Lex UBS, la commissione degli Stati propone il 50% invece del 100%: decisione il 24 settembre, e il Ticino ha già fatto sentire la sua voce

Claudio Galli

18 Settembre 2026 - 10:10

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La Commissione economia e tributi del Consiglio degli Stati (WAK-S) ammorbidisce la stretta patrimoniale chiesta da Berna a UBS per le filiali estere: capitale proprio duro al 50%, non il 100% voluto dalla ministra delle finanze Karin Keller-Sutter. Zurigo, Ginevra e Ticino, i tre "cantoni bancari", avevano già pressato il Consiglio degli Stati: ecco cosa cambia per la piazza finanziaria ticinese e per chi lavora nelle ex filiali Credit Suisse.

Lex UBS, la commissione degli Stati propone il 50% invece del 100%: decisione il 24 settembre, e il Ticino ha già fatto sentire la sua voce

Il Consiglio degli Stati ha discusso per ore, mercoledì scorso, la revisione della legge sulle banche nota come "Lex UBS", senza arrivare a un voto. La decisione è rinviata a mercoledì 24 settembre, quando in aula interverrà anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Sul tavolo c’è la proposta della Commissione dell’economia e dei tributi (WAK-S): portare dal 45% al 50% la quota di capitale proprio duro (CET1) che UBS deve accantonare per le sue filiali estere, con il restante 50% coperto da nuove obbligazioni AT1 (Additional Tier 1) — una soluzione molto più leggera del 100% chiesto dal Consiglio federale dopo il crollo di Credit Suisse nel 2023, quando il progetto era già stato rinviato lo scorso maggio in cerca di un’alternativa.

Perché il Ticino conta in questa partita

Il dettaglio che riguarda direttamente la Svizzera italiana è passato quasi inosservato nella cronaca politica bernese: secondo quanto riportato dalla Radiotelevisione svizzera (SRF), a favore di un ammorbidimento della proposta del Consiglio federale si erano schierati esplicitamente "i cantoni bancari Zurigo, Ticino e Ginevra". Non è un dettaglio protocollare. Dopo l’acquisizione forzata di Credit Suisse, UBS è rimasta l’unico grande gruppo bancario internazionale con una rete fitta di filiali nel Cantone — a Lugano, Chiasso e Locarno — ed è il principale datore di lavoro del settore bancario ticinese. Una regolamentazione percepita come troppo severa, secondo l’argomento portato avanti da Berna e dalla stessa UBS, rischierebbe di spingere la banca a tagliare costi proprio dove il margine di manovra è maggiore: filiali e personale, come pesa già sui conti trimestrali della banca.

Come funziona il compromesso sulle obbligazioni AT1

Il meccanismo proposto dalla WAK-S introduce un doppio binario. Metà della copertura patrimoniale resterebbe in capitale proprio duro (CET1), l’altra metà in obbligazioni AT1: titoli che, in caso di crisi, vengono svalutati o convertiti in capitale per stabilizzare la banca prima che la situazione degeneri. Il presidente della commissione, il "Mitte"-Ständerat Erich Ettlin, ha parlato di un meccanismo che si attiva già quando il capitale duro scende sotto una soglia intorno all’11%: a quel punto UBS non potrebe più distribuire dividendi né pagare bonus al management. «Non è un regalo alla UBS», ha dichiarato Ettlin, sottolineando che la soluzione «serve alla Svizzera». La FINMA e la Banca nazionale svizzera (BNS), va detto, avevano già espresso riserve sul meccanismo AT1 durante i lavori preparatori.

Le voci contrarie e cosa succede ora

La proposta è passata in commissione con 10 voti a 2 e un’astensione, ma la spaccatura politica resta netta. La socialista Eva Herzog ha calcolato che la variante più severa, quella al 100% di capitale duro, costerebbe a UBS meno di quanto si creda: circa 9 miliardi di franchi, già accantonati come riserva. Un’alternativa al 90% raccoglie simpatie anche in parte del Centro. Il Consiglio degli Stati riprenderà il dibattito il 24 settembre; se la Camera approverà la proposta della WAK-S, il testo passerà poi al Consiglio nazionale. La legge definitiva, secondo le tempistiche parlamentari, non sarà pronta prima della fine del 2026.

Per chi vuole seguire l’iter, il dossier — nato dal messaggio del Consiglio federale sulla revisione dell’ordinanza sui fondi propri — resta consultabile sul sito del Parlamento. Per il Ticino, la partita non è solo di principio: dall’esito di questo compromesso dipende anche quanto sarà solida, e quanto costosa da mantenere, l’unica grande banca rimasta a coprire piazza e valli.

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