Un’analisi del WWF calcola quanto la transizione energetica ha già fatto risparmiare alla Confederazione in quindici anni. Il Ticino produce quasi tutta la propria elettricità con l’acqua, ma scalda ancora troppe case a petrolio: ecco cosa cambierebbe accelerando su pompe di calore e auto elettriche, e quali incentivi cantonali sono già disponibili.
Negli ultimi quindici anni la Svizzera ha evitato di importare petrolio e gas per un valore di 31 miliardi di franchi (38 miliardi di dollari), grazie al risparmio energetico e alla diffusione delle fonti rinnovabili. È il risultato di un’analisi inedita del WWF Svizzera, pubblicata oggi e firmata da Leandro de Angelis, responsabile della politica energetica e climatica dell’organizzazione. Quasi la metà del risparmio si concentra fra il 2022 e il 2024, gli anni della crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, quando il prezzo del gas sui mercati internazionali è esploso e chi si era già affrancato dalle fonti fossili ha incassato il dividendo.
Perché la Confederazione spende ancora 7 miliardi l’anno per l’estero
Nonostante i progressi, le energie fossili — petrolio, gas naturale e combustibile nucleare — pesano ancora per il 58% del mix energetico svizzero, e la Confederazione copre circa due terzi del proprio fabbisogno con importazioni, per un conto medio di 8 miliardi di franchi l’anno (circa 7 miliardi solo fra petrolio e gas). Il punto sollevato dal WWF è che la transizione energetica non è più soltanto un’urgenza climatica: è un’opportunità economica misurabile, in termini di posti di lavoro, salute pubblica e minore esposizione ai mercati internazionali. Lo dimostra anche quanto successo nell’Unione europea, dove la sola volatilità del prezzo del gas a inizio 2026 è costata 13 miliardi di euro entro metà aprile — un conto che le rinnovabili hanno in parte assorbito, facendo risparmiare ai consumatori europei circa 29 miliardi di euro nello stesso periodo, secondo i dati citati da Le Temps.
Il paradosso ticinese: 95% di elettricità dall’acqua, ma le case scaldano ancora a petrolio
Il Ticino è probabilmente il Cantone che avrebbe meno bisogno di energie fossili per produrre corrente: le sue 32 centrali idroelettriche con potenza superiore a 300 kW generano in media 3’700 GWh l’anno — un decimo dell’intera produzione idroelettrica svizzera — e coprono da sole circa il 95% dell’elettricità prodotta nel Cantone, attraverso l’Azienda elettrica ticinese (AET) e gli altri operatori locali. Ma l’elettricità non è tutto: quando si tratta di riscaldare le case, il Ticino resta uno dei cantoni dove i derivati del petrolio pesano ancora di più che altrove, un’eredità di decenni di gasolio da riscaldamento che oggi pesa sia sul clima sia sul portafoglio ogni volta che il prezzo del greggio sale.
Cosa succederebbe accelerando: 1,65 miliardi di risparmio già nel 2030
Il WWF ha provato a quantificare cosa cambierebbe se la Svizzera accelerasse la sostituzione dei riscaldamenti a gasolio e gas con pompe di calore e il passaggio dei veicoli a motore termico verso l’elettrico: il risparmio stimato sfiora 1,65 miliardi di franchi già nel solo 2030, tra minori importazioni di combustibile e carburante. Per un Cantone come il Ticino, dove le nuove immatricolazioni di auto elettriche hanno già superato un quarto del totale e dove il costo di gasolio e benzina continua a pesare sul bilancio di chi guida ogni giorno, la traiettoria indicata dallo studio non è teoria: è già in corso, ma può essere accelerata.
Chi in Ticino sta valutando di cambiare impianto di riscaldamento può contare oggi su incentivi cantonali concreti, nell’ambito del Programma Edifici:
- pompa di calore aria-acqua al posto di una caldaia a gasolio o gas: contributo cantonale base di 7’000 CHF, più 180 CHF per ogni kW di potenza termica installata
- pompa di calore geotermica (sonda): base di 4’800 CHF, più 360 CHF per kW
- prima installazione di un impianto di distribuzione idraulico: bonus aggiuntivo di 5’000 CHF più 100 CHF per kW
- wallbox intelligente per la ricarica dell’auto elettrica: contributo cantonale fino a 1’200 CHF
Da dove partire, in pratica
Chi sta valutando il passaggio può richiedere una consulenza gratuita e indipendente sulle fonti di riscaldamento rinnovabili, finanziata dalla Confederazione, prima ancora di chiedere un preventivo a un’impresa. Lo stesso discorso vale per chi possiede un tetto libero da ombre: installare un impianto fotovoltaico resta, calcoli del WWF alla mano, uno degli investimenti che si ripagano più rapidamente da soli — non solo in termini ambientali, ma in franchi risparmiati ogni anno in bolletta.
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