Tetto alla fatturazione dei medici dal 2027: la nuova regola federale che può frenare (o far salire) i premi di cassa malati in Ticino

Claudio Galli

17 Luglio 2026 - 10:12

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Il Consiglio federale è chiamato a limitare a circa 1’577 punti tariffari al giorno — in media sul mese — le prestazioni che ogni medico può addebitare all’assicurazione di base. L’obiettivo dichiarato è frenare la corsa dei costi sanitari, e quindi dei premi. I medici insorgono: oltre 30’000 firme e l’accusa che «l’efficienza viene punita». Ecco cosa significa per chi in Ticino paga già i premi più cari della Svizzera.

Tetto alla fatturazione dei medici dal 2027: la nuova regola federale che può frenare (o far salire) i premi di cassa malati in Ticino

Dal 2027 i medici svizzeri non potranno più fatturare senza limiti all’assicurazione di base. Il Consiglio federale deve introdurre un tetto ai punti tariffari che ogni medico può addebitare per giornata lavorativa: la cifra sul tavolo è di circa 1’577 punti al giorno, calcolati come media sull’arco di un mese. Tradotto in ore, equivale a un massimo di dodici ore di prestazioni fatturabili al giorno. La politica se ne ripromette una sola cosa: frenare la crescita dei costi della salute e, con essi, dei premi di cassa malati.

La misura non nasce dal nulla. Il pacchetto di contenimento dei costi 2, approvato dal Parlamento nel marzo 2025, ha incaricato il Consiglio federale di fissare un tetto massimo ai punti tariffari fatturabili per giornata lavorativa nell’ambito ambulatoriale. Il limite riguarda le prestazioni mediche conteggiate tramite il nuovo tariffario TARDOC — quello che dal 2026 ha sostituito il vecchio TARMED — a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (LAMal). Ne restano fuori i trattamenti d’urgenza e il lavoro di documentazione.

Come funziona il tetto dei 1’577 punti

Dietro ogni prestazione medica in Svizzera c’è un tariffario che le assegna un certo numero di punti e una durata teorica. Un medico più veloce della durata prevista può visitare più pazienti: le sue prestazioni segnano così, a volte, più ore di quelle effettivamente lavorate. È proprio questo scarto che il tetto vuole arginare. La FMH, l’organizzazione mantello dei medici svizzeri, è riuscita ad ammorbidire l’applicazione: il limite non scatta ogni singolo giorno, ma va rispettato italicoin mediaitalico nell’arco del mese. Chi un giorno sfora, in altre parole, può compensare in un altro.

Perché la partita riguarda da vicino il Ticino

Ogni misura che tocca i costi della sanità tocca, prima o poi, il portafoglio dei ticinesi. Il Cantone Ticino registra la spesa sanitaria pro capite più alta della Svizzera: circa 6’066 franchi tra fine 2024 e fine 2025. E sul fronte dei premi la pressione non molla: per il 2026 la cassa malati in Ticino è aumentata del 7,1%, con un premio medio salito a 378.90 CHF al mese. I dati per il 2027 saranno comunicati a fine settembre dall’UFSP, l’Ufficio federale della sanità pubblica, ma le stime nazionali parlano già di un ulteriore rincaro vicino al 5%. In questo quadro, ogni freno alla crescita dei costi — come chiede da tempo anche santésuisse — viene osservato con attenzione al Sud delle Alpi.

La rivolta dei medici: «l’efficienza viene punita»

Il tetto ha scatenato una protesta senza precedenti nella categoria. Secondo la RSI, in pochi giorni sono state raccolte oltre 30’000 firme; una petizione arriva a chiedere le dimissioni della presidente della FMH, Yvonne Gilli. L’accusa degli specialisti con studio proprio è netta: la nuova soglia «punisce esperienza ed efficienza», perché il medico più rapido raggiunge prima il limite ed è costretto a rinunciare ad altri pazienti. Diversi camici bianchi parlano, provocatoriamente, di non poter più lavorare dopo mezzogiorno. Meno esposti, invece, i medici di famiglia e i pediatri: la loro associazione (mfe) stima che il tetto «non intaccherà quasi» l’attività quotidiana degli studi di base. Il rischio per i pazienti è indiretto ma concreto: se gli specialisti prendono in carico meno persone, i tempi d’attesa potrebbero allungarsi.

I prossimi passi (e cosa può fare l’assicurato)

La proposta non è ancora definitiva: deve superare l’esame dell’UFSP, che verificherà se il tariffario è economico e adeguato. La decisione, fa sapere l’ufficio federale, arriverà «al più presto» in ottobre, per un’entrata in vigore prevista nel 2027. Nel frattempo, l’unica leva davvero in mano al cittadino resta la stessa di ogni autunno: confrontare le offerte prima della scadenza per il cambio di cassa. Chi vuole orientarsi tra le compagnie attive in Ticino può cominciare già ora, in vista dei premi 2027.

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