Dalle gole di Pontirone e Malvaglia in Val Blenio a quelle della Verzasca e della Riviera, il Cantone è diventato una delle mete più gettonate d’Europa per il torrentismo: i prezzi delle escursioni, i numeri della sicurezza e cosa significa davvero per l’economia delle valli alpine.
Un gruppo in muta neoprene scende in corda doppia lungo una parete di roccia levigata, poi si lascia cadere in una pozza smeraldo scavata dal torrente Ritòm. È una scena che d’estate si ripete decine di volte al giorno nelle gole di Pontirone, sopra Airolo, in Val Bedretto, ma anche a Malvaglia e Orino, in Val Blenio, e naturalmente lungo la Verzasca. Il Ticino, secondo le ultime statistiche della commissione cantonale Acque Sicure, conta oggi circa 25’000 torrentisti all’anno, un numero in costante crescita. Poche altre attività riescono a spostare così tanta gente, e così tanti franchi, verso le valli più periferiche del Cantone.
Perché il Ticino è diventato la mecca europea del canyoning
La combinazione che ha reso il Cantone un punto di riferimento è semplice: alta concentrazione di torrenti alpini, dislivelli marcati, acqua limpida e una rete di operatori professionali che negli ultimi vent’anni ha trasformato uno sport di nicchia in un prodotto turistico strutturato, al punto da essere consigliato ormai in ogni guida alle vacanze autunnali in Ticino. Le gole più praticate si trovano in Val Verzasca, Vallemaggia, Riviera, Val di Lodrino, Val d’Iragna e, appunto, in Val Blenio, dove i canyon di Pontirone e del Riale Orino a Malvaglia sono diventati due dei percorsi più richiesti dell’Alto Ticino. A differenza della Verzasca, già ampiamente sfruttata anche per il bungee jumping e il turismo da cartolina, la Val Blenio resta un’area dove il torrentismo convive ancora con un’economia di montagna più tradizionale, fatta di alpeggi e piccoli caseifici — un turismo diverso, anche nella spesa media, da quello più tranquillo dei lidi sul Ceresio e sul Verbano.
Quanto costa buttarsi in un canyon
I prezzi variano in base alla lunghezza del percorso e al livello di difficoltà, ma restano piuttosto omogenei tra i principali operatori attivi sulle gole della Val Blenio:
- tour introduttivo di un paio d’ore, adatto ai principianti: da 144,50 CHF a persona;
- percorso standard a Pontirone (circa 3 ore in canyon più l’avvicinamento): attorno ai 170 CHF;
- «Pontirone Integrale», la versione lunga e più tecnica (4-5 ore): fino a 270 CHF.
A questi importi vanno aggiunti, quasi sempre, il noleggio della muta e dell’attrezzatura tecnica, incluso nel prezzo dalla maggior parte delle agenzie. Sul mercato operano oggi almeno cinque società attive con base o percorsi in Ticino — tra cui Swissraft, Ticino Adventures, Purelements, Swiss River Adventures e Ticino Outdoor — segno di una nicchia che è diventata un vero e proprio settore economico stagionale, con guide, autisti, magazzinieri e personale di segreteria assunti da maggio a ottobre.
Diventare guida non è immediato: il percorso di formazione riconosciuto conta circa 720 ore e dà accesso a un brevetto valido, oltre che in Svizzera, anche in Italia, Spagna e Sud America — un dettaglio che spiega perché diverse guide che lavorano sui canyon ticinesi arrivino da fuori Cantone.
Il rovescio della medaglia: sicurezza e affollamento
La crescita ha un prezzo anche in termini di rischio. Negli ultimi anni si contano nove decessi legati al canyoning in Ticino e diverse decine di feriti, alcuni gravi. «Vista l’affluenza, direi che gli incidenti non sono tanti, anche se qualsiasi incidente è già di troppo», ha spiegato alla RSI Anna Nizzola, presidente della commissione Acque Sicure, ricordando che meno acqua non significa automaticamente più sicurezza: con la siccità estiva emergono rocce normalmente sommerse e si favorisce la formazione di alghe scivolose proprio nei passaggi più delicati. In Svizzera non esiste un obbligo di farsi accompagnare da una guida professionista per praticare canyoning, e questo aumenta il margine di rischio per chi si avventura in autonomia sui percorsi meno segnalati. La stessa commissione ha aperto un tavolo con i Comuni e con Ticino Turismo per gestire meglio l’accesso al territorio, dopo le proteste per il parcheggio selvaggio in Riviera nei weekend di punta.
Quanto vale per l’economia delle valli
Con 25’000 partecipazioni l’anno e una spesa media che, tra tour, pernottamento e ristorazione, si aggira facilmente sui 200-250 CHF a persona per un weekend, il canyoning genera per le valli alpine ticinesi un indotto stagionale stimabile in diversi milioni di franchi, distribuiti su un arco di soli sei mesi. Per comuni piccoli come Malvaglia o Airolo si tratta di un flusso che porta clienti ad alberghi, grotti e negozi che altrimenti vivrebbero solo della stagione escursionistica generica. È lo stesso meccanismo già visto nella vicina Val Bedretto, dove il laboratorio sotterraneo del Politecnico di Zurigo ha portato un turismo scientifico di nicchia in un comune di appena un centinaio di abitanti: piccoli numeri assoluti che, moltiplicati per il prezzo medio di un’esperienza premium, pesano più di quanto ci si aspetterebbe sul bilancio di una valle periferica.
Chi decide di provare dovrebbe comunque ricordare che gli infortuni durante un’attività sportiva ricreativa in Svizzera non sono sempre coperti allo stesso modo: chi ha un contratto di lavoro superiore alle 8 ore settimanali è normalmente assicurato tramite il datore, mentre per tutti gli altri — indipendenti, disoccupati, turisti — la copertura infortuni passa dalla cassa malati o da un’assicurazione dedicata, ed è meglio verificarla prima di lanciarsi nella prima corda doppia.
Avete già provato una delle gole della Val Blenio o preferite ancora la Verzasca? Scriveteci a [email protected]: raccogliamo le segnalazioni per i prossimi itinerari Discover.
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