Dal 1° ottobre al 1° novembre 2026 torna la manifestazione enogastronomica più longeva del Ticino: una quarantina di ristoranti e grotti tra Mendrisio e Chiasso, piatti da 38 a 82 CHF, e un premio finale per chi colleziona otto timbri. Ecco come funziona e quanto si spende davvero.
Ottobre in Mendrisiotto ha un suono preciso: quello delle posate che si posano su un piatto di selvaggina, mentre fuori le vigne si spogliano e i grotti riaccendono i camini. Da 63 anni, tra Mendrisio e Chiasso, decine di ristoranti e grotti aprono le cucine alla Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, la manifestazione enogastronomica più longeva del Cantone Ticino: l’edizione 2026 va dal 1° ottobre al 1° novembre.
Non è un evento nato a tavolino. Tutto comincia nel 1964, quando un piccolo gruppo di esercenti di Mendrisio organizza una "gara gastronomica" in occasione della Fiera di San Martino: al primo posto si classifica il Grotto Bundi, in via alle Cantine. Da allora la Rassegna non si è mai fermata, arrivando quest’anno alla sua 63esima edizione con una quarantina di ristoranti e grotti del Mendrisiotto aderenti.
Perché sopravvive da 63 anni
«Chi partecipa oggi lo faceva già da bambino», ha raccontato alla stampa ticinese il presidente della manifestazione Flavio «Mamo» Quadranti, titolare del grotto San Martino di Mendrisio, spiegando il segreto di una fedeltà che attraversa le generazioni. A tenere in piedi la macchina, secondo Quadranti, sono almeno tre ingredienti: la tradizione di famiglia, un piccolo sistema di omaggi che qualcuno colleziona da anni (nel 2024 un mini bowl in ceramica per ogni piatto ordinato), e naturalmente la tavola stessa. A ottobre, con l’autunno che avanza, i clienti si aspettano piatti che nel resto dell’anno non si trovano facilmente nei grotti del Ticino: sella e lombatina di capriolo, cervo, cinghiale, ma anche usei scapà, cordon bleu, cazöla, bollito, frattaglie e lumache.
Chi visita otto ristoranti diversi durante il mese e colleziona altrettanti timbri sul «passaporto del goloso» si aggiudica il premio finale — nel 2024 un vassoio in legno con inserto in ardesia, pensato per il tavolo dell’aperitivo.
Quanto costa un menu alla Rassegna
È qui che la Rassegna diventa un caso di microeconomia locale: per un mese intero, decine di piccole attività a conduzione familiare — molte delle quali vivono soprattutto di clientela di prossimità — vedono impennare le prenotazioni proprio nella stagione in cui il flusso turistico estivo si è già esaurito. Il titolare del grotto Eguaglianza di Capolago, Andrea Vassalli, ha parlato di un +20% di coperti rispetto all’edizione precedente, con clienti dai 25 agli 80 anni seduti agli stessi tavoli.
I prezzi restano leggibili e comparabili tra un locale e l’altro, come da tradizione della Rassegna: un menu completo di selvaggina si aggira sugli 82 CHF a persona, mentre i piatti alla carta vanno dai 38 CHF di un piatto di guanciale di cinghiale ai 74-78 CHF di una sella o di una lombatina di capriolo, fino ai 68 CHF di un’entrecôte di cervo alla griglia. Cifre che, rispetto al conto medio di un ristorante gastronomico ticinese nel resto dell’anno, restano relativamente contenute: il menu Rassegna è pensato come vetrina della cucina di stagione, non come voce di guadagno principale del locale.
Dove andare e come funziona
I ristoranti aderenti — dal centro di Mendrisio fino a Chiasso e ai comuni del Basso Ceresio — pubblicano ciascuno il proprio menu sul sito ufficiale rassegna.ch, dove è possibile filtrare i locali per zona e prenotare direttamente. Non serve iscriversi a nulla: basta ordinare un piatto o il menu Rassegna per ricevere il primo timbro sul passaporto del goloso, disponibile nei locali aderenti.
Chi in Ticino non ha mai partecipato può considerarla un’occasione a rischio contenuto per provare una cucina diversa dal solito senza uscire dal budget di un pranzo o una cena feriale: il prezzo è dichiarato in anticipo su ogni menu, e la fedeltà — con un po’ di pazienza — si trasforma in un premio concreto.
Cosa cambia rispetto alle altre sagre d’autunno
D’altro canto la Rassegna non è l’unico appuntamento gastronomico dell’autunno ticinese: a inizio ottobre Lugano ospita la Festa d’Autunno con il suo mercato di prodotti agricoli, mentre in Val Bregaglia la stagione delle castagne richiama un pubblico più escursionistico che gastronomico. Ma nessuno di questi appuntamenti ha la stessa continuità storica della Rassegna del Mendrisiotto, tramandata ininterrottamente per 63 anni con lo stesso format: un menu, un timbro, un ricordo di famiglia. Anche per chi in autunno preferisce restare più leggero, resta comunque valida l’idea di alternare una serata di vacanza in Ticino a una cena a tema.
Chi cerca un’idea concreta per il weekend d’autunno, tra Mendrisio e Chiasso, ha tempo fino al 1° novembre per scegliere il proprio grotto e iniziare a collezionare i timbri.
Avete già un locale preferito della Rassegna che non abbiamo citato? Scriveteci a [email protected].
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti alla newsletter