Il BFS ha pubblicato oggi i dati IPC di giugno: prezzi stabili mese su mese, in leggero calo rispetto a maggio. Con la prossima decisione della Banca nazionale il 24 settembre, ecco cosa cambia concretamente per affitti, mutui e potere d’acquisto in Ticino
L’inflazione svizzera continua a smorzarsi. Secondo i dati diffusi oggi, 4 luglio 2026, dall’Ufficio federale di statistica (UST/BFS), l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) si è attestato a 101,3 punti (base: dicembre 2025 = 100) in giugno, registrando una variazione nulla rispetto a maggio (+0,0% mensile) e un rincaro annuo del +0,5% — in calo di un decimo rispetto al +0,6% rilevato a maggio.
Un numero che, a prima vista, può sembrare quasi insignificante. Eppure, per chi vive, lavora o ha un mutuo in Ticino, capire dove si muovono i prezzi e cosa aspettarsi dai prossimi mesi fa la differenza tra decisioni finanziarie corrette e scelte fatte «alla cieca».
Cosa ha spinto i prezzi verso l’alto a giugno?
Nonostante la stabilità mensile, alcuni panieri continuano a pesare più degli altri nel bilancio delle famiglie. Abitazione ed energia restano le componenti principali del rincaro annuo: gli affitti, in presenza di contratti legati al tasso di riferimento ipotecario (attualmente superiore ai livelli minimi storici), hanno continuato a salire per molti inquilini. Sul fronte energetico, la componente elettricità e riscaldamento ha mantenuto un trend positivo, sebbene in rallentamento rispetto ai picchi del 2022-2023. I servizi — in particolare quelli ricreativo-culturali e di ristorazione — mostrano anch’essi pressioni moderate.
Per contro, alcune categorie hanno contribuito a frenare l’indice complessivo: i prezzi dei prodotti alimentari freschi (frutta e verdura di stagione) e quelli dei beni di abbigliamento hanno registrato variazioni negative nella media del mese, come accade tipicamente in luglio e in prossimità delle saldi estive.
BNS a 0%: il tasso guida non si muove (almeno fino a settembre)
Il contesto di politica monetaria rimane invariato. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha fissato il suo tasso guida allo 0,00% a partire dal giugno 2025 e non ha segnalato alcuna intenzione di modificarlo nella riunione del 18 giugno 2026. La prossima finestra decisionale è il 24 settembre 2026: un appuntamento che i mercati osserveranno con attenzione, in particolare se i dati di luglio e agosto dovessero mostrare un’accelerazione dell’inflazione — scenario oggi considerato poco probabile dagli analisti.
Con i tassi ancorati allo zero, le ipoteche SARON (quelle a tasso variabile ancorato al tasso overnight del franco svizzero) si confermano le più economiche sul mercato, con margini bancari che portano il costo effettivo intorno all’1% o poco sopra. Le ipoteche a tasso fisso, invece, su scadenze di cinque o dieci anni oscillano tra l’1,3% e l’1,8% a seconda dell’istituto e del rapporto loan-to-value, e restano interessanti per chi vuole pianificare con certezza le spese nei prossimi anni senza esporsi al rischio rialzo.
Affitti: il nodo del tasso di riferimento
Per chi paga un affitto, il meccanismo è diverso. Il tasso di riferimento ipotecario — l’indice federale su cui si basano legalmente le variazioni dei canoni locativi in Svizzera — è legato alla media ponderata dei tassi sui mutui in essere, non direttamente al tasso guida BNS. Questo spiega perché molti inquilini abbiano già incassato aumenti d’affitto negli ultimi due anni, anche mentre la BNS tagliava i tassi: i mutui a tasso fisso stipulati in anni passati a tassi più alti «diluiscono» lentamente la discesa della media.
La buona notizia è che, con la BNS stabile a zero, la pressione al rialzo sul tasso di riferimento si è interrotta. Una futura riduzione — attesa ma non imminente — potrebbe aprire la strada a richieste di riduzione dell’affitto da parte degli inquilini che hanno già subito aumenti.
Le 4 cose da sapere per l’autunno
- IPC luglio 2026 sarà pubblicato dal BFS il 4 agosto. Se dovesse tornare sopra lo 0,6% annuo, il mercato ricomincerebbe a prezzare un eventuale intervento BNS a settembre.
- Decisione BNS il 24 settembre 2026: con l’inflazione a 0,5% — ben al di sotto del tetto del 2% — la probabilità di un taglio è bassa; la probabilità di un mantenimento allo 0% è invece alta.
- Premi cassa malati 2027: l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) annuncerà in settembre/ottobre i premi dell’assicurazione di base (LAMal) per il 2027. Con la spesa sanitaria ancora in aumento, il dato sull’inflazione generale non basta a frenare l’aumento dei premi, che seguono la propria logica attuariale.
- Mercato immobiliare TI: i prezzi delle case in Ticino hanno registrato un +4,7% annuo nel primo trimestre 2026 a livello nazionale, con il Ticino che ha mostrato dinamiche più contenute. Con i tassi bassi, l’accesso alla proprietà resta difficile soprattutto per i giovani, ma il costo del servizio del debito rimane storicamente favorevole per chi ha già un mutuo.
Per confrontare le offerte delle casse malati in vista del cambio di ottobre, lo strumento più diretto resta il comparatore ufficiale https://www.priminfo.admin.ch della Confederazione, o in alternativa Comparis e Moneyland per avere un quadro delle differenze cantonali.
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