Assegni familiari ai frontalieri: si intravede uno spiraglio di luce

Matteo Casari

17 Ottobre 2022 - 16:36

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Dopo una lotta durata mesi, finalmente si avvicina una risoluzione alla questione degli assegni familiari per quanto riguarda i lavoratori frontalieri.

Assegni familiari ai frontalieri: si intravede uno spiraglio di luce

La Svizzera è pronta a chiarire la controversa questione degli assegni familiari per i lavoratori frontalieri. Le difficoltà e i cavilli che hanno gettato nel caos ben 38mila persone coinvolte dalla questione adesso sono vicine alla risoluzione, grazie all’iniziativa dell’Istituto delle Assicurazioni Sociali ticinese.

Uno stallo che dura da mesi

La telenovela, partita con l’introduzione dell’assegno unico in Italia a partire dal 1° marzo, sembra finalmente essere vicina alla sua conclusione.
Arriva dalla Svizzera il tanto atteso aiuto che parte degli oltre 76mila frontalieri, provenienti dalle province di Como, Varese, Lecco e Sondrio, stavano attendendo e richiedendo con ansia.
L’introduzione in Italia dell’assegno unico aveva collateralmente creato una serie di difficoltà che non permetteva alla nuova normativa, varata dal Governo nel marzo scorso, di coesistere con le leggi in vigore in Svizzera. Il problema principale causato dalla nuova legge è stato il cambiamento nei parametri di assegnazione degli importi degli assegni, un aspetto che ha eliminato lo standard a cui tutte le casse di compensazione elvetiche erano abituate a seguire. Da quel momento, oltre ottanta casse di compensazione svizzere hanno cominciato ad agire in modo autonomo e controverso, non riuscendo più a tutelare i richiedenti di assegni familiari coinvolti.
Prima di questa riforma a versare gli assegni famigliari erano le casse di compensazione elvetiche, le quali si sono sempre occupate di tutte le pratiche legate all’assicurazione per la vecchiaia e l’invalidità.

Dall’Italia nessun aiuto

Ai lavoratori frontalieri italiani era stato inizialmente consigliato di far chiedere l’assegno unico all’altro genitore in Italia, in attesa i governi di Italia e Svizzera riuscissero a chiarificare la situazione. Tuttavia, nei mesi successivi, l’immobilismo di Roma e la volontà di non prendersi rischiose responsabilità dell’Inps hanno causato un costante posticipo della soluzione. Cercando di smuovere le acque, le casse di compensazione oltre confine avevano inviato alle sedi lombarde e piemontesi dell’Inps dei moduli per farsi certificare l’importo dell’assegno unico pagato in Italia, in modo da poter versare ai lavoratori italiani in Ticino la differenza tra l’assegno svizzero e quanto già percepito.

L’iniziativa delle casse svizzere

Nonostante le incessanti richieste dei lavoratori, unite alle iniziative delle istituzioni svizzere, dall’Italia non è mai arrivata alcuna risposta ufficiale. l’Inps ha sin da subito fatto capire di non voler agire in assenza di un’indicazione chiara da parte del Governo, e così i frontalieri non incassano più gli assegni famigliari dalla Svizzera da oltre sette mesi. Poco prima della caduta di Draghi, sembrava che le attività congiunte dei sindacati italiani ed elvetici stavano per trovare un accordo, dopo aver inviato «un interpello tecnico al presidente dell’Inps, sollecitando una modifica della norma italiana e il ripristino della trasmissione di questi dati con la Svizzera». Tuttavia, la mancata fiducia al governo Draghi ha causato un ulteriore slittamento della questione, facendo crollare tutto sul più bello.

Novità in vista

Ora finalmente qualcosa sembra essersi smosso, principalmente grazie all’intervento dell’Istituto delle Assicurazioni Sociali, una delle principali casse malati del Canton Ticino. La Cassa di compensazione ha infatti deciso di trovare un modo uniforme per pagare gli assegni familiari ai frontalieri.
Durante il fine settimana appena trascorso, migliaia di lavoratori frontalieri sono stati contattati personalmente, con anche un’informativa diffusa via social. A loro è stato richiesto di fornire alle casse svizzere la copia dei pagamenti effettuati in questi mesi dall’Inps, con gli importi dell’assegno unico corrisposto, in modo da rendere veloce e ufficiale questa controversa procedura.
Staremo a vedere se finalmente questa problematica sarà a breve risolta definitivamente, o se un altro colpo di scena getterà di nuovo tutti gli sforzi all’aria.

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