Swisscom, più utile ma meno ricavi: l’euro debole pesa sull’Italia e il dividendo punta a 27 franchi

Claudio Galli

9 Agosto 2026 - 10:11

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Il «gigante blu» chiude il primo semestre 2026 con 668 milioni di utile (+6,9%) nonostante ricavi in calo del 3%. Per i tanti residenti in Ticino che hanno il titolo in portafoglio — e che usano Swisscom come operatore di casa — contano tre numeri: la cedola, gli obiettivi 2026 e l’effetto del franco forte sul business italiano Fastweb.

Swisscom, più utile ma meno ricavi: l'euro debole pesa sull'Italia e il dividendo punta a 27 franchi

Ricavi in calo, ma utile in crescita. È il paradosso dei conti semestrali di Swisscom, il principale operatore di telecomunicazioni svizzero, presentati il 6 agosto. Da gennaio a fine giugno il gruppo ha incassato 7,22 miliardi di CHF, il 3,0% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Eppure l’utile netto è salito del 6,9%, a 668 milioni di CHF, battendo le attese degli analisti, che si aspettavano numeri più bassi su ricavi e utili.

A tenere in ordine i conti è stata la redditività operativa: l’EBITDAaL — il margine operativo dopo ammortamenti e costi di leasing — è cresciuto del 3,3% a 2,56 miliardi di CHF. Un dettaglio conta più di tutti per capire la trimestrale: senza la debolezza dell’euro, quel margine sarebbe salito addirittura del 3,7%, e i ricavi sarebbero calati solo del 2,0% invece del 3,0%.

Perché un risparmiatore ticinese dovrebbe guardarci

Swisscom non è un titolo qualunque per chi vive al Sud delle Alpi. È l’operatore che porta rete fissa e mobile nella maggior parte delle case ticinesi, è controllato al 51% dalla Confederazione — quindi indirettamente da tutti i cittadini — ed è uno dei classici titoli «difensivi» da dividendo che riempiono i portafogli previdenziali svizzeri, dai fondi della cassa pensioni (2° pilastro) ai depositi dei piccoli risparmiatori. Quando Swisscom pubblica i conti, quindi, la notizia tocca sia il cliente sia l’azionista.

Il titolo, alla Borsa di Zurigo, viaggiava attorno ai 629 CHF nei giorni successivi all’annuncio. La reazione del mercato è stata prudente, ma la sostanza dei conti resta solida.

L’euro debole e il conto italiano

La parte più interessante per il lettore ticinese è proprio il capitolo italiano. Nel 2025 Swisscom aveva comprato per 8 miliardi di euro Vodafone Italia, fondendola con la controllata Fastweb per creare il secondo operatore del mercato italiano. Quella scommessa oltre confine oggi paga in termini di sinergie — 166 milioni di euro solo nel primo semestre, verso l’obiettivo di oltre 300 milioni per l’intero 2026 — ma soffre sul cambio.

Il motivo è semplice e riguarda da vicino chi in Ticino tiene d’occhio il franco: con un franco sempre più forte dell’euro (il cambio EUR/CHF era attorno a 0,93 all’inizio di agosto), i ricavi generati in euro dal business italiano valgono meno una volta convertiti nei conti in franchi del gruppo. È lo stesso meccanismo che erode il potere d’acquisto di chi lavora in Svizzera ma spende in Italia, ribaltato dal punto di vista di un’azienda: la forza del franco, ottima per il consumatore che fa la spesa nel comasco, è un peso per chi incassa fatturato in euro.

Dividendo e obiettivi 2026

Nonostante il calo dei ricavi, Swisscom ha confermato tutte le previsioni per l’intero esercizio 2026: ricavi tra 14,7 e 14,9 miliardi di CHF, utile operativo tra 5,0 e 5,1 miliardi e investimenti per 3,0-3,1 miliardi, soprattutto in fibra e rete mobile.

La notizia che interessa di più l’azionista arriva sulla cedola. Se questi obiettivi saranno centrati, il gruppo prevede di alzare il dividendo di 1 franco, portandolo a 27 CHF per azione. Per un titolo comprato come «obbligazione travestita da azione», è il dato che molti risparmiatori terranno d’occhio fino alla chiusura dell’anno.

Cosa può fare il lettore

Chi ha Swisscom in portafoglio — o pensa di comprarlo come titolo da dividendo — può seguire l’andamento del titolo e i prossimi appuntamenti (conti annuali e proposta di cedola) sulla scheda aggiornata in tempo reale. E chi guarda al cambio, più che al titolo, farà bene a ricordare che la forza del franco non è solo una buona notizia per chi fa acquisti oltre confine: per i grandi gruppi svizzeri con affari in euro, come Swisscom, è un vento contrario che continuerà a pesare sui conti finché il rapporto EUR/CHF resterà sotto quota parità.

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