Assegni familiari in Ticino nel 2026: la guida in 6 passi a importi (215 e 268 CHF), assegni cantonali AFI e API e differenza per i frontalieri

Claudio Galli

8 Agosto 2026 - 19:11

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Quanto valgono l’assegno per i figli e quello di formazione dopo il primo ritocco dal 2009, chi ne ha diritto anche senza lavorare, gli aiuti cantonali AFI e API riservati a chi risiede in Ticino, e come i frontalieri incassano la differenza rispetto all’assegno unico italiano.

Assegni familiari in Ticino nel 2026: la guida in 6 passi a importi (215 e 268 CHF), assegni cantonali AFI e API e differenza per i frontalieri

Se in famiglia c’è un figlio, in Svizzera ogni mese ti spetta un contributo che riduce il costo di crescerlo: sono gli assegni familiari. Non arrivano da soli, vanno chiesti, e in Ticino si sommano ad aiuti cantonali che molti non sanno di poter ottenere. In questa guida vediamo quanto valgono nel 2026, chi ne ha diritto (anche senza un impiego), i due assegni cantonali AFI e API, come funziona il conteggio per chi lavora in Ticino ma vive nel comasco o nel varesotto, e come si presenta la domanda passo per passo.

1. Quanto valgono nel 2026: 215 e 268 CHF al mese

Gli assegni familiari sono regolati dalla legge federale (italicoLAFamitalico), che fissa due prestazioni minime valide in tutti i Cantoni:

  • assegno per i figli: 215 CHF al mese per ogni figlio, dalla nascita fino al mese in cui compie 16 anni;
  • assegno di formazione: 268 CHF al mese per ogni figlio che segue una formazione dopo la scuola dell’obbligo, al più presto dai 15 anni e fino ai 25.

Il Ticino applica esattamente questi importi. Non è un dettaglio da poco: fino al 2025 l’assegno per i figli in Cantone era fermo a 200 CHF dal 2009, e il passaggio a 215 CHF è il primo aumento in quasi vent’anni. Su due figli fanno 430 CHF al mese, oltre 5’000 CHF l’anno; se uno dei due studia alle superiori o all’università, si sale a 483 CHF mensili. Alcuni Cantoni pagano di più (a Ginevra o nel Vallese si superano i 300 CHF per i figli più grandi), ma il Ticino resta sui minimi federali.

Prestazione Età del figlio Importo mensile in Ticino
Assegno per i figli dalla nascita ai 16 anni 215 CHF
Assegno di formazione dai 15/16 ai 25 anni (in formazione) 268 CHF

Per ogni figlio viene versato un solo assegno. Un dettaglio spesso ignorato: la domanda può essere presentata anche in ritardo, con effetto retroattivo fino a cinque anni. Chi in questi anni non li ha mai richiesti può quindi recuperare somme importanti.

2. Chi ne ha diritto (anche chi non lavora)

Hanno diritto agli assegni i salariati e i lavoratori indipendenti domiciliati in Svizzera. Chi lavora a tempo parziale li riceve per intero, purché il salario soggetto all’AVS (italicol’assicurazione vecchiaia e superstiti, il 1° pilastroitalico) sia di almeno 630 CHF al mese o 7’560 CHF l’anno. Se si hanno più datori di lavoro, i salari si sommano.

C’è poi una categoria che molti danno per esclusa a torto: le persone senza attività lucrativa. In gran parte della Svizzera ne hanno diritto solo sotto un tetto di reddito imponibile di 45’360 CHF l’anno, ma il Ticino ha abolito questo limite (come Ginevra e il Giura). In pratica, in Cantone anche un genitore che non lavora può ottenere gli assegni per i figli, a patto di non percepire prestazioni complementari all’AVS/AI e di rivolgersi alla cassa cantonale di compensazione.

Attenzione a un caso limite sulla formazione: l’assegno di formazione decade se il figlio guadagna più di 30’240 CHF lordi l’anno con un’attività propria. L’apprendista con un salario contenuto lo mantiene; chi già lavora a tempo pieno e studia solo di sfuggita, no.

3. Gli assegni cantonali in più: AFI e API

Qui sta il valore aggiunto ticinese rispetto al resto della Svizzera. Oltre agli assegni federali, il Cantone versa due prestazioni proprie, pensate per le famiglie con redditi modesti e disciplinate dalla legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali (italicoLapsitalico):

  • AFI (assegno familiare integrativo): copre il fabbisogno dei figli che non hanno ancora compiuto 15 anni;
  • API (assegno di prima infanzia): sostiene le famiglie fino a quando l’ultimo figlio inizia la scuola dell’obbligo, quindi nei primi anni di vita.

Sono aiuti legati alla situazione economica del richiedente, non allo statuto professionale: possono ottenerli dipendenti, indipendenti, disoccupati e persone senza attività lucrativa. La condizione chiave è la residenza: bisogna essere domiciliati in Ticino da almeno 3 anni se cittadini svizzeri, da almeno 5 anni se stranieri. L’AFI è finanziato dai contributi dei datori di lavoro, l’API interamente dal Cantone. La domanda per entrambi si presenta al proprio Comune di domicilio, che la inoltra al Servizio centrale delle prestazioni sociali dell’IAS a Bellinzona. Questi due assegni sono la ragione per cui, per una famiglia ticinese con figli piccoli e reddito basso, vale sempre la pena fare i conti: il solo assegno federale può non essere l’unico spettante.

4. Se sei frontaliere: come funziona la differenza con l’assegno unico

Chi lavora in Ticino ma vive in Italia con i figli oltre confine ha comunque diritto agli assegni familiari svizzeri. In quanto lavoratore di un Paese UE, il frontaliere percepisce le prestazioni italiconon ridotteitalico anche per i figli residenti nel comasco, nel varesotto o nel lecchese: la regola di esportazione verso l’Unione europea vale a pieno.

Il meccanismo, però, si intreccia con l’assegno unico italiano. In genere l’Italia paga per prima e la cassa di compensazione svizzera versa la differenza tra l’importo elvetico (più alto) e quello già incassato in Italia: è il cosiddetto importo differenziale. Il sistema ha creato più di un ingorgo dopo l’introduzione dell’assegno unico, quando per mesi molte famiglie frontaliere sono rimaste in un limbo burocratico e le casse svizzere hanno dovuto raccogliere le certificazioni INPS per calcolare il conguaglio, come abbiamo raccontato quando si è cercata una soluzione uniforme. Chi è frontaliere farebbe bene a tenere sott’occhio anche gli altri capitoli del proprio rapporto con il fisco: le regole di busta paga e imposizione sono cambiate, come spieghiamo nella dichiarazione dei redditi 2026 per i frontalieri e nella nostra guida completa al lavoro frontaliero.

5. Come fare domanda, categoria per categoria

Gli assegni non sono automatici: vanno richiesti compilando l’apposito modulo. Il canale cambia a seconda della propria posizione:

  • dipendenti: domanda al datore di lavoro, che la inoltra alla sua cassa di compensazione per assegni familiari; l’assegno arriva poi ogni mese insieme allo stipendio;
  • indipendenti: domanda direttamente alla cassa di compensazione a cui si è affiliati;
  • persone senza attività lucrativa: domanda alla cassa cantonale di compensazione del Cantone di domicilio;
  • AFI e API cantonali: domanda separata al Comune di domicilio.

Serve documentare la situazione: atto di nascita o certificato di formazione del figlio, dati del secondo genitore (per stabilire chi ha la precedenza quando entrambi avrebbero diritto) ed eventuale attestazione dei pagamenti italiani per i frontalieri. Ogni cambiamento rilevante – nascita, fine di una formazione, separazione, nuovo lavoro del secondo genitore – va comunicato spontaneamente alla cassa, perché incide sul diritto e sull’importo.

6. Gli errori da evitare

  • Non presentare domanda pensando che l’assegno arrivi da sé: si perdono mesi di prestazioni (recuperabili solo entro i cinque anni retroattivi).
  • Dimenticare AFI e API: chi guarda solo all’assegno federale può lasciare sul tavolo gli aiuti cantonali riservati ai residenti in Ticino.
  • Credere che senza lavoro non spetti nulla: in Ticino il limite di reddito per chi non ha attività lucrativa è stato abolito.
  • Frontalieri che non certificano l’assegno unico: senza la documentazione INPS la cassa svizzera non può calcolare e versare la differenza.
  • Non aggiornare la cassa dopo un cambiamento familiare o lavorativo, con il rischio di dover restituire somme percepite in eccesso.

La checklist finale

  • Verifica l’età di ogni figlio e la prestazione che gli spetta (215 o 268 CHF).
  • Presenta la domanda al canale giusto: datore di lavoro, cassa di compensazione o Comune.
  • Se risiedi in Ticino da 3 anni (5 per gli stranieri) e il reddito è modesto, chiedi anche AFI e API al Comune.
  • Se sei frontaliere, raccogli le certificazioni dei pagamenti italiani per far calcolare il differenziale.
  • Se non li hai mai richiesti, muoviti subito: puoi recuperare fino a cinque anni arretrati.

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