Ticino Musica compie 30 anni: dal 18 al 31 luglio 80 concerti in tutto il Cantone (e con 10 franchi puoi ascoltarne decine)

Claudio Galli

14 Luglio 2026 - 16:11

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Dalla Bohème di Puccini in tournée in sette paesi diversi ai quartetti d’archi nelle piazze di Morcote e Astano, il festival che da tre decenni trasforma la Svizzera italiana in un palcoscenico diffuso quest’anno costa meno di quanto pensiate: vi raccontiamo dove andare e quanto si spende davvero.

Ticino Musica compie 30 anni: dal 18 al 31 luglio 80 concerti in tutto il Cantone (e con 10 franchi puoi ascoltarne decine)

Tra pochi giorni, il 18 luglio, un’orchestra di giovani musicisti selezionati da tutto il mondo salirà sul palco del Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano per la prima di un’opera di Puccini che nei giorni successivi verrà replicata a Bellinzona, Magliaso, Novaggio, Sorengo e Locarno. È l’apertura della trentesima edizione di Ticino Musica, il festival di musica classica che ogni estate riempie chiese, piazze e sale da concerto di tutto il Cantone — e che quest’anno, per il traguardo dei trent’anni, si allarga fino a coinvolgere un comune del varesotto.

Trent’anni di musica diffusa sul territorio

Ticino Musica non è un festival con un palco fisso: è una rete di oltre 80 appuntamenti tra concerti, opera e masterclass che dal 18 al 31 luglio 2026 tocca Lugano, Bellinzona, Locarno, il Malcantone, il Mendrisiotto, i Grigioni italiani e, quest’anno, anche italicoGazzadaitalico, in provincia di Varese, dove si esibirà il Pucela Brass Quintet spagnolo. Per celebrare il trentennale, il festival ospita eccezionalmente tre italicoensemble in residenceitalico — il Moser Quartett svizzero, il Quartetto Kontakt del Conservatorio di Lugano e il Pucela Brass Quintet — protagonisti di recital diffusi in borghi come Morcote, Cagiallo, Mesocco, Ascona e Rovio. Torna anche la Ticino Musica Festival Orchestra, diretta dal maestro Lü Jia, con due concerti sinfonici il 23 luglio al LAC e il 30 luglio al Palazzo dei Congressi di Lugano. Il cuore del festival resta però l’italicoAcademyitalico: centinaia di giovani musicisti da tutto il mondo seguono per due settimane corsi di perfezionamento con docenti internazionali, in un modello che tiene insieme alta formazione e spettacolo dal vivo — la stessa logica di rete diffusa sul territorio che in Ticino d’estate riguarda anche i festival più pop come JazzAscona e Moon&Stars, ma con un pubblico e un repertorio molto diversi.

Quanto costa seguirlo davvero

Qui arriva la parte che ci interessa da vicino. Molti dei concerti diffusi nei borghi — i recital degli ensemble in residence, i "Mezzogiorni in musica" nella Hall del LAC, i concerti pomeridiani nell’Aula Magna del Conservatorio — sono gratuiti o a offerta libera, mentre i concerti principali nelle sale maggiori (LAC, Palazzo dei Congressi) hanno biglietti che restano nell’ordine di 15 CHF a tariffa intera e 10 CHF ridotto, cifre lontane dai prezzi di un concerto pop di pari livello artistico. Ma il vero affare, per chi vuole immergersi nel festival più che assistere a un singolo evento, è il Pass da uditore: con appena 10 CHF di iscrizione si ottiene accesso libero a oltre 70 tra concerti e lezioni aperte dell’Academy, comprese le masterclass con docenti come Roberto Plano, Pablo Márquez o Alessandro Moccia — un prezzo di ingresso che su moneymag.ch fatichiamo a trovare altrove per due settimane di musica dal vivo di questo livello. Chi vuole di più può aderire al Circolo degli Amici di Ticino Musica, che garantisce accesso gratuito a tutti i concerti e alle masterclass per l’intera durata del festival.

I 33,5 milioni di franchi che la cultura muove in Ticino

Il motivo per cui un festival come questo interessa anche chi non ama la musica classica sta nei numeri del settore. Secondo i dati raccolti da Ticino Welcome sull’impatto economico della cultura in Ticino, il comparto genera un valore aggiunto lordo di 28,4 milioni di franchi l’anno, di cui il 55% — circa 15,8 milioni — riconducibile proprio alle arti sceniche e alla musica. Sommando l’indotto sul resto dell’economia locale (ristorazione, alloggio, indotto commerciale), la catena del valore sale a 33,5 milioni di franchi, di cui il 71% resta ad aziende attive sul territorio cantonale. Il settore dà lavoro a 680 dipendenti a tempo pieno, quasi tre quarti dei quali nelle arti sceniche e nella musica, e secondo le stesse stime ogni franco investito pubblicamente nella cultura ne genera 2,58 di ritorno economico. Un festival diffuso come Ticino Musica, che per due settimane porta pubblico pagante (e turisti) in borghi come Morcote, Astano o Mesocco — non esattamente le mete più battute del Cantone — è probabilmente uno dei modi più efficienti per attivare quell’indotto, con l’effetto collaterale di riempire anche i grotti e ristoranti e i locali della zona nelle sere di concerto.

Dove andare e cosa non perdersi

Per chi vuole organizzarsi, il calendario più fitto è nella settimana del 18-25 luglio: si parte il 18 con la prima della Bohème a Lugano e i primi recital degli ensemble in residence a Morcote e Ascona; il 23 luglio è la data dell’orchestra sinfonica al LAC; tra il 20 e il 25 luglio si aggiungono le Openclass dedicate agli strumenti storici, che toccano Canobbio, Soazza, Mendrisio e Cabbio — un’occasione più unica che rara per ascoltare un italicoTangentenflügelitalico d’epoca, strumento che in Svizzera si trova solo in pochissime collezioni. Per chi passa una serata nel Mendrisiotto in quei giorni, vale la pena abbinare il concerto a una tappa in uno dei ristoranti della zona. Il festival si chiude il 31 luglio con il concerto finale a Lugano, che raccoglie una selezione dei migliori talenti dell’edizione del trentennale. Il programma completo, con orari e prenotazioni, è sul sito ufficiale ticinomusica.com.

Avete già un concerto o un borgo del festival in programma per queste due settimane? Scriveteci a [email protected], o continuate a seguirci per la prossima tappa della nostra guida agli eventi estivi della Svizzera italiana.

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