La fondazione che governa la seconda criptovaluta al mondo passa a un modello «da endowment»: spesa annua dal 15% al 5% del tesoro entro il 2030, nove dirigenti usciti da gennaio e un prezzo che resta sotto pressione. Ecco perché conta per chi detiene cripto sotto vigilanza FINMA.
La Ethereum Foundation (EF), l’organizzazione no-profit che coordina lo sviluppo della rete dietro Ethereum — la seconda criptovaluta per capitalizzazione dopo Bitcoin — taglierà quest’anno circa il 40% del proprio budget e ha confermato il licenziamento di 54 dipendenti, pari a circa il 20% del personale. L’annuncio è arrivato il 23 giugno 2026 con un post del cofondatore Vitalik Buterin, lo stesso giorno in cui la fondazione ha ufficializzato i tagli all’organico.
Cosa ha annunciato la fondazione
Il punto centrale non è il numero di licenziamenti, ma il cambio di modello. Buterin ha spiegato che la EF vuole passare da una spesa annua pari a circa il 15% del proprio tesoro a un obiettivo di lungo periodo intorno al 5% l’anno dopo il 2030: in pratica un modello «da endowment» — lo stesso usato dalle grandi fondazioni universitarie, che vivono dei rendimenti del capitale senza intaccarlo — pensato per garantire sostenibilità per decenni.
Il riassetto è profondo. Tra le misure annunciate: la chiusura dell’unità di ricerca italicosu privacy e scaling (PSE), conferenze Devcon più piccole e meno costose, una strategia istituzionale più selettiva e team di sviluppo più specializzati, affiancati da verifica formale assistita dall’intelligenza artificiale. La sforbiciata segue una lunga catena di addii ai vertici: con le dimissioni della co-direttrice esecutiva Hsiao-Wei Wang, i dirigenti senior usciti dalla fondazione da gennaio salgono a nove.
Perché conta adesso
La notizia arriva in una fase già debole per il mercato. Ether viaggia attorno ai 1’650 dollari, in calo dopo settimane di pressione legata alle attese sui tassi della Federal Reserve. Secondo i dati di mercato, l’andamento è negativo del 6% circa sull’ultima settimana e di quasi il 23% sugli ultimi sei mesi: una sottoperformance marcata anche rispetto a Bitcoin, che continua a guidare il comparto.
Va però distinta la fondazione dalla rete. La EF finanzia ricerca e sviluppo, ma non controlla il protocollo: la blockchain di Ethereum continua a funzionare in modo decentralizzato, validata da decine di migliaia di nodi indipendenti. Non a caso il fondatore di Solana, blockchain concorrente, ha letto il taglio in chiave positiva: meno dipendenza da un’unica struttura centrale. Per Buterin, l’obiettivo è preservare i fondi per la «terza iterazione» del protocollo puntando a un futuro «italicolean-and-done», con sviluppo concentrato su sicurezza e pochi aggiornamenti ad alto impatto.
L’angolo svizzero
Per chi vive in Svizzera la vicenda è soprattutto un richiamo alla solidità dell’infrastruttura, non un allarme operativo. Chi detiene Ether attraverso un intermediario regolato — Sygnum, AMINA Bank (ex SEBA) o Bitcoin Suisse — lo fa sotto la vigilanza della FINMA, l’autorità federale dei mercati finanziari, e il quadro svizzero si sta semmai irrigidendo con due nuove categorie di licenza che coprono anche custodia e staking. Sul fronte fiscale, in Svizzera le plusvalenze private sulle cripto restano in genere esenti, mentre i premi da staking sono tassati come reddito: una distinzione che il taglio di budget della fondazione non modifica in alcun modo.
Le cose da sapere
- Budget −40%: la EF riduce di circa il 40% la spesa di quest’anno, verso un modello da endowment al 5% del tesoro entro il 2030.
- 54 licenziamenti: circa il 20% del personale; chiusa l’unità di ricerca su privacy e scaling (PSE).
- Nove addii ai vertici da gennaio, ultima la co-direttrice esecutiva Hsiao-Wei Wang.
- Prezzo debole: Ether attorno ai 1’650 dollari, −23% circa su sei mesi, sotto pressione anche per le attese sui tassi USA.
- Rete ≠ fondazione: la blockchain resta decentralizzata e operativa; i tagli riguardano la struttura, non il protocollo.
Per chi segue il comparto, il prezzo aggiornato in tempo reale è consultabile sulle quotazioni cripto e sui portali specializzati come CoinGecko. italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento.
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