Il supplemento sarà versato in automatico sulla rendita di dicembre, non intacca le prestazioni complementari ma va dichiarato al fisco. E il finanziamento — un rialzo dell’IVA dal 2028 — dovrà ancora passare dal voto popolare.
Manca poco: a dicembre 2026 circa 2,5 milioni di pensionati in Svizzera riceveranno per la prima volta la tredicesima rendita AVS, l’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti che costituisce il 1° pilastro del sistema previdenziale. È l’attuazione dell’iniziativa popolare approvata dal Popolo nel marzo 2024. Il supplemento arriva in automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda, come importo aggiuntivo sulla rendita di fine anno. Ecco quanto vale, chi ne ha diritto e — questione tutt’altro che chiusa — chi lo pagherà.
Quanto vale e come si calcola
La tredicesima corrisponde a un dodicesimo della somma delle rendite di vecchiaia percepite durante l’anno. In pratica, per chi riceve la stessa rendita da gennaio a dicembre, equivale a una mensilità piena in più: un aumento dell’8,3% della rendita annua.
Poiché nel 2026 le rendite di vecchiaia AVS non cambiano rispetto al 2025 — l’adeguamento biennale scatterà il 1° gennaio 2027 — gli importi di riferimento sono questi:
- rendita minima 1’260 CHF al mese → tredicesima di 1’260 CHF;
- rendita massima per una persona sola 2’520 CHF al mese → tredicesima di 2’520 CHF;
- coppia sposata, la cui rendita cumulata è plafonata al 150% del massimo (3’780 CHF al mese) → tredicesima fino a 3’780 CHF.
Nel calcolo non rientrano le rendite per figli, la rendita completiva né il supplemento riconosciuto alle donne della generazione di transizione della riforma AVS 21. Chi ha iniziato a percepire la rendita solo di recente riceverà una tredicesima proporzionale ai mesi maturati.
Chi ne ha diritto (e chi resta escluso)
Ha diritto al supplemento chiunque percepisca una rendita di vecchiaia AVS nel mese di dicembre 2026, che la riscuota da anni o l’abbia appena avviata. Restano invece esclusi i beneficiari di sole rendite dell’assicurazione invalidità (AI) e le rendite per superstiti destinate a vedove, vedovi e orfani: continueranno a essere versate in dodici mensilità.
Il supplemento spetta anche a chi vive fuori dalla Svizzera, frontalieri e residenti in Italia compresi, purché titolare di una rendita di vecchiaia AVS. Per molte famiglie della fascia di confine, dove una parte del reddito da pensione arriva proprio dal 1° pilastro svizzero, è un dettaglio non da poco.
Tasse e prestazioni complementari: le due cose da non confondere
Due precisazioni pratiche che valgono franchi veri. La prima: la tredicesima AVS è reddito imponibile esattamente come il resto della rendita, quindi andrà indicata nella dichiarazione d’imposta e concorrerà a formare il reddito tassato dal Cantone e dalla Confederazione.
La seconda, di segno opposto e più favorevole: il supplemento non viene conteggiato come reddito ai fini delle prestazioni complementari (PC), l’aiuto che integra le rendite quando non bastano a coprire il minimo vitale. Chi riceve le PC incasserà quindi la tredicesima per intero, senza vedersi ridurre o sospendere l’importo mensile. È una tutela esplicita prevista dalla legge di attuazione, pensata per non vanificare la misura proprio nei confronti di chi ha le rendite più basse. Discorso diverso per il 2° pilastro: la Confederazione ha adeguato l’ordinanza LPP — le modifiche sono in vigore dal 1° agosto 2026 — perché la somma di rendita AVS e cassa pensioni, tredicesima inclusa, non superasse per errore il tetto dell’85% dell’ultimo salario.
Chi la paga: l’IVA dal 2028, ma prima serve il voto
Qui la partita resta aperta. La tredicesima costa tra i 4 e i 5 miliardi di franchi l’anno, ma il versamento parte a dicembre 2026 mentre la copertura strutturale arriverà dopo. Nelle votazioni finali del giugno 2026 le Camere hanno scelto di finanziarla esclusivamente con un aumento dell’IVA di 0,4 punti percentuali dal 2028, per un gettito stimato attorno a 1,5 miliardi l’anno. Trattandosi di una modifica costituzionale, la parola finale spetterà al Popolo: fino ad allora i primi versamenti attingeranno alle riserve del Fondo AVS. In altre parole, la rendita in più è certa; il conto di chi la paga — e in che misura — lo deciderà l’urna.
Le 4 cose da sapere
- Quando: prima tredicesima a dicembre 2026, poi ogni anno, in automatico.
- Quanto: una mensilità piena in più (da 1’260 a 2’520 CHF per i single, fino a 3’780 per le coppie sposate).
- Fisco: è imponibile e va dichiarata; non riduce invece le prestazioni complementari.
- A chi: solo rendite di vecchiaia AVS, frontalieri inclusi; escluse AI e rendite per superstiti.
Per la propria posizione personale il riferimento resta la cassa di compensazione che versa la rendita; le regole aggiornate e i calcoli sono pubblicati dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali. E se il primo pilastro da solo non basta, resta il tema di sempre: costruire per tempo la propria previdenza, a partire dal pilastro 3a e dalla comprensione di come si formano le rendite di vecchiaia.
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