Peccia, l’unica cava di marmo bianco della Svizzera: cosa si vede in Val Lavizzara (e quanto costa passarci una settimana, dai 200 CHF di alloggio)

Claudio Galli

3 Settembre 2026 - 15:55

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A un’ora e mezza da Locarno, dove la Vallemaggia si stringe e diventa Val Lavizzara, c’è un villaggio di poche anime che estrae marmo bianco da oltre sessant’anni, una scuola di scultura che compie 40 anni e una chiesa costata 8 milioni di franchi. Vi raccontiamo cosa vedere, quanto si spende e perché settembre è il mese giusto.

Peccia, l'unica cava di marmo bianco della Svizzera: cosa si vede in Val Lavizzara (e quanto costa passarci una settimana, dai 200 CHF di alloggio)

Chi risale la Vallemaggia in autunno si ferma quasi sempre prima: a Cevio, a Bignasco, oppure svolta a sinistra verso la Val Bavona e i suoi villaggi senza elettricità. Chi invece tira dritto verso nord entra in Val Lavizzara e arriva a Peccia, 6695, poco più di un centinaio di abitanti, l’ultima curva prima di Mogno e Fusio.

È un pezzo di Ticino che quasi nessuno mette in agenda, e che invece ha una storia industriale e culturale insolita per una valle alpina: qui si trova l’unica cava di marmo bianco esistente in Svizzera. Non un giacimento residuale, ma una cava attiva, in località Gheiba, dalla quale si estrae pietra da più di sessant’anni. Attorno a quel marmo, negli anni, è nata un’economia locale in miniatura: una scuola, un centro internazionale, un turismo di nicchia che riempie le camere del paese da primavera all’autunno.

Il marmo bianco che la Svizzera ha solo qui

Il marmo di Peccia è un materiale che gli scultori conoscono in tutta Europa. Bianco, cristallino, con venature che cambiano di banco in banco, viene lavorato in loco e spedito fuori. La presenza del giacimento è la ragione per cui in un villaggio dell’Alta Vallemaggia esiste, dal 1984, una Scuola di Scultura: quarant’anni di corsi con il marmo indigeno, in un posto dove il rumore di fondo è quello degli scalpelli e della Maggia.

Dal 2000 gli stessi promotori hanno spinto per la nascita del Centro Internazionale di Scultura, inaugurato più recentemente, che affianca la scuola e ospita residenze e progetti con università e istituti d’arte. Il modello è quello che in Ticino funziona da sempre nelle valli alte: non industria di massa, ma una filiera piccola che tiene insieme materia prima, formazione e turismo culturale.

Quanto costa davvero una settimana a Peccia

Qui arriva la parte che interessa chi sta valutando se prendersi qualche giorno in valle. La Scuola di Scultura affitta camere in tre case storiche — la Casa Parrocchiale e la Casa Pastori a Peccia, l’ex Osteria Mignami a Prato Sornico — con cucina in comune e camino. I prezzi per persona, alloggio nudo:

  • camera doppia, 6 giorni: 200 CHF
  • camera doppia, 13 giorni: 400 CHF
  • camera singola, 6 giorni: 300 CHF
  • camera singola, 13 giorni: 600 CHF

A questi si aggiunge la tassa di soggiorno di 2 CHF a persona per notte, da pagare in loco (la tassa a sostegno del turismo locale, 1.25 CHF a notte, è già compresa nel prezzo). Pulizia finale ed energia sono incluse; gli asciugamani no, quelli si portano da casa. Il soggiorno va dalla domenica sera alle 18.30 al sabato mattina alle 10.00.

Chi frequenta un corso paga la tassa d’iscrizione a parte e mette a budget anche il materiale. Su questo la scuola è trasparente: si contano circa 100 CHF a settimana di materiali, conteggiati sul consumo reale. E il marmo si compra al chilo:

  • frammenti di marmo o ciottoli di fiume: 1 CHF/kg
  • sezioni di taglio, blocchi piccoli e grandi: 2 CHF/kg

Un dettaglio che dice molto del posto: un blocco da venti chili — una scultura piccola ma vera — costa 40 franchi di materia prima. Il vitto non è mai compreso nelle tasse di corso e alloggio.

Due note operative per chi programma il 2027. Primo: la scuola concede uno sconto del 5% su corso e alloggio a chi si iscrive entro il 31 dicembre dell’anno precedente, ma i corsi prenotati con lo sconto non sono annullabili e vanno saldati entro 60 giorni. Secondo: le tasse di disdetta ordinarie sono del 10% fino a quattro settimane prima, del 50% sotto le quattro settimane e del 100% nell’ultima settimana, salvo trovare un sostituto.

Mogno: 8 milioni di franchi dopo una valanga

Cinque chilometri più su di Peccia c’è la ragione per cui molti architetti arrivano fin qui. Il 25 aprile 1986 una valanga si abbatte su Mogno e distrugge la chiesetta seicentesca di San Giovanni Battista. Al posto della ricostruzione fedele, il comitato nato dopo il disastro affida il progetto a Mario Botta.

I lavori partono nell’estate del 1992 e si chiudono nel 1996. Il risultato è un volume ellittico tagliato in diagonale da un grande tetto di vetro, con le pareti e il pavimento a fasce alternate di marmo bianco di Peccia e gneiss della Vallemaggia: la materia della valle usata come decoro strutturale. Il costo dell’opera è stato di 8 milioni di franchi, raccolti dall’Associazione per la ricostruzione, poi confluita in una Fondazione che ancora oggi gestisce l’edificio. La chiesa è avviata al riconoscimento come bene culturale e attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo — in un paese che d’inverno conta pochissimi residenti.

Quando andare e come arrivarci

Settembre e ottobre sono i mesi migliori: la strada è aperta, i corsi della scuola vanno da primavera all’autunno e la valle non ha il traffico di luglio e agosto. Da Locarno si prende l’autopostale della linea 315 che risale la Vallemaggia; oltre Bignasco si continua verso Peccia e Fusio. In auto si contano circa un’ora e mezza dal Locarnese, di più dal Sottoceneri, e vale la pena mettere in conto la fermata a Cevio o a Bignasco per il pranzo.

Se volete costruirci una giornata intera, la combinazione più efficiente è Peccia al mattino, la chiesa di Mogno a metà giornata e Fusio nel pomeriggio, con il lago Sambuco lì accanto. Chi preferisce camminare trova nella zona alcuni fra i sentieri più belli del Cantone, e chi viaggia con la pioggia può ripiegare su uno dei musei tematici sparsi per il Ticino.

Un avvertimento pratico: la cava è un sito di lavoro, non un’attrazione con biglietteria. Visite guidate a scuola e area di lavoro esistono ma vanno concordate in anticipo con la direzione della Scuola di Scultura, che risponde per telefono e per e-mail. Presentarsi senza preavviso, in una valle dove tutto si regge su poche persone, significa quasi sempre trovare cancelli chiusi.

Ci siete già stati a Peccia o in Val Lavizzara? Avete un indirizzo, un grotto o un sentiero della zona che secondo voi meritiamo di raccontare? Scriveteci a [email protected]: le segnalazioni dei lettori sono quelle che ci portano nei posti che le guide dimenticano.

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# Ticino

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