Un fondo obbligazionario «nativo» su Solana ed Ethereum sbarca anche in Svizzera: il caso Baillie Gifford in 5 punti

Claudio Galli

23 Giugno 2026 - 11:09

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Il gestore scozzese (118 anni di storia) lancia con BNY un fondo a reddito fisso che vive direttamente sulla blockchain, con rendimento intorno al 7% e accesso aperto agli investitori idonei in Svizzera. Cosa cambia davvero e perché la Confederazione è uno dei tre soli mercati ammessi.

Un fondo obbligazionario «nativo» su Solana ed Ethereum sbarca anche in Svizzera: il caso Baillie Gifford in 5 punti

La tokenizzazione della finanza tradizionale smette di essere un esperimento da convegno e diventa un prodotto distribuito anche in Svizzera. Lunedì 22 giugno 2026 Baillie Gifford, casa d’investimento di Edimburgo con 118 anni di storia e oltre 280 miliardi di sterline in gestione, ha annunciato insieme al colosso della custodia BNY il lancio del Baillie Gifford Enhanced Yield Fund (BAGEY): un fondo obbligazionario a breve durata che gira direttamente sulle blockchain pubbliche di Ethereum e di Solana. Il fondo è denominato in dollari, offre oggi un rendimento intorno al 7% e — questo è il punto che ci riguarda — sarà disponibile agli investitori idonei in tre soli mercati: Regno Unito, Isole Cayman e Svizzera.

Non un token «sopra» il fondo: il token è la quota

La differenza rispetto ai prodotti tokenizzati visti finora è tecnica ma sostanziale. Nella maggior parte dei casi la tokenizzazione di un asset del mondo reale — quello che in gergo si chiama RWA, real-world asset — consiste nell’avvolgere uno strumento esistente in un guscio digitale che ne rappresenta il possesso. Qui no. Secondo Theo Golden, responsabile digital asset e tokenizzazione di Baillie Gifford, «il fondo non è un token messo sopra un fondo: è un fondo emesso on-chain, con la blockchain che funge da registro ufficiale. L’investitore detiene il fondo direttamente». In pratica il token è la quota: la sottoscrizione e il rimborso avvengono in stablecoin USDC, regolati direttamente sulla catena, mentre la struttura giuridica resta un veicolo regolato nel Regno Unito (un OEIC, società d’investimento a capitale variabile). BNY fornisce l’infrastruttura di tokenizzazione e i wallet; NatWest Trustee and Depositary Services fa da depositario; sia Baillie Gifford sia BNY sono stati iscritti all’elenco delle società crypto registrate presso la FCA, l’autorità di vigilanza britannica.

Perché la Svizzera è in prima fila

Che la Confederazione sia fra i pochi mercati ammessi non è un caso. La Svizzera ha legiferato presto sulla tokenizzazione: la cosiddetta legge DLT — la normativa federale sulla tecnologia di registro distribuito, in vigore dal 2021 — ha dato base giuridica ai titoli registrati su blockchain, facendo del Paese uno degli hub mondiali del settore. È qui che operano i pionieri della tokenizzazione regolata: la SIX Digital Exchange (SDX) di Zurigo, la piattaforma Desygnate di Sygnum e la rivale AMINA Bank, tutte realtà che fanno capo al perimetro vigilato dalla FINMA e all’ecosistema della Crypto Valley di Zugo. Per il risparmiatore svizzero, vedere un gestore tradizionale britannico scegliere il proprio Paese come terreno di distribuzione conferma una tendenza: i binari «cripto» iniziano a trasportare prodotti finanziari ordinari, non più solo monete digitali.

Solana come binario istituzionale

La scelta di Solana accanto a Ethereum dice molto sulla direzione del mercato. La blockchain Solana — nata per gestire un alto numero di transazioni al secondo a costi contenuti — sta diventando un’infrastruttura su cui la finanza istituzionale costruisce. Sempre il 22 giugno MoneyGram è entrata nella rete come validatore nell’ambito della sua spinta sui pagamenti in stablecoin, e i fondi ETF spot su Solana hanno superato gli 1,1 miliardi di dollari di flussi cumulati dal lancio. Tutto questo mentre il prezzo del SOL resta lontano dai massimi: secondo i dati di mercato, il token guadagna circa il 6% sull’ultimo mese ma cede oltre il 35% sui sei mesi. L’interesse istituzionale, insomma, viaggia su un binario diverso da quello della quotazione spot.

Le 5 cose da sapere

  • Cos’è: BAGEY è un fondo obbligazionario a breve durata (circa due anni), qualità media del credito BBB, emesso direttamente su Ethereum e Solana.
  • Quanto rende: rendimento indicativo intorno al 7% annuo, in dollari; la soglia minima d’ingresso dichiarata è di appena 100 dollari.
  • Come si compra e si vende: sottoscrizioni e rimborsi regolati in stablecoin USDC, direttamente on-chain; il token coincide con la quota del fondo.
  • Chi può accedervi: investitori idonei in Regno Unito, Svizzera e Isole Cayman, nei limiti delle norme di distribuzione applicabili.
  • Chi c’è dietro: Baillie Gifford come gestore, BNY per tokenizzazione e custodia, NatWest come depositario; entrambi i promotori registrati presso la FCA.

Cosa tenere d’occhio

Per chi in Svizzera guarda a questi strumenti, il nodo non è più «se» la tokenizzazione arriverà, ma come verrà trattata sul piano fiscale e di vigilanza. Un fondo regolato resta un fondo, anche quando la quota è un token: vanno verificati il regime fiscale del provento (il rendimento obbligazionario è reddito imponibile, diversamente dalle plusvalenze private su cripto, esenti per il privato) e l’idoneità soggettiva richiesta dal collocatore. Per il quadro normativo restano i riferimenti istituzionali della FINMA e, per il dato di prezzo in tempo reale degli asset coinvolti, le quotazioni aggiornate su fonti come CoinGecko.

Le quotazioni e i rendimenti citati sono indicativi al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento. La sottoscrizione di prodotti finanziari tokenizzati è riservata agli investitori idonei secondo le norme applicabili.

 [3]

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

CAMBIO EURO/FRANCO SVIZZERO

-

-

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.