Il Consiglio di Stato risponde ai Municipi che chiedevano di rivedere la ripartizione dei costi del trasporto pubblico gratuito per i turisti: la chiave di riparto resta 50% Cantone e 50% Comuni fino al 2030. Ecco come si divide davvero il conto e cosa cambia (o non cambia) per chi viaggia.
Niente sconto per i Comuni sul Ticino Ticket, il titolo di trasporto che permette a chi pernotta in un hotel, ostello o campeggio del Cantone di muoversi gratis con bus e treni regionali per tutta la durata del soggiorno. Il Consiglio di Stato lo ha messo per iscritto in una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti i Comuni ticinesi: il metodo di finanziamento resta quello attuale, almeno fino al 2030.
La richiesta era arrivata da diversi Municipi, che nelle scorse settimane si erano rivolti alla Sezione della mobilità cantonale per chiedere una revisione del sistema di calcolo. Il governo, con una presa di posizione firmata dal presidente Claudio Zali, ha risposto picche: le regole restano quelle fissate dagli articoli 23 e 30 della legge cantonale sui trasporti pubblici.
Come si divide il conto da 9,5 milioni
Il Ticino Ticket, nel 2025, è stato utilizzato dai turisti per un valore complessivo di oltre 9,5 milioni CHF. Non è un costo che pesa su un unico soggetto: la fattura si spezza in tre tronconi.
- 7,2 milioni CHF arrivano dall’Agenzia turistica ticinese, che finanzia la quota più consistente dell’operazione.
- 2,3 milioni CHF restano a carico di Cantone e Comuni, in parti uguali (50% e 50%), come previsto dalla legge sui trasporti pubblici.
- La quota comunale si divide poi al proprio interno per il 70% in base alla popolazione residente e all’indice di forza finanziaria di ogni Comune, e per il restante 30% in base alla quantità di offerta di trasporto pubblico presente sul territorio.
Un Comune piccolo ma con molte corse (pensiamo a un centro turistico del Locarnese o del Mendrisiotto) paga quindi proporzionalmente di più rispetto a un Comune periferico con la stessa popolazione ma meno collegamenti.
Perché i Municipi volevano rivedere il meccanismo
La richiesta di revisione va letta nel contesto più ampio dei bilanci comunali, sempre più sotto pressione: diversi Comuni ticinesi, incluse le città maggiori, hanno chiuso gli ultimi preventivi con costi extra o margini ridottissimi. Alleggerire una voce di spesa vincolata come il contributo al Ticino Ticket avrebbe liberato risorse per altre priorità locali. Il Cantone, tuttavia, ha scelto la linea della stabilità normativa: le regole di riparto restano quelle in vigore, e il governo ha già confermato l’impegno finanziario cantonale fino al 2030.
Nella sua risposta ai Municipi, l’Esecutivo ha anche difeso il valore dell’iniziativa: il Ticino Ticket, si legge nella comunicazione, stimola l’uso dei trasporti pubblici da parte dei turisti a beneficio della sostenibilità ambientale e dell’immagine del Cantone e dei Comuni stessi.
Cosa cambia per chi viaggia in Ticino
Per il turista che soggiorna in Cantone, la risposta è semplice: nulla cambia. Il Ticino Ticket resta gratuito e viene consegnato automaticamente al check-in in hotel, ostello o campeggio, con validità per tutta la durata del soggiorno. È sul fronte della spesa pubblica, non su quello del servizio, che si gioca la partita: i Municipi che ritenevano la chiave di riparto sbilanciata dovranno aspettare un’eventuale prossima revisione della legge cantonale sui trasporti pubblici per tornare alla carica.
Chi vuole capire nel dettaglio come funziona il titolo di trasporto e come si ottiene può consultare la guida completa al Ticino Ticket. Il caso si inserisce in un anno in cui diversi Comuni, come dimostra il bilancio preventivo di Lugano chiuso con 5,3 milioni di costi extra, faticano a far quadrare i conti locali, mentre il Cantone continua a puntare su grandi investimenti infrastrutturali come Ferrovia 2050.
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