Dopo settimane di ribassi — con BTC scivolato sotto i 60’000 dollari a fine giugno — un violento rimbalzo tecnico ha ridisegnato il quadro. Ethereum guadagna quasi il 10% in sette giorni, Solana sfiora il +19%. E sul fronte regolatorio, Binance lascia l’Unione Europea per mancanza di licenza MiCA.
Il mercato delle criptovalute ha cambiato faccia tra il 2 e il 4 luglio 2026. Il Bitcoin — che aveva ceduto oltre il 20% nel corso di giugno toccando minimi sotto i 60’000 dollari — ha recuperato quota avvicinandosi ai 62’000 dollari, segnando un +2,5% settimanale. Un rimbalzo rapido e tecnico, innescato da un meccanismo preciso: lo short squeeze.
Funziona così. Quando troppi trader scommettono sul ribasso aprendo posizioni short, basta un movimento di prezzo contrario a far scattare le chiusure forzate. Chi era short deve comprare per coprire la perdita, e quell’acquisto obbligato spinge i prezzi ancora più su — attivando la tranche successiva di short, e così via. In 24 ore, secondo i dati di CoinGlass, sono stati liquidati 281 milioni di dollari di posizioni ribassiste contro 159 milioni di posizioni rialziste: quasi il doppio. Su 95’690 trader colpiti, la liquidazione singola più grande è stata un contratto da 18,2 milioni di dollari su Ethereum sulla piattaforma Hyperliquid.
Ethereum e Solana battono Bitcoin nel rimbalzo
Il dato più sorprendente di questa settimana non riguarda il bitcoin. Ethereum ha guadagnato il +9,7% in sette giorni, chiudendo intorno a 1’702 dollari, mentre Solana ha messo a segno un +18,6% settimanale avvicinandosi agli 80 dollari. XRP ha aggiunto il +5,7% sulla settimana.
La ragione è strutturale: durante il ribasso di giugno le posizioni short su ETH e SOL si erano accumulate in misura superiore rispetto a BTC. Quando il mercato ha invertito, le coperture forzate hanno amplificato il movimento percentuale su queste altcoin più di quanto non abbia fatto sul bitcoin. Un fenomeno che i lettori che seguono le ultime oscillazioni del mercato cripto hanno potuto osservare in diretta.
Il segnale più importante: gli ETF tornano ad acquistare
Al di là dei prezzi, il dato da monitorare con attenzione è la dinamica degli ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti. Il 1° luglio aveva registrato un deflusso netto di 294 milioni di dollari, una delle sedute più pesanti del trimestre. Il 3 luglio si è verificata l’inversione: 221 milioni di dollari sono entrati in un solo giorno, interrompendo una striscia negativa di 10 sedute consecutive in rosso.
Gli ETF spot sono il principale canale attraverso cui il risparmio istituzionale americano accede al mercato cripto. Flussi in uscita prolungati segnalano pressione di vendita strutturale; il ritorno in positivo indica che quella pressione si sta esaurendo — o quanto meno che si è stabilizzata.
A sostenere il rimbalzo ha contribuito anche la macroeconomia: i dati sul mercato del lavoro americano di giugno, pubblicati il 3 luglio, sono risultati più deboli del previsto, riducendo le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. Un contesto macro meno restrittivo alleggerisce la pressione sugli asset rischiosi, criptovalute comprese.
Binance fuori dall’UE dal 1° luglio: che cosa cambia per chi vive in Svizzera
Sul fronte normativo, una notizia di rilievo riguarda Binance. Il più grande exchange del mondo ha ritirato la propria domanda di licenza MiCA — il regolamento europeo sui crypto-asset — presso il regolatore greco HCMC pochi giorni prima della scadenza del 30 giugno. Dal 1° luglio 2026, Binance ha sospeso i servizi per i residenti dell’Unione Europea, con restrizioni su nuove aperture di conto, depositi e prodotti di staking.
La Svizzera non è membro dell’UE e non è soggetta direttamente a MiCA: Binance può tecnicamente continuare a servire i residenti svizzeri. Tuttavia, chi investe tramite piattaforme localmente regolamentate — Sygnum, AMINA Bank (già SEBA), Bitcoin Suisse — non è in alcun modo toccato da questo sviluppo, poiché queste operano con licenze FINMA del tutto separate dal circuito Binance.
L’episodio Binance-MiCA ricorda comunque un principio fondamentale: la scelta della piattaforma conta quanto la scelta dell’asset. Operare tramite un exchange regolamentato in Svizzera offre tutele che le piattaforme offshore — anche le più grandi — non garantiscono.
5 cose da sapere su questa settimana cripto
- Bitcoin 62’000 dollari: +2,5% settimanale dopo il minimo sotto i 60’000 di fine giugno. Il contesto del precedente rimbalzo fallito spiega perché la resistenza in quest’area rimane chiave.
- 281 milioni di short liquidati in 24 ore: quasi il doppio rispetto ai longs. ETH è stato l’asset con le liquidazioni più pesanti (157 milioni).
- ETF spot BTC: +221 milioni il 3 luglio, fine di 10 sedute consecutive di deflussi.
- Binance sospeso nell’UE dal 1° luglio: non impatta i residenti svizzeri, ma segnala la pressione regolamentare MiCA su chi non ha licenza.
- Ethereum +9,7% e Solana +18,6% settimanali: le altcoin hanno sovraperformato BTC grazie a una concentrazione maggiore di posizioni ribassiste da liquidare.
Gli analisti invitano alla cautela: lo short squeeze produce movimenti veloci ma non necessariamente una domanda strutturale. Il mercato entra nel terzo trimestre con liquidità ridotta — stagione estiva — il che amplifica i movimenti in entrambe le direzioni. Per le quotazioni aggiornate in tempo reale, si può consultare la scheda Bitcoin su money.it.
Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e possono variare significativamente. Questo articolo non costituisce un consiglio di investimento.
Argomenti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter