A un’ora da Lugano, il villaggio mesolcinese che per un decennio ha vissuto con gli impianti di risalita fermi ora punta su terme, hotel a cinque stelle e residenze: il piano fino al 2032, i numeri del boom turistico e i prezzi per un weekend tra sci, benessere e il nuovo Sentiero Alpino Calanca.
Chi percorre l’autostrada A13 verso Coira, magari fermandosi solo per una sosta al passo, spesso non immagina che quel villaggio di poche centinaia di anime — con gli impianti di risalita rimasti fermi per un decennio, fino alla riapertura nel 2023 — sia diventato uno dei cantieri turistici più ambiziosi della Svizzera. Nei Grigioni italiani, in valle Mesolcina, il progetto di rilancio di San Bernardino punta oggi a 500 milioni di franchi di investimenti complessivi entro il 2032, con l’obiettivo dichiarato dall’imprenditore ticinese Stefano Artioli — promotore dell’operazione tramite la società San Bernardino Swiss Alps — di trasformare il paese in "una piccola Zermatt a sud delle Alpi".
Non è solo un annuncio. I numeri della destinazione San Bernardino Mesolcina Calanca, diffusi quest’estate dall’Ufficio grigionese dell’economia e del turismo, raccontano una crescita già concreta: un fenomeno che vale la pena capire prima di prenotare il prossimo weekend in valle.
Perché San Bernardino è già la «nuova Zermatt»
I pernottamenti invernali della destinazione sono passati dai 9’640 della stagione 2022/23 ai 17’874 del 2025/26: un aumento dell’85% in tre anni. Gli ingressi ai nuovi impianti di risalita, rimasti chiusi per anni prima del rilancio, sono saliti da 30’974 a 42’347 nell’ultima stagione, +37%. E non è solo una questione invernale: a giugno 2026 la destinazione ha segnato un balzo del 42,8% di pernottamenti rispetto all’anno precedente, il dato più alto di tutto il Cantone dei Grigioni, mentre nei primi sei mesi dell’anno la crescita complessiva si è attestata al 18,2%. Poco più a est, in Val Bregaglia — altra valle italofona del Cantone — i pernottamenti di gennaio-giugno sono saliti del 21,3%, superando quota 25’000.
Sono cifre che vanno lette in controtendenza: ad agosto 2026 il turismo svizzero nel suo complesso ha frenato, con un calo del 2,1% dei pernottamenti a livello nazionale. San Bernardino, insomma, sta crescendo mentre buona parte del Paese rallenta.
I 500 milioni del rilancio: cosa cambia da qui al 2032
Il progetto, guidato dal Comune di Mesocco insieme a San Bernardino Swiss Alps, procede per fasi. La cosiddetta "fase zero", avviata nel 2023 con circa 100 milioni di franchi di investimenti, è quasi conclusa: comprende la nuova Albarella Residence, con ristorante e area wellness, e la riqualifica dell’hotel storico Ravizza, che riaprirà come struttura a quattro stelle.
Il ciclo successivo è più ambizioso. Il progetto termale Acuforta — un hotel a cinque stelle, residenze e oltre 2’000 metri quadrati dedicati a terme e benessere — vale da solo circa 200 milioni di franchi. A questo si affiancano il nuovo comparto residenziale "Le Terrazze" e il potenziamento dell’area sciistica di Confin, dove sono previsti 30 milioni di franchi per una nuova seggiovia a sei posti e per l’innevamento programmato sulle piste principali, con obiettivo l’inverno 2028/29. In parallelo il Comune lavora a un autosilo da circa 400 posti e alla riqualifica della strada cantonale che porta al villaggio — segno che a crescere non sarà solo l’offerta turistica, ma l’infrastruttura di un intero paese.
Quanto costa andarci oggi
In attesa delle terme, che apriranno solo fra qualche anno, San Bernardino resta una meta relativamente accessibile. Una notte all’Ostello di San Bernardino, alle porte del paese, costa da 40 a 48 CHF a persona al giorno in camera con colazione, a seconda della durata del soggiorno, fino a 67-75 CHF con pensione completa. Le tariffe scendono di circa 3 franchi a notte per i ragazzi tra 9 e 16 anni e di 7-8 franchi per i bambini tra 4 e 8 anni. Un weekend di due notti in mezza pensione per due persone costa, secondo il listino ufficiale, circa 252 CHF (63 CHF a testa al giorno). Sul fronte alta gamma, l’apertura del Ravizza a quattro stelle promette invece un salto di categoria per un’offerta ricettiva che, storicamente, è sempre stata povera di alberghi di livello superiore.
Quando andare e cosa fare
L’autunno è il momento in cui la valle si mostra meno affollata e più fotogenica: i boschi di larici sopra San Bernardino regalano i colori più intensi tra fine settembre e metà ottobre. Chi cerca un’escursione impegnativa può affrontare il Sentiero Alpino Calanca, quasi 50 chilometri di crinali tra Mesolcina e Val Calanca suddivisi in tre o quattro tappe, con pernottamento nei rifugi non custoditi di Pian Grand, Ganan e Alp di Fora o nella Capanna Buffalora — un itinerario impegnativo (grado T3) che si affianca alla già ricca rete escursionistica della Svizzera italiana. Per chi arriva dal Sottoceneri o dal Locarnese, San Bernardino resta raggiungibile in circa un’ora d’auto dall’autostrada A13, la stessa che d’inverno porta sci ai piedi fino a 2’800 metri di quota.
Avete già visto San Bernardino prima o dopo il rilancio? Scriveteci a [email protected] per raccontarci come sta cambiando la valle.
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