per lui è un normale conto deposito intestato, senza gli sgravi fiscali del terzo pilastro (di cui però vale la pena parlare quando il figlio inizierà a lavorare: la guida completa spiega limiti e vantaggi).
3. Quale banca paga di più: il confronto
I conti gioventù pagano quasi sempre un interesse preferenziale rispetto ai conti di risparmio ordinari per adulti, oggi fermi in molti istituti attorno allo 0,05% (contro cui vale il confronto già fatto da moneymag.ch sul conto di risparmio classico). Le differenze fra banche restano però marcate:
- BancaStato, la banca cantonale ticinese, offre l’1% sul conto di risparmio gioventù: il tasso più alto reperibile in Ticino.
- La banca cantonale di Lucerna paga lo 0,8% sul prodotto equivalente.
- Diversi istituti cantonali regionali si attestano attorno allo 0,75%.
- I grandi gruppi nazionali (UBS, Raiffeisen, PostFinance, Migros Bank) propongono conti gioventù o "regalo" con tenuta gratuita e tassi preferenziali, generalmente più bassi delle banche cantonali ma con il vantaggio di strumenti digitali di educazione finanziaria per i più piccoli.
I tassi cambiano spesso: prima di scegliere conviene un confronto aggiornato su un comparatore indipendente come bonus.ch.
4. Quanto rende davvero: l’esempio con i numeri
Prendiamo il caso di Sofia, tre anni, per cui i genitori versano 100 CHF al mese su un conto gioventù. Con un tasso dell’1% (come quello di BancaStato) e senza ritocchi nel tempo, dopo 15 anni il capitale versato — 18’000 CHF — sarebbe cresciuto a circa 19’400 CHF, con oltre 1’400 CHF di interessi lordi maturati. Con un conto ordinario allo 0,05%, lo stesso piano di versamenti frutterebbe appena una sessantina di franchi di interessi in tutto il periodo. La differenza, oltre 1’300 CHF, dipende solo dall’aver scelto il prodotto giusto fin dall’inizio — al lordo di eventuali imposte e a parità di tassi nel tempo, che restano per natura variabili.
5. I regali dei nonni: quando (non) si paga l’imposta di donazione
Dal 1° gennaio 2024 il Ticino ha riformato profondamente le imposte di successione e donazione (ne avevamo scritto qui). La novità che riguarda direttamente i conti dei bambini: coniugi, discendenti e ascendenti in linea diretta sono ora completamente esenti da imposta di successione e donazione in Ticino, qualunque sia l’importo. Nonni e nipoti rientrano in questa categoria: un versamento sostanzioso da un nonno a un nipote non genera quindi alcuna imposta cantonale, a differenza di quanto accade per altri parenti o per gli amici di famiglia, per i quali la riforma ha introdotto una franchigia unica di 10’000 CHF netti l’anno per beneficiario e per donante.
Due precisazioni pratiche. Primo: le regole su successioni e donazioni sono di competenza cantonale e non armonizzate a livello svizzero, quindi un nonno residente in un altro Cantone potrebbe rientrare in una disciplina diversa. Secondo: l’esenzione fiscale non cambia il fatto che, finché il nipote è minorenne, quei soldi restano comunque sotto l’amministrazione dei genitori secondo l’articolo 318 CC — vale quindi la pena tenerne traccia scritta, anche solo per chiarezza in famiglia.
6. Cosa succede quando il figlio compie 18 anni
Al raggiungimento della maggiore età il conto passa nella piena disponibilità del titolare: il figlio può decidere autonomamente di trasferire, chiudere o continuare a usare il conto. Molte banche, però, convertono automaticamente il conto gioventù in un conto ordinario — spesso a condizioni meno favorevoli o con spese di tenuta — appena il titolare supera una certa età (18, in alcuni casi 20 o 25 anni a seconda dell’istituto). Vale la pena segnarsi in anticipo quando scatta questo passaggio, per scegliere per tempo se cambiare banca o prodotto.
Checklist finale
- Confrontare i tassi dei conti gioventù (non quelli per adulti) prima di aprire il conto, usando un comparatore indipendente.
- Se l’orizzonte supera i dieci anni, valutare anche un conto deposito con ETF, accettando che il capitale non sia garantito.
- Tenere una traccia scritta dei versamenti ricevuti da nonni e parenti, anche quando sono esenti da imposta.
- Verificare a quale età il conto gioventù si trasforma in conto ordinario, e agire prima che accada.
- Ricordare che, fino ai 18 anni, la disponibilità pratica del denaro resta ai genitori: il conto è del figlio, la gestione no.
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