Dal sabato bellinzonese con le sue 120 bancarelle al giovedì di Piazza Grande a Locarno, la nostra guida ai mercati storici della Svizzera italiana: cosa si trova, quanto costa parcheggiare e perché comprare direttamente dal produttore convince ancora tanti ticinesi.
Ogni sabato mattina, dalle 8 alle 13, il centro storico di Bellinzona cambia pelle: viale della Stazione, Piazza Collegiata, Piazza Nosetto e via Camminata si riempiono di circa 120 bancarelle, tra chi vende verdura appena raccolta, chi taglia salumi secondo ricette di famiglia e chi offre formaggio delle valli ancora caldo di cantina. Non è un evento occasionale organizzato per i turisti: è un appuntamento che si ripete da secoli, sopravvissuto a spostamenti, regolamenti comunali e persino a una lunga interruzione.
In un’epoca di spesa online e discount, il fatto che questi mercati resistano — e in alcuni casi si allarghino — dice qualcosa sul rapporto dei ticinesi con il cibo di prossimità. Vale la pena capire dove si trovano, cosa cambia da una città all’altra e quanto costa davvero un sabato o un giovedì passati fra le bancarelle.
Bellinzona, il decano dei mercati ticinesi
Le origini del mercato bellinzonese risalgono almeno al 1624, anche se alcune fonti locali parlano di radici medievali. Nel 1882 un regolamento comunale ne fissò lo svolgimento al sabato al posto del mercoledì; negli anni Trenta del Novecento il mercato scomparve, per poi rinascere nel settembre 1975 lungo il percorso ancora oggi in uso. Oggi è attivo tutto l’anno, non solo in stagione turistica, e circa metà delle bancarelle propone prodotti alimentari genuini ticinesi — l’altra metà spazia tra tessuti, oggettistica per la casa e articoli da giardino. In autunno si aggiunge un appuntamento speciale, il mercato dei formaggi, con una settantina di alpeggi e produttori che espongono lungo il percorso da Piazza Governo a Piazza Nosetto: un’occasione per assaggiare in un’unica mattinata forme diverse di formaggio d’alpe ticinese DOP prima che la stagione degli alpeggi si chiuda.
Lugano e Locarno, gli altri due appuntamenti fissi
A Lugano il mercato si tiene due volte alla settimana, il martedì e il venerdì dalle 7.30 alle 14.30, tra via Carducci, Piazza San Rocco e via Canova — un’area diversa da quella storica di Piazza Riforma, abbandonata già negli anni Trenta. A Locarno l’appuntamento è invece unico, il giovedì dalle 9 alle 17 (con orari ridotti in inverno) nella cornice di Piazza Grande, dove agli alimentari si affiancano artigianato locale, tessuti e ceramiche. Chi scende nel Mendrisiotto trova infine il mercato del sabato in Piazza del Ponte a Mendrisio, oltre a un più piccolo appuntamento infrasettimanale il mercoledì in Piazzale alla Valle. Quattro città, quattro giorni diversi: con un minimo di organizzazione si può in teoria fare la spesa di mercato quasi ogni giorno feriale, spostandosi da un capo all’altro del Cantone.
Quanto costa davvero la spesa al mercato
La ragione economica per cui molti ticinesi continuano a preferire il mercato al discount è semplice: acquistando direttamente dal produttore si salta il passaggio dei grossisti e della grande distribuzione. È il principio su cui si basa Ticino a Te (erede del progetto Agridiretto, promosso dall’Unione Contadini Ticinesi), la piattaforma che raccoglie le aziende agricole cantonali attive nella vendita diretta: frutta, verdura, formaggi e salumi restano legati alla stagionalità, ma senza gli intermediari che normalmente si aggiungono al prezzo finale al banco frigo del supermercato. Il rovescio della medaglia è che fuori stagione la scelta si restringe, e chi cerca asparagi a dicembre deve comunque rivolgersi altrove.
C’è poi il capitolo parcheggio, che pesa più di quanto si pensi su una spesa di poche decine di franchi. A Bellinzona le zone blu del centro sono gratuite nel weekend, quindi il sabato di mercato non comporta alcun costo aggiuntivo per l’auto. A Lugano e Locarno, invece, le tariffe restano quelle feriali — mediamente attorno ai 2 CHF all’ora nelle zone a pagamento del centro storico — un dettaglio da mettere in conto per chi arriva in macchina di martedì, venerdì o giovedì.
Come organizzarsi
Chi vuole ottimizzare la mattinata farebbe bene ad arrivare presto: le bancarelle di salumi e formaggi tendono a esaurire i pezzi più pregiati entro metà mattina, soprattutto a Bellinzona dove l’affluenza è più alta. Per chi si muove dal Sottoceneri o dal Sopraceneri, i mercati restano inoltre un’occasione low cost per unire la spesa a una passeggiata nei rispettivi centri storici — un’alternativa quasi a costo zero rispetto a una gita fuori porta sulle vette del Cantone, e un buon antipasto ai classici indirizzi dove si mangia davvero la tradizione ticinese o ai più noti mercatini di Natale di fine anno.
Alla fine, la domanda da porsi non è se convenga più il mercato o il supermercato — dipende dal prodotto e dalla stagione — ma se si è disposti a organizzare la spesa attorno a un calendario fisso invece che all’orario di apertura infinito della grande distribuzione. Per chi ci prova anche solo per un sabato, il conto in tasca resta comunque uno dei più contenuti tra le uscite del weekend, molto lontano dai budget richiesti per vivere nelle città ticinesi più costose come Lugano.
Avete un mercato del vostro paese che meriterebbe di essere raccontato? Scriveteci a [email protected].
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