In Svizzera i nuovi posti di lavoro nascono soprattutto nel settore pubblico: +23% in dieci anni contro il +12% del privato

Claudio Galli

10 Agosto 2026 - 10:14

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L’impiego nell’amministrazione cresce quasi il doppio rispetto all’economia privata. Un think tank liberale parla di rischio per il benessere, i sindacati ribattono. Il dibattito riguarda da vicino il Ticino, dove Cantone, Comuni e parastatale sono fra i maggiori datori di lavoro — e a finanziare gli stipendi pubblici sono le imposte.

In Svizzera i nuovi posti di lavoro nascono soprattutto nel settore pubblico: +23% in dieci anni contro il +12% del privato

In Svizzera, negli ultimi anni, i nuovi posti di lavoro sono nati soprattutto in un ambito: il settore pubblico. Tra il 2013 e il 2023 l’occupazione nell’amministrazione è cresciuta del 23 per cento, contro il 12 per cento dell’economia privata. Lo mostrano i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) [5], i più recenti disponibili, ripresi dall’emittente pubblica SRF. Allargando lo sguardo fino al 2000, gli impieghi nell’amministrazione sono aumentati del 49 per cento, mentre l’occupazione totale del Paese è cresciuta italico"solo"/italico del 35 per cento.

Il dato non è una curiosità statistica: definisce chi crea lavoro in Svizzera e con quali soldi lo si paga. Ed è un tema che tocca il Ticino più di quanto sembri.

Quanti svizzeri lavorano davvero per lo Stato

Dipende da chi si include nel conteggio. Nell’amministrazione italicoin senso stretto/italico — la definizione usata da Avenir Suisse, think tank di orientamento liberale — lavora il 4 per cento degli occupati: poco più di 180’000 persone. Ma se si aggiungono i docenti e i dipendenti delle aziende controllate o finanziate dalla mano pubblica, la quota sale al 23 per cento, ossia circa un milione di persone.

È una forbice enorme, e spiega perché il dibattito sia così acceso: a seconda di dove si traccia il confine tra "Stato" ed "economia", cambia la fotografia del mercato del lavoro svizzero.

Perché la questione tocca il Ticino

In un Cantone come il Ticino il settore pubblico allargato — Cantone, Comuni, ospedali pubblici, scuola — è tra i principali datori di lavoro. È qui che il tema diventa concreto per il portafoglio del cittadino, e per due ragioni.

La prima riguarda i salari. Nel 2025 gli stipendi del settore pubblico sono cresciuti in Svizzera del 3,3 per cento nominale, contro l’1,7 per cento dell’industria. In un Cantone dove i salari medi privati sono già più bassi rispetto al resto del Paese, e dove il divario supera il 20 per cento, la distanza tra impiego pubblico e privato pesa nel dibattito politico e sindacale.

La seconda ragione è che gli stipendi dell’amministrazione non si finanziano da soli: arrivano dalle imposte cantonali e federali. Ogni franco in più speso per il personale pubblico è un franco che, prima o poi, torna sotto forma di pressione fiscale sul contribuente.

Lo scontro: think tank liberale contro sindacati

Per l’economista di Avenir Suisse Michele Salvi, la crescita dell’apparato pubblico è un problema: benessere, innovazione e creazione di valore nascono nell’economia privata, non nell’amministrazione. «Se lo Stato erode sempre più risorse, prima o poi avremo probabilmente un problema con la creazione di benessere», ha dichiarato Salvi alla SRF. Il costo, avverte il think tank, è già misurabile: la spesa pro capite per il personale amministrativo è cresciuta di oltre il 10 per cento rispetto a quindici anni fa, e va finanziata «tramite le imposte».

Di segno opposto la voce del sindacato dei servizi pubblici VPOD. Il rappresentante Micha Amstad contesta la critica generica alla crescita degli organici: lo Stato, sostiene, non è un corpo separato, ma fa ciò che la politica gli chiede di fare. «Chi ordina una prestazione, ordina anche il personale», ha sintetizzato alla SRF. E ricorda che anche l’economia privata dipende da un servizio pubblico che funziona bene.

Un dato dà ragione, almeno in parte, a quest’ultima lettura: nel rating della Banca mondiale sulla qualità della governance, la Svizzera figura da anni tra i migliori Paesi al mondo, davanti a quasi tutti tranne i Paesi scandinavi, grazie a bassa corruzione ed efficienza amministrativa.

I numeri in sintesi

  • Impiego pubblico 2013-2023: +23 per cento (economia privata: +12 per cento)
  • Dal 2000: +49 per cento nell’amministrazione, +35 per cento l’occupazione totale
  • Amministrazione in senso stretto: circa 180’000 persone (4 per cento degli occupati); in senso ampio, con docenti e aziende parastatali, circa 1 milione (23 per cento)
  • Salari 2025: +3,3 per cento nel settore pubblico, +1,7 per cento nell’industria

Per farsi un’idea propria, i dati aggiornati sull’occupazione per settore sono pubblici e consultabili sul portale dell’Ufficio federale di statistica. In Ticino, dove il peso del settore pubblico si riflette direttamente sulla pressione fiscale cantonale, è un numero che vale la pena tenere d’occhio: dice, in fondo, quanto dello sviluppo del Cantone poggia sulle spalle del contribuente.

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# Ticino

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