Dalle cave di scisto bituminoso abbandonate nel dopoguerra al museo firmato Mario Botta che oggi rappresenta l’unico sito naturale Unesco della Svizzera italiana: vi raccontiamo quanto si paga per visitarlo, come arrivarci da Lugano o Mendrisio e i dettagli che in pochi conoscono.
Sopra il Lago di Lugano, a pochi minuti da Mendrisio e dal confine italiano, il borgo di Meride custodisce nella roccia un patrimonio che vale più dell’oro che i suoi abitanti cercavano di estrarne un secolo fa. Fino alla metà del Novecento le cave sopra il paese producevano scisto bituminoso, la materia prima di un olio curativo chiamato Saurolo che si vendeva nelle farmacie di mezza Europa. Oggi la stessa montagna — il Monte San Giorgio — è iscritta dal 2003 nel patrimonio mondiale dell’Unesco, estesa nel 2010 anche al versante italiano, come uno dei giacimenti di fossili marini più importanti del pianeta: 240 milioni di anni di storia custoditi in un museo che ogni anno richiama visitatori da tutta la Svizzera nel cuore del Mendrisiotto.
Da miniera di scisto bituminoso a patrimonio dell’umanità
La storia economica del Monte San Giorgio comincia molto prima dei dinosauri marini che lo hanno reso famoso. Già nel Settecento si scavava sopra Besano per estrarre scisto bituminoso da bruciare come combustibile. Il vero salto industriale arriva nel 1906, quando una vecchia galleria sopra Serpiano torna in attività dopo il successo commerciale dell’Ichthyol austriaco, un olio estratto da rocce simili. Nel 1910 nasce la Società Anonima Miniere Scisti Bituminosi di Meride e Besano, con tanto di fabbrica a Spinirolo: si producevano 300-400 tonnellate di scisto l’anno, da cui si ricavavano 22-30 tonnellate di greggio trasformato nel Saurolo, venduto per le sue proprietà terapeutiche. L’attività si ferma definitivamente dopo la Seconda guerra mondiale. Da allora la roccia del Monte San Giorgio viene scavata solo per la ricerca paleontologica: la stessa materia prima che un tempo alimentava un’economia mineraria oggi alimenta un’economia della conoscenza, fatta di musei, guide turistiche e ricercatori internazionali.
Il museo firmato Mario Botta e cosa si vede a Meride
Il cuore della visita è il Museo dei fossili del Monte San Giorgio, ristrutturato e ampliato dall’architetto ticinese Mario Botta e inaugurato nel 2012. Su quattro piani organizzati in ordine stratigrafico si ripercorre un mare tropicale scomparso 240-180 milioni di anni fa, popolato da rettili come l’ittiosauro e il Ceresiosaurus. Il biglietto include oggi anche alcune esperienze digitali comprese nel prezzo (Meride Beach, Il mondo sommerso, l’Acquario Triassico), mentre l’esperienza in realtà mista Dragons Alive va prenotata a parte. Fuori dal museo, il borgo stesso è parte dell’attrattiva: case in pietra con i tetti in piode tipici del Mendrisiotto, vicoli stretti e — per chi ha tempo — il sentiero geo-paleontologico verso Serpiano e la Val Mara, entrato fra i 25 itinerari Premium di hikeTicino, con una terrazza panoramica che guarda fino al Lago di Lugano. Dopo la visita al museo, molti visitatori proseguono verso le cantine e i vini del Ticino, visto che il Mendrisiotto resta la culla storica del Merlot ticinese.
Quanto costa davvero la visita
Ecco i prezzi aggiornati del Museo dei fossili di Meride:
- Adulti: 12 CHF
- Ridotti: 10 CHF
- Bambini 6-16 anni: 6 CHF
- Fino a 5 anni: gratuito
- Biglietto famiglia (2 adulti + 2 giovani 6-16 anni): 29 CHF
- Visita guidata al museo (circa 1,5 ore): 120 CHF (a gruppo, non a persona)
- Audioguida (ITA-DEU-FRA-ENG): 3 CHF
- Esperienza in realtà mista Dragons Alive (su prenotazione, dai 10 anni): 7 CHF
L’ingresso è gratuito per chi possiede il Passaporto Musei Svizzeri, la tessera Raiffeisen MemberPlus, l’abbonamento AG Cultura o un tesserino stampa ufficiale. Dietro ai numeri del biglietto c’è un investimento pubblico non piccolo: per la ristrutturazione firmata Mario Botta il Cantone Ticino ha stanziato un milione di franchi, a cui si è aggiunto un credito di 600’000 franchi per il nuovo centro visitatori, per un’opera complessiva stimata attorno ai 3 milioni di franchi, finanziata insieme alla Confederazione tramite la Fondazione Monte San Giorgio, l’ente costituito da Cantone e Comune di Meride per gestire il sito Unesco. Un investimento che si ripaga anche in termini di indotto: dalla riapertura del 2012 il museo ha superato le 100’000 presenze, con effetti diretti su ristoranti, grotti e alloggi di tutto il Mendrisiotto — a partire dai grotti del Ticino dove concludere la giornata con una polenta.
Come arrivarci e quando andare
Da Lugano il museo si raggiunge in auto in circa 30-40 minuti seguendo l’autostrada A2 fino a Mendrisio, poi le strade cantonali per Meride; da Mendrisio bastano una decina di minuti. Chi non guida può usare l’autopostale Meride-Serpiano in coincidenza con i treni alla stazione di Mendrisio. Il museo apre dalle 9 alle 17, da martedì a domenica (aperto anche il Lunedì di Pasqua e di Pentecoste), chiuso il lunedì e nei giorni festivi di fine anno. La primavera e l’inizio dell’autunno restano le stagioni migliori per abbinare la visita al museo con una camminata sul sentiero geo-paleontologico, quando il caldo estivo si fa sentire meno lungo i pendii esposti a sud. Il Monte San Giorgio è anche un buon complemento a una giornata dedicata ai musei tematici del Ticino, per chi vuole costruirsi un itinerario culturale sul territorio invece del solito giro sul lago.
Avete già visitato il Monte San Giorgio o preferite ancora scoprirlo? Scriveteci a [email protected] e raccontateci la vostra tappa preferita del Mendrisiotto: la prossima guida Discover potrebbe nascere proprio da un vostro suggerimento.
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