Il think tank Avenir Suisse fissa al 21 maggio il «giorno della libertà finanziaria» 2026: fino a ieri il reddito medio è servito unicamente a coprire imposte, contributi AVS, premi di cassa malati e casse pensioni. La quota fiscale allargata tocca il 38,5% del PIL e la data slitta di anno in anno sempre più avanti nel calendario.
Da oggi, giovedì 21 maggio 2026, chi vive e lavora in Svizzera comincia finalmente a guadagnare per sé. Fino a ieri, secondo i calcoli del think tank liberale Avenir Suisse, il reddito medio è servito unicamente a coprire imposte, contributi sociali e altri oneri obbligatori. È il cosiddetto «giorno della libertà finanziaria» — italicoTag der finanziellen Freiheit/italico nella stampa svizzero-tedesca — e nel 2026 cade appunto il 21 maggio: circa 140 giorni di lavoro, quasi cinque mesi, destinati interamente alla collettività e alle assicurazioni obbligatorie.
A misurare questo peso è la quota fiscale allargata, l’indicatore che somma tutto ciò che il cittadino è tenuto a versare. Secondo Avenir Suisse oggi tocca il 38,5% del prodotto interno lordo, ripartito in tre grandi voci:
- Imposte di Confederazione, Cantoni e Comuni: circa il 20% del reddito;
- Contributi alle assicurazioni sociali — AVS (la previdenza di base, 1° pilastro), AI (invalidità), IPG (indennità di perdita di guadagno) e assicurazione contro la disoccupazione: circa il 6,5%;
- Altri oneri obbligatori — contributi alle casse pensioni (LPP, il 2° pilastro), premi di cassa malati, assicurazione infortuni e canone Serafe: circa il 12%.
Perché la data riguarda anche il Ticino
Il 21 maggio è una media nazionale: vale per l’intera Confederazione e non fotografa la situazione di un singolo Cantone. La parte di imposte vere e proprie — quasi la metà del totale — dipende infatti da dove si vive, perché imposte cantonali e comunali cambiano sensibilmente da un Cantone all’altro.
Per il contribuente ticinese la fotografia è particolarmente attuale: il Cantone ha avviato una revisione della legge tributaria cantonale che interviene su spese professionali, imposte di successione, previdenza e aliquote massime. Resta inoltre aperto il nodo della penalizzazione fiscale per le coppie sposate, che in alcune situazioni versano molto più di due conviventi con lo stesso reddito complessivo. Per chi vive in Ticino, insomma, il «giorno della libertà finanziaria» è meno un dato astratto e più una somma di scelte — cantonali e comunali — che si possono ancora discutere e correggere.
Una data che slitta in avanti
Il punto che più preoccupa gli autori dello studio, Michele Salvi e Philippe Güttinger, non è tanto il livello quanto la tendenza. All’inizio degli anni Novanta il giorno della libertà finanziaria cadeva circa un mese prima, intorno alla fine di aprile. Da allora arretra lentamente ma con costanza: segno che imposte e oneri obbligatori crescono più in fretta dei redditi. «Il margine finanziario dei cittadini è sempre più ridotto», è la conclusione del think tank, secondo quanto riporta la testata finanziaria italicofinews.ch/italico.
Lo stesso Avenir Suisse riconosce però che buona parte di questi versamenti svolge funzioni importanti: finanzia prestazioni pubbliche oppure, nel caso di casse pensioni e pilastro 3a, costruisce capitale di previdenza che resta del cittadino. La quota fiscale allargata, in altre parole, non è denaro «perso»: è denaro vincolato, su cui però il singolo ha poco controllo immediato.
Cosa può fare il contribuente
Il «giorno della libertà finanziaria» è soprattutto un richiamo a guardare con attenzione la propria situazione. Tre verifiche utili:
- controllare la dichiarazione d’imposta e le deduzioni a cui si ha diritto (spese professionali, premi assicurativi, versamenti nel pilastro 3a), perché è qui che il contribuente ha un margine di manovra reale;
- verificare il proprio premio di cassa malati, la voce più pesante fra gli oneri obbligatori e l’unica che si può cambiare ogni anno scegliendo un’altra cassa;
- tenere d’occhio i contributi alla cassa pensioni, soprattutto in caso di cambi di lavoro o di lacune contributive.
Per chi vuole approfondire, lo studio completo è disponibile sul sito di Avenir Suisse.
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