Ottantatré ponti, 31 gallerie e due ore di finestrino acceso dai colori dell’autunno: ecco quando prenotare, quanto costa davvero il biglietto e quali borghi tra Valle Vigezzo e Centovalli meritano una sosta prima che i posti finiscano.
Dal 10 ottobre al 15 novembre i boschi che costeggiano la ferrovia tra Locarno e Domodossola passano dal verde al giallo, al rosso, all’arancio, e la tratta si guadagna per un mese e mezzo il soprannome di Treno del Foliage. Non è un convoglio speciale: è la stessa Vigezzina-Centovalli che collega le due città 365 giorni l’anno, ma in autunno diventa uno degli itinerari ferroviari più fotografati e raccontati d’Europa, con Lonely Planet che l’ha inserita fra le dieci ferrovie più belle del continente e il New York Times che le ha dedicato un elogio.
Per noi che viviamo a due passi da questa linea la domanda pratica resta sempre la stessa: vale la pena, e quanto costa davvero.
Cos’è davvero il Treno del Foliage
La ferrovia Vigezzina-Centovalli percorre 52 chilometri fra Domodossola e Locarno-Muralto, di cui circa 32 in territorio italiano e 20 in territorio svizzero, in poco meno di due ore per tratta. È gestita congiuntamente da un’azienda svizzera, la FART con sede a Locarno, e da una italiana, la SSIF di Domodossola: un dettaglio che pochi notano, ma che fa di questa linea una delle poche imprese ferroviarie davvero transfrontaliere delle Alpi, con un bilancio che dipende in modo sproporzionato dalle sette settimane di foliage.
Il "Treno del Foliage" non è quindi un mezzo diverso dal solito: è un biglietto speciale, valido solo dal 10 ottobre al 15 novembre 2026, che permette andata e ritorno Domodossola-Locarno (o viceversa) con una sosta intermedia facoltativa lungo il percorso.
Quanto costa davvero salire a bordo
Il prezzo cambia a seconda del giorno e della classe:
- seconda classe, da lunedì a venerdì: 36 euro;
- seconda classe, sabato e domenica: 42 euro;
- prima classe, da lunedì a venerdì: 46 euro;
- prima classe, sabato e domenica: 52 euro;
- bambini dai 6 ai 15 anni: metà prezzo; sotto i 6 anni viaggiano gratis se non occupano un posto a sedere.
Al cambio attuale, attorno a 0,93-0,94 franchi per euro, il biglietto feriale di seconda classe costa quindi circa 33-34 CHF, quello del weekend in prima classe sfiora i 49 CHF. Un dettaglio da non sottovalutare per chi parte da Lugano o Bellinzona: la vendita online è gestita dal sistema italiano di Vigezzina-Centovalli e i prezzi sono indicati solo in euro, quindi la carta di credito applica il cambio del giorno, con l’eventuale commissione della propria banca.
Il biglietto non è né cambiabile né rimborsabile, e negli anni scorsi è andato regolarmente esaurito nei weekend di punta: le vendite online per l’edizione 2026 aprono verso fine settembre.
Le tre soste che vale la pena spezzare
Chi sceglie la sosta intermedia (una sola, da inserire all’andata oppure al ritorno, mai in entrambe) ha tre candidate naturali lungo il tragitto:
- Santa Maria Maggiore, cuore della Valle Vigezzo, la "valle dei pittori": il 17 e 18 ottobre ospita la 21ª edizione di "Fuori di Zucca", mercatino e degustazioni nel centro storico;
- Re, con il santuario della Madonna del Sangue, tappa più raccolta e meno turistica;
- Intragna, già in territorio svizzero, riconoscibile dal campanile che domina le Centovalli e sede del piccolo museo regionale del territorio.
Da Locarno, con un breve collegamento in autobus, la giornata si allunga facilmente fino ad Ascona, mentre chi arriva dalla Lombardia può salire direttamente a Locarno con il treno TILO che collega Milano Centrale alla città, evitando il cambio a Domodossola.
Un indotto che nasce (quasi) tutto in sette settimane
La componente economica di questo treno non si esaurisce nel prezzo del biglietto. Da quando è nato il pacchetto turistico dedicato all’autunno, il flusso di visitatori ha permesso a una linea ferroviaria regionale di diventare un motore stagionale per l’intera Valle Vigezzo: la sosta intermedia, in particolare, spinge una parte del traffico turistico verso borghi che il resto dell’anno restano fuori dalle rotte più battute, con ricadute dirette su alberghi, ristoranti e piccoli negozi di paese.
Per chi organizza il weekend da questa parte del confine, il conto è semplice: un biglietto da 33 a 49 CHF equivalenti, senza contare pranzo e un’eventuale notte fuori, per un’esperienza che altre ferrovie alpine, ben più costose, non sempre riescono a offrire. Chi in Ticino aveva già scoperto il fascino delle Isole di Brissago o si era spinto fino alle 5 vette del Ticino raggiungibili in mezz’ora da Lugano, troverà nel Treno del Foliage un’aggiunta naturale all’agenda d’autunno — un po’ come chi valuta ogni weekend le alternative di un salto a Como dal Ticino.
Avete già preso il Treno del Foliage in una stagione passata, o preferite un’altra tratta panoramica tra Ticino e Italia? Scriveteci a [email protected].
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