Secondo la nuova serie dell’Ufficio federale di statistica, costruita sui dati delle singole imprese, la produttività oraria ticinese è scesa del 3,7%. È il secondo calo di fila, mentre in Svizzera la produttività è cresciuta dell’1,4%.
Nel 2024 il prodotto interno lordo del Ticino è sceso del 3,9% rispetto al 2023. È il secondo risultato peggiore tra i 26 Cantoni: fa peggio solo il Giura (-7,7%). Il dato viene dalla nuova serie del PIL cantonale 2011-2024 dell’Ufficio federale di statistica (UST), rivista e ancora provvisoria, come riporta Ticinonews lunedì 26 ottobre 2026.
Con i nuovi numeri cambia anche il metodo di calcolo. Lo spiegano lo stesso giorno due economisti dell’UST su Die Volkswirtschaft, la rivista di politica economica pubblicata dalla SECO (Segreteria di Stato dell’economia).
Il calo tocca tutti i settori, tranne il pubblico
Secondo Ticinonews, nel 2024 la flessione ha colpito tutti i settori dell’economia ticinese tranne l’amministrazione pubblica. Il dato più netto riguarda la produttività oraria del lavoro: -3,7% nel 2024. È il secondo calo annuo di fila e la flessione più forte tra le grandi regioni svizzere. Le ore lavorate, invece, sono diminuite appena dello 0,3%.
Il resto del Paese è andato in un’altra direzione. A livello nazionale la produttività è cresciuta dell’1,4% nel 2024, dopo il -0,8% del 2023, e la Svizzera centrale ha fatto il progresso maggiore (+6,3%). Sempre secondo Ticinonews, il PIL è aumentato in 17 Cantoni su 26. In testa ci sono Zugo (+11%), Sciaffusa (+9%) e Basilea Campagna (+6,4%). Tra i cali più forti, oltre a Ticino e Giura, figura il Vallese (-2,6%).
Perché i numeri cambiano: il valore aggiunto si conta dove nasce
L’articolo di Die Volkswirtschaft è firmato da Fabian L. Schrey, economista dell’UST e dell’Università della Svizzera italiana, e da David Vetterli, anche lui economista dell’UST. Finora, spiegano, la produzione veniva stimata per grandi regioni e poi ripartita tra i Cantoni soprattutto in base al numero di occupati. Per gli autori questo metodo «in un mondo globalizzato mostra gradualmente i suoi limiti»: quanto produce un’azienda dipende sempre meno da quanti dipendenti ha. Il nuovo modello parte dai dati delle singole imprese, senza raggrupparli prima. Così, come riassume l’UST citato da Ticinonews, assegna il valore aggiunto al territorio in cui viene davvero prodotto.
L’effetto si vede. La produttività per posto di lavoro cambia molto da un settore all’altro: nel commercio, per esempio, è molto più alta che nella ristorazione e negli alloggi. Per il 2022 il valore aggiunto lordo è stato corretto di oltre il 10%, verso l’alto o verso il basso, in quasi tutti i Cantoni. È sceso nelle periferie economiche ed è salito in centri come Basilea e Ginevra. Commercio all’ingrosso e al dettaglio ora sono contati separatamente. L’ingrosso, dove pesano molto i commercianti di materie prime, è più produttivo: per questo Ginevra sale del 46,3% (27,6 miliardi di franchi) e Zugo del 48,1% (11,7 miliardi).
Le novità non finiscono qui. Il valore aggiunto delle filiali estere di aziende con sede in Svizzera non entra più nel PIL dei Cantoni. Poiché singole imprese molto grandi possono influenzare in modo sensibile il valore aggiunto di un Cantone, l’UST ha creato una nuova unità, la Large Cases Unit, dedicata alle aziende maggiori. Secondo gli autori, inoltre, i risultati oscillano di più da un anno all’altro, perché riflettono anche gli alti e bassi di prezzi e domanda. Per il 2024 la rivista indica una crescita nominale, cioè a prezzi correnti, del 12,2% a Zugo e del 9,6% a Sciaffusa, legata al commercio all’ingrosso, e un -6% per il Giura, dovuto all’industria. Sono cifre nominali e non vanno confrontate direttamente con quelle riportate da Ticinonews.
Per ragioni di metodo, il valore aggiunto dell’amministrazione pubblica è stato abbassato in tutti i Cantoni. L’UST precisa che «l’adeguamento non segnala una diminuzione dell’attività pubblica». Secondo l’Ufficio federale, la revisione cambia i livelli del PIL ma nel complesso conferma le tendenze di crescita già note.
Cosa cambia per chi vive e lavora in Ticino
Per chi guida un’impresa o lavora nel Cantone, il segnale principale è la produttività: scende da due anni di fila, mentre nel resto del Paese torna a salire. Le ore lavorate sono rimaste quasi stabili (-0,3%), mentre è sceso il valore prodotto per ogni ora. Restano però dati provvisori, e secondo gli economisti dell’UST il nuovo metodo rende i risultati più variabili da un anno all’altro.
Il quadro va letto accanto alle stime più recenti. Ad agosto l’analisi congiunturale dell’Ustat, l’Ufficio di statistica del Cantone, indicava per il 2025 un PIL ticinese in crescita dell’1,6%, secondo le stime CREA-UNIL, trainato soprattutto dalle esportazioni verso gli Stati Uniti anticipate prima dei dazi. Si tratta di una stima diversa dalla nuova serie dell’UST. Sul piano nazionale, a settembre la SECO ha alzato la stima del PIL svizzero 2026 all’1,7%.
Le prossime tappe: dati consolidati a marzo 2027
Secondo Ticinonews, l’UST pubblicherà risultati consolidati e più dettagliati a marzo 2027. Nel primo trimestre 2027 l’Ufficio prevede anche dati ancora più fini, come statistica sperimentale, che secondo gli autori di Die Volkswirtschaft aiuteranno i Cantoni a indirizzare meglio le politiche economiche. Per il Ticino sarà il prossimo appuntamento per capire se il calo del 2024 verrà confermato.
Le cose da sapere
- Nel 2024 il PIL ticinese è sceso del 3,9%: è il secondo calo più forte tra i Cantoni dopo il Giura, secondo i dati UST riportati da Ticinonews.
- La produttività oraria in Ticino è scesa del 3,7%, secondo anno di calo di fila; in Svizzera è salita dell’1,4%.
- Il nuovo metodo dell’UST usa i dati delle singole imprese e assegna il valore aggiunto al Cantone in cui viene prodotto.
- Il valore aggiunto dell’amministrazione pubblica è stato abbassato per ragioni di metodo, non perché l’attività sia diminuita.
- Le cifre sono provvisorie: quelle consolidate e più dettagliate sono attese a marzo 2027.
Fonti: Ticinonews, Die Volkswirtschaft, Ufficio federale di statistica (UST)
Foto: Chrisi1964, CC0, via Wikimedia Commons
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