Il produttore di protesi ortopediche del Mendrisiotto chiude i primi sei mesi dell’anno con ricavi in crescita del 7% a 368 milioni di euro, ma margine e utile netto sotto le attese degli analisti: ecco cosa cambia per il titolo in Borsa e per gli oltre 2’000 dipendenti del gruppo.
CASTEL SAN PIETRO - Medacta International ha comunicato ieri, 9 settembre, i conti del primo semestre 2026, completando i numeri sul fatturato che moneymag.ch aveva già anticipato a fine luglio: il gruppo con sede a Castel San Pietro, specializzato in impianti ortopedici per anca, ginocchio, colonna vertebrale e medicina dello sport, chiude i primi sei mesi con un fatturato di 368 milioni di euro (circa 346 milioni di franchi), in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+10% a cambi costanti). A pesare sul titolo in Borsa, però, è un altro dato: l’utile netto consolidato è sceso a 42 milioni di euro, 19 milioni in meno rispetto alla prima metà dello scorso anno.
Perché l’utile scende se i ricavi crescono?
La spiegazione, secondo la nota diffusa dall’azienda, è soprattutto un effetto base: nel primo semestre 2025 Medacta aveva incassato un guadagno straordinario di 14 milioni di euro legato all’acquisizione della società di Miami Parcus Medical, specializzata in medicina dello sport. Senza quell’una tantum, il confronto tra i due semestri sarebbe stato molto meno impietoso.
C’è comunque una pressione più strutturale sui margini. Il risultato operativo rettificato a livello Ebitda si è fermato a 97 milioni di euro, in calo dell’1% su base annua, e il margine operativo è sceso dal 28,7% al 26,5%, leggermente sotto le attese degli analisti. Anche il margine lordo ha perso terreno, scendendo di 310 punti base al 65,2%, mentre il flusso di cassa libero è risultato negativo per 18,6 milioni di euro. Il CEO Francesco Siccardi ha comunque parlato di «una performance solida, con una crescita costante superiore a quella del mercato», pur ammettendo un «inaspettato rallentamento del mercato statunitense», storicamente uno dei principali sbocchi commerciali del gruppo.
Cosa significa per il Mendrisiotto e per il Ticino
Medacta è uno dei maggiori datori di lavoro industriali della Svizzera italiana: oltre 2’000 dipendenti nel mondo, con il cuore della ricerca e sviluppo concentrato proprio nella sede di Castel San Pietro. È anche una delle poche aziende ticinesi quotate alla Borsa Zurigo (dal debutto in borsa nell’aprile 2019), il che la rende un termometro diretto della salute industriale del Cantone per chi ha il titolo in portafoglio pensionistico o segue le difficoltà delle imprese ticinesi, un fronte su cui il Ticino resta storicamente il più esposto della Confederazione. In questo contesto, un’azienda che continua a crescere a doppia cifra pur segnalando margini sotto pressione è comunque una notizia diversa rispetto a chi chiude i battenti.
Cosa aspettarsi da qui a fine anno
Nonostante il semestre più debole sul fronte della redditività, Medacta ha confermato le previsioni già comunicate a fine luglio:
- crescita del fatturato 2026 compresa tra il 10% e il 14% a cambi costanti;
- miglioramento del margine Ebitda rettificato di circa 50 punti base rispetto al 2025;
- nel piano pluriennale, un incremento medio dei ricavi del 12-15% l’anno nel triennio 2024-2027.
Per chi ha il titolo Medacta in portafoglio - direttamente o tramite un fondo o la cassa pensioni - il punto da monitorare nei prossimi mesi è la tenuta del mercato statunitense, il principale indiziato del rallentamento del margine, oltre alla pubblicazione dei conti del terzo trimestre. Le quotazioni aggiornate del titolo, come quelle delle altre aziende svizzere quotate a Zurigo, restano consultabili in tempo reale nella sezione Borsa Zurigo di moneymag.ch.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter