A 1’504 metri, con una sessantina di abitanti e una lingua che nessun altro comune ticinese parla più, Bosco Gurin è tra i sei finalisti del concorso "Villaggio svizzero dell’anno" 2026: vi raccontiamo perché vale una gita adesso, quanto costa visitarlo e come si vota online.
C’è un comune in Ticino dove, se chiedete un’indicazione a un anziano del posto, potreste sentirvi rispondere in un dialetto tedesco medievale che in nessun’altra parte del Cantone si parla più. È Bosco Gurin, alta Vallemaggia, unico comune walser del Ticino e comune più alto del Cantone a 1’504 metri di quota. In questi giorni il paese è al centro di un piccolo caso mediatico regionale: è tra i sei finalisti del concorso popolare "italicoVillaggio svizzero dell’annoitalico", promosso dalle riviste Schweizer Illustrierte e L’illustré, con votazione online aperta dal 27 giugno e chiusura prevista un mese dopo, quindi nei prossimi giorni. Vi raccontiamo cosa vedere, quanto costa e perché il tema riguarda anche il portafoglio, non solo il paesaggio.
Perché Bosco Gurin è un caso unico in Ticino
Bosco Gurin nasce nel Duecento come colonia walser: famiglie di lingua tedesca provenienti dal Vallese attraversano il passo della Guriner Furka e si insediano in questa conca ai piedi del Basodino, portando con sé lingua, architettura e tecniche agricole alpine che il resto del Ticino, di lingua e cultura lombarda, non condivide. Da allora il paese resta l’unico comune del Cantone con il tedesco come lingua ufficiale, nella variante locale detta italicoGgurijnartitschitalico, che gli abitanti più anziani parlano ancora correntemente in casa. La popolazione, però, racconta anche la storia opposta: da circa 300 abitanti censiti nel 1597 si è scesi a poco più di 50-60 residenti oggi, vittime dello stesso spopolamento di montagna che ha svuotato tante valli alpine nel Novecento. È in questo equilibrio fragile tra identità linguistica da difendere e economia locale da sostenere che si inserisce la candidatura al titolo di villaggio dell’anno: un riconoscimento che, come già successo altrove in Ticino, si traduce quasi sempre in visibilità turistica aggiuntiva.
Cosa si vede (e cosa si fa) a Bosco Gurin
Il centro storico, con le sue case in pietra e legno annerito dal tempo, si visita a piedi in mezz’ora, ma il paese va vissuto con più calma:
- il italicoMuseum Walserhausitalico, ricavato in un’antica dimora walser, racconta lingua, agricoltura di montagna e vita quotidiana della comunità;
- il italicoGgurijnar Sentieroitalico, percorso family-friendly che intreccia natura e storia walser con pannelli e giochi lungo il tragitto;
- le escursioni verso il italicoLago di Boscoitalico e l’italicoAlpe Quadrellaitalico, mete classiche d’estate per chi cerca laghetti alpini senza folla;
- la cabinovia per la Grossalp, che d’estate apre l’accesso a sentieri panoramici sulla Vallemaggia e, d’inverno, a uno dei comprensori sciistici di nicchia del Cantone.
Quanto costa davvero una gita a Bosco Gurin
Ecco la parte che ci interessa da vicino. Il Museum Walserhaus (aperto da metà aprile a fine ottobre, martedì-sabato 10:00-11:30 e 13:30-17:00, domenica solo pomeriggio) costa 6 CHF per gli adulti, 1.50 CHF per bambini e ragazzi tra 6 e 16 anni, 4 CHF per studenti e beneficiari AVS/AI, 12 CHF per un biglietto famiglia. Per chi vuole fermarsi a dormire, l’offerta locale è fatta di poche strutture familiari — Hotel Ristorante Walser e il B&B Casa Moni tra le principali — con la mezza pensione che parte da 65 CHF a notte per un adulto (40-51 CHF per bambini e ragazzi), più la tassa di soggiorno cantonale di 2.30 CHF a notte per chi ha più di 14 anni. Chi pernotta in Ticino ottiene inoltre il Ticino Ticket, che dà trasporto pubblico gratuito in tutto il Cantone per la durata del soggiorno e sconti su diverse attrazioni: un dettaglio che abbassa sensibilmente il conto complessivo di una gita in Vallemaggia, specie se abbinata ad altre tappe della valle, come raccontavamo già in una nostra guida alle escursioni per famiglie che cita proprio Bosco Gurin tra le mete con pista da slittino tutto l’anno.
Come si vota (e perché il Ticino ha già vinto due volte)
Il voto popolare per "Villaggio svizzero dell’anno" 2026 si esprime online sul sito del concorso fino a fine mese: in corsa, oltre a Bosco Gurin, ci sono Albinen (Vallese), Bönigen (Berna), Gersau (Svitto), Saint-Saphorin (Vaud) e Vella (Grigioni). Non è la prima volta che un comune ticinese si gioca il titolo: Morcote lo ha vinto nel 2016, Ascona nel 2025. Per un borgo di poche decine di abitanti come Bosco Gurin, vincere significherebbe un salto di visibilità nazionale — e turistica — sproporzionato rispetto alle sue dimensioni, sullo stesso modello di Soglio, altro piccolo borgo della Svizzera italiana entrato nella rete "I borghi più belli della Svizzera" e diventato meta di gite mirate da Lugano e Bellinzona.
Resta un punto che il concorso da solo non risolve: il titolo porta visitatori per un weekend, non abitanti stabili per un decennio. Bosco Gurin vive ancora di agricoltura di montagna — polenta, formaggi d’alpeggio, poco altro — a cui il turismo di nicchia si è affiancato senza sostituirla, in un equilibrio che a suo modo racconta anche perché in Ticino, a differenza del resto della Svizzera italiana descritto nella nostra guida su perché a Lugano si parla italiano, sopravvive un’enclave linguistica che il resto del Cantone non conosce più.
Avete già votato per il vostro borgo preferito, o conoscete altri angoli della Svizzera italiana che meriterebbero più visibilità? Scriveteci a [email protected].
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