Doveva finire sott’acqua e invece è diventato il paesaggio alpino più protetto della Svizzera. Vi raccontiamo come si arriva da Biasca in una giornata, quanto si paga per il bus e per dormire in quota, e perché su questa strada l’abbonamento generale non vale nulla.
A 2’200 metri, fra la Valle di Blenio e la Surselva, c’è un pianoro che non somiglia a nient’altro nelle Alpi svizzere: prati bassi, meandri d’acqua che serpeggiano su ghiaia chiara, nessun albero. Chi ci arriva la prima volta parla di tundra, e non è un’esagerazione da depliant. È la Greina, e fino a quarant’anni fa il suo destino era un altro: finire sul fondo di un lago artificiale.
Il progetto della centrale ad accumulazione delle Nordostschweizerische Kraftwerke prevedeva di turbinare in Surselva l’acqua raccolta quassù, con i lavori in partenza nel 1991. La protesta che ne nacque, sostenuta in tutto il Paese, fu il precursore di tutte le battaglie ambientali svizzere degli anni successivi: il progetto venne ritirato il 22 dicembre 1986.
Il paesaggio che vale un franco per chilowatt
Qui c’è la parte che interessa a noi di moneymag.ch. Per i Comuni proprietari dell’acqua, dare una concessione idroelettrica significava incassare canoni annui garantiti: rinunciarvi era un lusso che i Comuni di montagna finanziariamente deboli non potevano permettersi.
La soluzione la propose la Fondazione svizzera della Greina, e si chiama «centesimo per il paesaggio». Dal 1996 la Confederazione versa ai Comuni grigionesi di Vrin e Sumvitg un’indennità di 1 franco per chilowatt di produzione lorda rinunciata. Il meccanismo, fissato per legge nel 1995 e regolato dall’ordinanza sull’indennizzo delle perdite subite nell’utilizzazione delle forze idriche, è poi stato esteso: contratti analoghi sono stati firmati con dodici Comuni vallesani, fra cui Baltschieder, Binn e Gondo. La Greina figura oggi nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali. Tradotto: il paesaggio è diventato una voce di bilancio, e questo l’ha salvato.
Come si arriva dal Ticino, e quanto costa
Si sale dalla Valle di Blenio. In auto: A2 fino a Biasca, poi direzione Passo del Lucomagno fino a Campo Blenio e Ghirone. Da lì due posteggi, entrambi gratuiti e con servizi igienici: quello di Ghirone-Aquilesco, all’ingresso del paese, e quello alla diga del Luzzone, dove si può anche pernottare in camper. Chi vuole accorciare può proseguire sullo sterrato fino all’Alpe Garzott, ma i posti sono pochissimi: meglio arrivare presto o condividere l’auto.
Senza auto si usa il bus alpino delle Autolinee Bleniesi, e qui arriva il dettaglio che sorprende quasi tutti. Su questa tratta turistica i titoli di trasporto forfettari non sono riconosciuti: abbonamento generale, metà-prezzo e Arcobaleno non valgono. Le tariffe 2026 sono queste:
- Ghirone – Pian Geirètt, andata semplice: 15 CHF
- Andata e ritorno, o ritorno dal Luzzone: 20 CHF
- Ghirone – Luzzone, andata semplice: 10 CHF
- Ragazzi dai 6 ai 16 anni: 5 CHF
- Cani: 5 CHF (gratis solo se di piccola taglia e nella borsa)
I biglietti si pagano solo in contanti a bordo oppure online sullo shop SOB. Il servizio è quotidiano in luglio e agosto, mentre in settembre viaggia solo nei fine settimana, con orario valido fino al 27 settembre 2026.
Dormire a 2’172 metri: il listino della Motterascio
La Capanna Michela Motterascio, del CAS Ticino, è custodita da sabato 13 giugno a sabato 10 ottobre 2026. Le tariffe comprendono pernottamento, cena e colazione a buffet, IVA e tassa di soggiorno:
- Adulti soci CAS/FAT: 82 CHF (di cui 30 di solo pernottamento) — non soci 95 CHF (di cui 43)
- Giovani dai 15 ai 21 anni: 65 CHF soci, 72 non soci
- Ragazzi dagli 8 ai 14: 50 CHF soci, 55 non soci
- Bambini sotto gli 8 anni: 30 CHF soci, 32 non soci
- Extra: doccia 5 CHF, sacco lenzuolo 7 monouso o 5 a noleggio, lunch al sacco 10 CHF
Due avvertenze che fanno la differenza: in capanna si paga solo in contanti (CHF ed EUR), e dalla domenica al giovedì c’è una riduzione di 5 CHF sul pernottamento per ogni bambino sotto i 15 anni. Le disdette sono gratuite fino a due giorni prima entro le 18.00, poi si pagano 30 CHF a persona e 50 per la mancata presentazione.
L’alternativa è la Capanna Scaletta della SAT Lucomagno, a 2’205 metri, 52 posti letto: dista appena un’ora di cammino dalla fermata del bus a Pian Geirètt ed è la scelta più comoda per chi ha bambini. A differenza della Motterascio accetta carte e Twint.
Il conto finale, in due scenari
Una coppia che sale in giornata dal Luzzone con l’auto propria spende zero di parcheggio e mette in conto solo la benzina e il pranzo al sacco: la Greina, di per sé, è gratis. Chi invece vuole la notte in quota senza auto, da non socio, fa questo conto: 95 CHF di mezza pensione a testa, 20 di bus andata e ritorno, 5 di doccia e 5 di sacco lenzuolo a noleggio, cioè 125 CHF a persona, 250 in due, tutto compreso, per un weekend a 2’000 metri. Una famiglia con due ragazzi fra gli 8 e i 14 anni, sempre da non soci e infrasettimanale, resta attorno ai 340 CHF per due giorni. Se camminate spesso in quota, la tessera del CAS si ripaga in fretta: sulla sola Motterascio il socio risparmia 13 CHF a notte.
Quando andare
La finestra è stretta: il bus alpino chiude il 27 settembre, la Motterascio il 10 ottobre, la Scaletta attorno a metà mese. Da Pian Geirètt alla Scaletta si cammina un’ora con 300 metri di dislivello, difficoltà T2, adatta anche alle famiglie; dal lago di Luzzone alla Motterascio si sale in due ore passando dall’Alpe Garzott, dove per inciso si compra dell’ottimo formaggio locale. Il classico giro della Greina collega le due capanne in poco più di due ore di traversata.
Ci siete già stati, o avete un itinerario in Blenio che non abbiamo citato? Scriveteci a [email protected]. Per altre idee ci sono i sentieri più belli del Cantone, le vette ticinesi raggiungibili senza fatica e, per chi cammina con i bambini, le escursioni adatte alle famiglie.
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