In 20 minuti di treno da Lugano si arriva a Caslano, porta del Malcantone: il museo più visitato del Ticino, l’unico maglio ad acqua rimasto in Svizzera e i boschi di castagni. Ecco cosa vedere, quanto si spende e come organizzare la giornata.
Basta scendere dal treno della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa (FLP) alla fermata di Caslano, camminare cinque minuti verso il lago, e l’aria comincia già a sapere di cacao tostato. Non è un modo di dire: la fabbrica Alprose lavora a pochi metri dal nucleo del paese, e la sua ciminiera profuma davvero il quartiere nelle giornate di produzione.
Il Malcantone, la regione collinare che si allunga dal Golfo di Agno fino al Monte Lema, è probabilmente il territorio ticinese più sottovalutato da chi vive a Lugano: a mezz’ora di treno o autopostale, e con la stessa comunità tariffale Arcobaleno valida in tutto il Cantone, offre in una sola giornata una fabbrica di cioccolato che si visita dal vivo, un museo della pesca in una villa liberty sul lago e l’ultimo martello da fucina ad acqua ancora in funzione in Svizzera. Il filo conduttore, oltre ai boschi di castagni che danno il nome storico alla zona ("terra di castagne"), è economico quanto paesaggistico: qui si può vedere con i propri occhi come si trasforma una materia prima in un prodotto che finisce sugli scaffali di mezzo mondo.
Alprose: il museo più visitato del Ticino, dentro una fabbrica che esporta ovunque
Il Museum & Chocolate Experience Alprose è, con circa 70’000 ingressi l’anno, il museo più frequentato dell’intero Cantone Ticino. Il biglietto costa 5 franchi per gli adulti e 2 per i ragazzi tra i 7 e i 16 anni, gratis sotto i 6 anni: una fontanella di cioccolato al latte accoglie i visitatori all’ingresso, cucchiaino incluso.
Ma il vero valore del posto è la passerella sopraelevata che, dal lunedì al venerdì, permette di osservare dall’alto la produzione reale: qui la fabbrica lavora le fave di cacao dalla pulitura alla tostatura fino alla tavoletta confezionata, un processo completo che in Svizzera si può seguire da vicino solo qui.
Dietro le vetrine del museo c’è un’azienda con una storia da manuale di economia industriale elvetica: nata nel 1957 come Titlis SA, rilevata nel 1964 dall’imprenditore Hans Imhoff, confluita nel 1971 nel gruppo tedesco Stollwerck e ribattezzata Alprose nel 1983, la fabbrica di Caslano è passata nel 2002 sotto il colosso belga-svizzero Barry Callebaut e dal 2011 fa parte del gruppo belga Baronie. Oggi produce circa 8’000 tonnellate di cioccolato l’anno, piazzandosi tra i primi quattro produttori del Paese, realizzando soprattutto tavolette, napolitain e dragée a marchio privato per catene di distribuzione svizzere ed estere: il cioccolato che si compra al supermercato, spesso, esce proprio da qui senza che il consumatore lo sappia. Non stupisce che il cioccolato svizzero resti uno dei prodotti più esportati del Paese, con circa il 70% della produzione nazionale destinato all’estero.
Il maglio del Malcantone: l’ultimo martello ad acqua della Svizzera
A una ventina di minuti d’auto o autopostale da Caslano, tra Aranno e Miglieglia, si trova il Maglio del Malcantone: una fucina che ha lavorato il ferro con un martello azionato dalla forza dell’acqua fino al 1951, oggi trasformata in ecomuseo. È l’unico impianto di questo tipo ancora esistente in Svizzera, e l’ingresso al museo è gratuito, con visita guidata a 3 franchi a persona; l’edificio è aperto da mercoledì a domenica, dalle 10:30 alle 18:00 (chiuso in caso di pioggia). Accanto, un punto ristoro con prodotti locali a prezzi controllati completa la sosta.
A Caslano, infine, merita una tappa anche il Museo della Pesca, ospitato dal 2010 in Villa Carolina a pochi passi dal lago: biglietto a 5 franchi per gli adulti e 3 per i ragazzi, aperto da marzo a ottobre (martedì, giovedì e domenica, orario esteso in luglio e agosto).
Quanto costa davvero la gita
Mettendo insieme le tre tappe, il conto per un adulto che visita tutto in una giornata resta contenuto: 5 franchi per Alprose, 5 per il Museo della Pesca, 3 per la visita guidata al maglio, per un totale di 13 franchi di ingressi a persona, cui si aggiunge il biglietto del treno FLP calcolato sulle zone Arcobaleno attraversate da Lugano. Per una famiglia con due bambini il conto sale di poco, grazie alle tariffe ridotte praticate da tutti e tre i siti. È una cifra che vale la pena confrontare con quella di altre gite Discover già raccontate su moneymag.ch: molto meno, ad esempio, di un weekend a Soglio, ma con la stessa densità di cose da vedere in poche ore.
Il periodo migliore per la gita resta la tarda estate e l’autunno, quando i boschi di castagni del Malcantone regalano il colpo d’occhio che ha dato il soprannome alla regione, ma le tre tappe restano visitabili quasi tutto l’anno: solo il Museo della Pesca chiude da novembre a febbraio.
Come arrivare e quando andare
Da Lugano, i treni della S60 Lugano-Ponte Tresa passano da Caslano ogni 15 minuti nelle ore di punta e ogni 30 nei festivi e la sera: è la soluzione più comoda per chi non ha l’auto, con parcheggi Park & Ride disponibili lungo la linea per chi invece preferisce combinare treno e macchina. Per raggiungere il maglio, non collegato direttamente dalla ferrovia, serve l’autopostale o l’auto.
Un consiglio pratico per chi organizza la giornata: prima di partire vale la pena verificare su I musei tematici del Ticino gli orari aggiornati degli altri musei della regione, utili per allungare la gita se si dispone di più di un giorno.
Avete già visitato il Malcantone o conoscete un altro angolo del Ticino che merita una gita economica di un giorno? Scriveteci a [email protected], ci piacerebbe raccontarlo nei prossimi Discover.
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