L’IPC accelera spinto da trasporti, ristoranti e alberghi, mentre la spesa alimentare cala ancora. Resta cinque volte sotto l’Eurozona: ecco perché la BNS può tenere il tasso guida fermo allo 0,0% il 18 giugno, e cosa significa per chi lascia i soldi sul conto.
L’inflazione svizzera continua a risalire, ma con calma. Secondo i dati pubblicati il 3 giugno dall’Ufficio federale di statistica (UST), in maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) è cresciuto dello 0,7% su base annua, contro lo 0,6% di aprile. È l’aumento più marcato da dicembre 2024, eppure resta nella metà bassa della forchetta di stabilità della Banca nazionale (0-2%). Sul mese, il rincaro è stato di appena lo +0,19%.
Il confronto con i vicini è impietoso, e per una volta a nostro favore: nell’Eurozona l’inflazione di maggio ha viaggiato sopra il 3%, oltre quattro volte il dato svizzero. A fare da scudo, ancora una volta, il franco forte, la scarsa dipendenza elvetica dai combustibili fossili per produrre energia e una crescita salariale contenuta. Tradotto per il portafoglio: i prezzi salgono, ma molto più lentamente di quanto sperimenta chi fa la spesa appena oltre confine, nel comasco o nel varesotto.
Cosa è rincarato davvero in maggio
A spingere l’IPC questa volta non sono stati i carburanti, ma i trasporti (+2,0% su base annua, contro +1,2% di aprile) e il ramo ristoranti e alberghi (+1,0%, contro un modesto +0,3% del mese prima): due voci che pesano nel momento sbagliato, alla vigilia della stagione turistica estiva e degli spostamenti delle vacanze. Stabile invece il capitolo abitazione ed energia, che ha confermato il +1,5% di aprile.
In controtendenza, e per fortuna, il carrello quotidiano: i prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno segnato un -1,2% annuo, in calo ancora più netto rispetto al -0,8% di aprile. Pane, latte, frutta e verdura costano meno di un anno fa, e questo attenua sul bilancio familiare l’effetto del rincaro dei trasporti. L’inflazione di fondo - quella depurata da energia e prodotti freschi, la più guardata dalla BNS - è rimasta ferma allo 0,3% annuo, ai minimi da quasi un quinquennio.
La fotografia in tabella
| Voce | Var. annua (mag 2025 → mag 2026) | Confronto con aprile |
|---|---|---|
| Indice generale | +0,7% | +0,6% |
| Inflazione di fondo (no energia, no freschi) | +0,3% | +0,3% |
| Trasporti | +2,0% | +1,2% |
| Ristoranti e alberghi | +1,0% | +0,3% |
| Abitazione ed energia | +1,5% | +1,5% |
| Alimentari e bevande analcoliche | −1,2% | −0,8% |
Fonte: UST, Indice nazionale dei prezzi al consumo, maggio 2026. Per capire come si compone l’indice e perché alcune voci pesano più di altre, resta utile la nostra scheda dedicata all’IPC.
L’angolo ticinese: dove fa più male
Le voci che trainano il dato di maggio sono proprio quelle che gravano sul Ticino reale. Il +2,0% dei trasporti tocca chi ogni giorno percorre l’asse Sopraceneri-Sottoceneri o varca il confine per lavoro, mentre il +1,0% di ristoranti e alberghi si fa sentire in un cantone dove turismo e ristorazione sono colonne dell’economia. Va ricordato, inoltre, che l’IPC non comprende i premi di cassa malati di base (LAMal), una delle spese che più erode il bilancio delle famiglie ticinesi: il +0,7% dell’indice, da solo, sottostima la fatica vera di fine mese. Sul fronte opposto, il calo dell’alimentare dà un po’ di respiro al carrello, e il franco solido continua a rendere conveniente la spesa transfrontaliera.
Cosa significa per chi ha risparmi sul conto
Con un’inflazione allo 0,7% e i conti di risparmio che in Svizzera rendono spesso meno dello 0,5% lordo, il rendimento reale di chi lascia i soldi fermi resta vicino allo zero o leggermente negativo. Non è un’emergenza come nell’Eurozona, ma neppure un dettaglio: su capitali importanti, la differenza fra una banca tradizionale e un conto più remunerativo vale parecchio nel tempo. Lo studio Moneyland 2026 sulle banche svizzere ha mostrato quanto possa pesare la scelta dell’istituto su tassi e commissioni, a favore soprattutto delle neobanche.
Per chi ha un mutuo, invece, lo scenario resta benevolo. Dopo i tagli che fra il 2024 e giugno 2025 hanno portato il tasso guida allo 0,0%, la BNS lo ha lasciato invariato negli ultimi esami trimestrali, e gli analisti se lo aspettano fermo almeno fino a fine anno. La prossima decisione è in calendario il 18 giugno 2026: con l’inflazione di fondo allo 0,3% e il franco solido sull’euro - una forza che funziona da scudo contro il rincaro importato - la banca centrale non ha ragioni urgenti per muoversi. Più probabile, in caso di nuove tensioni internazionali, un intervento sul cambio che sui tassi.
Le 4 cose da sapere ora
- IPC maggio 2026: +0,7% annuo, il più alto da dicembre 2024. Driver: trasporti, ristoranti e alberghi.
- Inflazione di fondo ferma allo +0,3%: senza energia e freschi, il rincaro resta molto contenuto.
- Spesa alimentare in calo (-1,2% annuo): il carrello quotidiano costa meno di un anno fa.
- BNS verso il 18 giugno: tasso guida atteso fermo allo 0,0%, scenario favorevole a mutui e rifinanziamenti.
Cosa puoi fare ora
- Far lavorare la liquidità: con il rendimento reale dei conti vicino allo zero, confrontare conti di risparmio e soluzioni più remunerative su moneyland.ch o comparis.ch può valere centinaia di franchi l’anno.
- Controllare il mutuo: chi ha un fisso in scadenza può confrontare oggi SARON contro fisso a 5 e 10 anni; con tassi attesi piatti, il margine di manovra resta buono.
- Pianificare la cassa malati: il termine per disdire e cambiare cassa per il 2027 è il 30 novembre 2026. Conviene segnarlo in agenda fin d’ora, vista la spinta dei premi attesa in autunno.
L’inflazione svizzera al +0,7% non è una stangata, ma il dato in risalita ricorda che il potere d’acquisto va difeso anche quando i numeri sembrano piccoli. Per chi vive in Ticino, la regola resta semplice: il rincaro vero passa più dai premi di cassa malati e dal serbatoio dell’auto che dalle tabelle dell’UST, ed è lì che conviene guardare quando si fanno i conti di fine mese.
Fonti: UST - IPC maggio 2026; BNS - Politica monetaria; FocusEconomics; Awp.
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