Lavoro estivo per i giovani in Ticino: la guida in 7 punti, da quanto puoi guadagnare ai contributi che ti trattengono (e la regola sul salario minimo che in pochi conoscono)

Claudio Galli

27 Giugno 2026 - 16:12

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Da che età si può lavorare, quante ore al giorno, quando scattano i contributi AVS in busta paga e perché il salario minimo cantonale non protegge i minorenni: tutto quello che lo studente (e i suoi genitori) devono sapere prima di accettare un impiego stagionale.

Lavoro estivo per i giovani in Ticino: la guida in 7 punti, da quanto puoi guadagnare ai contributi che ti trattengono (e la regola sul salario minimo che in pochi conoscono)

Le vacanze estive sono il momento in cui molti ragazzi della Svizzera italiana cercano il primo impiego: un mese al bar, in un negozio, in un magazzino o come animatore in colonia. Per chi non ha mai avuto una busta paga, però, le regole sono tante e poco chiare. In questa guida vediamo, punto per punto, da che età si può lavorare, quante ore è permesso, quanto ti possono pagare davvero, quali contributi ti vengono trattenuti e quando il guadagno va dichiarato al fisco. Vale per i giovani residenti in Ticino e, nell’ultimo punto, anche per i ragazzi frontalieri che vengono a lavorare da oltre confine.

1. Da che età si può lavorare (e cosa cambia a 13, 15, 16 e 18 anni)

La regola generale in Confederazione è che si può essere occupati dai 15 anni compiuti. Sotto questa soglia c’è una finestra: i ragazzi tra i 13 e i 15 anni possono svolgere solo lavori leggeri — consegnare giornali, sistemare scaffali, fare da babysitter — e solo per non più della metà delle vacanze scolastiche.

Le tappe da ricordare sono quattro:

  • 13-15 anni: solo lavori leggeri, massimo metà delle vacanze.
  • Dai 15 anni: si può essere assunti per un impiego stagionale vero e proprio.
  • Dai 16 anni: l’orario può estendersi fino alle 22.00.
  • Fino ai 18 anni: restano vietati i lavori pericolosi, il lavoro notturno e quello domenicale (salvo deroghe per eventi culturali o sportivi).

Tutto questo è fissato dall’Ordinanza sulla protezione dei giovani lavoratori (OLL 5): è la rete di sicurezza che impedisce a un datore di lavoro di chiedere a un minorenne più di quanto la legge consenta.

2. Quante ore, e perché niente notte e niente domenica

Durante le vacanze, un giovane può lavorare al massimo 8 ore al giorno e 40 ore alla settimana, con l’attività compresa di norma tra le 06.00 e le 18.00 per i più piccoli, e una pausa di almeno mezz’ora dopo cinque ore di lavoro. Dai 15 anni la sera si può arrivare alle 20.00, dai 16 alle 22.00.

Il lavoro notturno e domenicale è in linea di principio vietato agli under 18. È una protezione, non un capriccio: chi propone a un sedicenne un turno di notte in discoteca o la domenica intera in un evento, fuori dalle deroghe previste, sta proponendo qualcosa che la legge non ammette.

3. Quanto ti possono pagare: il salario minimo non vale per i minorenni

Qui sta il punto che quasi nessuno conosce. Il Cantone Ticino ha un salario minimo cantonale — nel 2026 compreso tra 20.00 e 20.50 CHF l’ora a seconda del settore — ma la legge esclude espressamente alcune categorie, e tra queste ci sono proprio i lavoratori sotto i 18 anni impiegati in lavori leggeri, gli apprendisti e gli stagisti.

In pratica significa che, per un sedicenne assunto un mese in gelateria, la paga è liberamente concordata tra le parti: non c’è un minimo legale che la protegga. Vale quindi la pena informarsi su quanto vale il salario minimo cantonale in Ticino per avere un termine di paragone, e poi negoziare una cifra equa guardando a quanto offre il settore. Per chi ha compiuto 18 anni, invece, il salario minimo cantonale torna pienamente applicabile.

4. AVS e contributi: cosa ti trattengono dalla busta paga (e da quando)

I contributi sociali sul salario non si pagano a qualsiasi età. L’obbligo scatta dal 1° gennaio successivo al compimento dei 17 anni: in concreto, dall’anno in cui si compiono i 18. Prima di quella soglia, dalla busta paga di un quindicenne o sedicenne non viene trattenuto nulla per l’AVS (l’assicurazione vecchiaia e superstiti, il 1° pilastro svizzero).

Quando l’obbligo scatta, il datore di lavoro trattiene la quota a carico del lavoratore: 5,3% per AVS/AI/IPG più 1,1% per l’assicurazione contro la disoccupazione (AD), per un totale del 6,4% del salario lordo. È utile capire fin da subito come si calcola lo stipendio netto in Svizzera, così la prima busta paga non riserva sorprese. Il 2° pilastro (LPP), invece, non riguarda il classico lavoro estivo: scatta solo sopra una soglia di reddito annuo che un impiego di poche settimane non raggiunge.

5. L’assicurazione infortuni: il dettaglio che può far risparmiare sulla cassa malati

Ogni giovane assunto è assicurato contro gli infortuni dal datore di lavoro (LAINF), ma con una distinzione importante:

  • se si lavora meno di 8 ore alla settimana, la copertura vale solo per gli infortuni professionali (cioè sul posto di lavoro);
  • se si lavora 8 ore o più alla settimana, sono coperti anche gli infortuni non professionali, quelli del tempo libero.

Il dettaglio che fa risparmiare: quando il datore di lavoro copre anche gli infortuni del tempo libero, si può chiedere alla cassa malati (l’assicurazione malattia obbligatoria, la LAMal) di sospendere la copertura infortuni, ottenendo uno sconto sul premio per tutto il periodo dell’impiego. È una mossa piccola ma reale, da non dimenticare.

6. Le tasse: il guadagno estivo va dichiarato?

Per il giovane residente in Ticino, il reddito da un lavoretto estivo va in linea di principio dichiarato, ma nella maggior parte dei casi un impiego di poche settimane resta sotto la soglia imponibile e non genera imposta. Vale comunque la regola che il reddito da attività lucrativa del minorenne è tassato separatamente, e non sommato a quello dei genitori. Per capire come funziona il prelievo cantonale conviene dare un’occhiata a come si calcolano le imposte in Ticino. In ogni caso, conservare il certificato di salario consegnato dal datore di lavoro è la regola d’oro: serve per la dichiarazione e per dimostrare i contributi versati.

7. Se sei un giovane frontaliere: permesso e imposta alla fonte

Per un ragazzo che vive nella fascia di confine italiana — comasco, varesotto, lecchese — e viene a lavorare in Ticino d’estate, le regole cambiano. Serve un permesso per lavoratori frontalieri, che il datore di lavoro richiede dopo la firma del contratto, e lo stipendio è soggetto a imposta alla fonte (l’imposta trattenuta direttamente in busta paga per chi non è residente in Svizzera). Le condizioni, le soglie e gli obblighi dichiarativi in Italia sono spiegati nella guida completa ai frontalieri: vale la pena leggerla prima di accettare l’impiego, perché un mese di lavoro stagionale può comunque comportare adempimenti fiscali su entrambi i lati del confine.

In pratica, prima di firmare

Una checklist rapida per lo studente (e per il genitore che lo accompagna):

  • Verifica l’età e gli orari: niente notte né domenica sotto i 18 anni, massimo 8 ore al giorno durante le vacanze.
  • Metti per iscritto la paga oraria: per i minorenni non c’è salario minimo, quindi concorda la cifra in chiaro prima di iniziare.
  • Controlla la busta paga: sotto i 18 anni nessuna trattenuta AVS; dal 1° gennaio dopo i 17 anni, 6,4% a tuo carico.
  • Chiedi se sei coperto per gli infortuni del tempo libero: se lavori 8 ore o più a settimana, valuta di sospendere la copertura infortuni nella cassa malati.
  • Conserva il certificato di salario: ti servirà per la dichiarazione d’imposta e come prova dei contributi.

Il lavoro estivo è la prima vera occasione per imparare come funziona una busta paga svizzera. Conoscere queste regole in anticipo evita brutte sorprese e, soprattutto, mette il giovane lavoratore — e la sua famiglia — nella posizione di chiedere ciò che gli spetta.

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