La FINMA ha aperto un procedimento contro l’assicuratore Zurich e imposto uno stop alla vendita di alcune polizze vita. Al centro i costi della previdenza professionale nella fondazione collettiva Vita, a cui sono affiliate 27’000 aziende in tutta la Svizzera, molte anche in Ticino. Cosa cambia per chi ci ha il 2° pilastro e come controllare quanto paga davvero la sua cassa.
La FINMA, l’autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, ha avviato un procedimento di enforcement contro Zurich Insurance e ha imposto al gruppo un divieto di vendita per alcune polizze del ramo vita: l’unità coinvolta può ora servire soltanto i clienti già in portafoglio. Al centro dell’inchiesta ci sono i controlli interni nel business della previdenza professionale — il 2° pilastro — organizzato attorno alla fondazione collettiva Vita, uno dei più grandi istituti di previdenza del Paese.
La notizia arriva dalla stampa economica svizzero-tedesca (NZZ, cash, finews) e riguarda molto da vicino anche il Sud delle Alpi: alla fondazione Vita sono affiliate 27’000 aziende in tutta la Confederazione, per un totale di circa 150’000 assicurati e oltre 22 miliardi di CHF di averi previdenziali gestiti. Tra queste aziende ci sono numerose piccole e medie imprese, comprese realtà ticinesi che hanno esternalizzato la loro cassa pensioni a una fondazione collettiva invece di crearne una propria.
Cosa contesta la FINMA
Il nodo sono i costi. La FINMA vuole verificare se Zurich disponesse di controlli interni adeguati all’interfaccia tra l’assicuratore e la fondazione collettiva, per garantire che le spese di amministrazione e di riassicurazione fossero addebitate a condizioni di mercato e che fossero evitati conflitti d’interesse o sovvenzionamenti incrociati. La italicoNZZ/italico parla apertamente del rischio di un «nuovo caso di furto di rendite», cioè di costi troppo alti che erodono silenziosamente il capitale di previdenza degli assicurati.
Il procedimento è scattato, ha ammesso lo stesso CEO Mario Greco, perché ad alcuni clienti in Svizzera sarebbero stati proposti prodotti a prezzi diversi da quelli concordati con la FINMA. «italicoÈ spiacevole non aver individuato noi il problema, nonostante tutti i controlli/italico», ha riconosciuto Greco secondo la italicoBilanz/italico. Per accertare i fatti la FINMA ha interrogato circa una dozzina di collaboratori e incaricato la società di consulenza Deloitte come investigatore esterno. Nel frattempo Zurich ha licenziato «italicopiù di dodici/italico» dipendenti legati alla vicenda.
Un chiarimento importante: la fondazione Vita è giuridicamente e organizzativamente indipendente ed è vigilata dall’autorità di sorveglianza sulla previdenza professionale, italiconon/italico dalla FINMA. Il procedimento riguarda quindi l’assicuratore Zurich e le sue polizze, non direttamente la cassa dei lavoratori.
Perché riguarda chi ha il 2° pilastro
Per capire la posta in gioco serve un passo indietro su come funziona il 2° pilastro, cioè la previdenza professionale. Ogni mese una parte del salario finisce, insieme al contributo del datore di lavoro, nella cassa pensioni: quel capitale viene investito e, al momento della pensione, si trasforma in rendita o in prelievo. Ma prima di arrivare all’assicurato, dal montante vengono trattenuti costi di amministrazione, di gestione e di riassicurazione. Se questi costi sono più alti del dovuto, la rendita finale si assottiglia — ed è esattamente ciò che la FINMA vuole appurare.
Chi cambia lavoro o mette a fuoco la propria situazione previdenziale ha comunque strumenti per orientarsi. Vale la pena capire cosa succede al capitale quando si cambia impiego e tenere d’occhio il grado di copertura della propria cassa, l’indicatore che dice quanto una cassa pensioni è in salute.
Cosa può fare l’assicurato ticinese
Non c’è motivo di allarmarsi: gli averi di previdenza non sono a rischio e il procedimento riguarda i controlli, non la solidità della cassa. Ma è l’occasione giusta per fare tre verifiche concrete:
- Controlla il certificato di previdenza LPP che la cassa invia ogni anno: indica il capitale accumulato, l’aliquota di conversione e i contributi versati.
- Verifica la voce costi di amministrazione: nelle fondazioni collettive è il punto in cui le differenze pesano di più sulla rendita futura.
- Se hai una PMI affiliata a una fondazione collettiva, chiedi al tuo consulente o alla cassa un dettaglio delle spese addebitate e confrontale con le medie di mercato.
Chi vuole rafforzare la propria previdenza al di là del 2° pilastro può inoltre valutare il pilastro 3a, la previdenza privata con vantaggi fiscali. Gli sviluppi del procedimento e le eventuali misure si potranno seguire direttamente sul sito dell’autorità di vigilanza, che pubblica i comunicati sui casi di enforcement conclusi (FINMA).
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