Il 6 agosto BTC ed ETH sono stati gli unici due nomi in positivo dell’indice CoinDesk 20. Le altcoin perdono posizioni e il mercato si scolla dall’azionario e dall’IA: ecco i numeri, cosa li spinge e cosa cambia per chi investe in Svizzera.
C’è un movimento di fondo che vale la pena leggere anche da questa parte delle Alpi, perché dice più di qualsiasi previsione di prezzo. Nella giornata del 6 agosto 2026 il Bitcoin ha guadagnato circa lo 0,9% a ridosso dei 64’700 dollari e l’ether è salito attorno ai 1’905 dollari: sono stati gli unici due componenti dell’indice CoinDesk 20 in territorio positivo, mentre tutto il resto del paniere arretrava. La capitalizzazione complessiva del settore resta attorno ai 2,29 trilioni di dollari, ma la direzione dei capitali è netta: dentro il mercato cripto il denaro si sta concentrando sui due nomi più grandi e abbandona gli sfidanti.
La rotazione verso i grandi, in numeri
Il segnale non è il rimbalzo di una singola seduta, ma la divaricazione fra i big e il resto. Nell’ultimo mese l’italicoopen interest/italico sulle altcoin – il valore complessivo dei contratti derivati aperti, un indicatore di quanto capitale è impegnato su un asset – è calato di circa il 15%, mentre quello sul bitcoin è cresciuto di circa l’8%. L’indice «Altcoin Season» di CoinMarketCap, che misura quante delle prime cinquanta cripto battono il bitcoin, è sceso a 42 su 100: lontano dalla soglia (75) che segnalerebbe una vera stagione degli altcoin.
Il quadro sui prezzi conferma la debolezza degli sfidanti. L’XRP è scivolato a 1,04 dollari, il minimo da inizio luglio, con i tassi di finanziamento dei derivati in territorio negativo; sul Solana la leva si è progressivamente sgonfiata, con l’open interest sceso a circa 60,8 milioni di token dai oltre 76,5 milioni di fine giugno. «Le altcoin faticano senza un sostegno aggressivo dallo slancio del bitcoin», ha sintetizzato a CoinDesk Zaheer Ebtikar, responsabile strategia della neobanca cripto Plasma. La sua tesi: molti progetti non riescono a spiegare in modo chiaro come il valore si accumuli sul token, e nelle fasi di calo gli investitori non trovano ragioni per restarci.
Perché il cripto si sta scollando dall’azionario
Sullo sfondo c’è un cambio di regime nei flussi. Per mesi il capitale era entrato nel settore sull’onda dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale; ora quella spinta si sta invertendo. Le azioni tecnologiche americane hanno mostrato debolezza – il Nasdaq 100 in calo, con la matricola SpaceX che ha perso il 13% dopo i primi conti da quotata segnati da una spesa record in IA – e parte di quei capitali sta cercando altre destinazioni. È lo stesso grande trasferimento di ricchezza tra cripto e intelligenza artificiale su cui il dibattito è aperto da mesi.
Nel frattempo il bitcoin ha reagito poco all’euforia dei listini azionari, saliti a nuovi record: un decoupling che secondo diversi analisti riflette la nuova natura dell’asset. «Il bitcoin è entrato nelle tubature dei mercati dei capitali – ETF, italicobasis trade/italico, coperture istituzionali, uso come collaterale – e quei flussi non hanno bisogno di un rally per giustificarsi», osserva ancora Ebtikar. È una transizione che gran parte degli altcoin non ha ancora compiuto. A dare respiro alla giornata hanno contribuito anche fattori macro: le aperture diplomatiche fra Stati Uniti e Iran hanno spinto giù del 4% il prezzo del petrolio, raffreddando i timori sull’inflazione, mentre rendimenti dei Treasury e dollaro si sono allentati, liberando liquidità verso gli attivi di rischio. Sul fronte dei fondi, gli ETF spot americani su Bitcoin hanno raccolto 244,4 milioni di dollari di afflussi netti in un giorno, quasi tutti sul prodotto di BlackRock.
L’angolo svizzero: prodotti regolati e fisco
Per chi vive in Svizzera la «fuga verso la qualità» ha una traduzione pratica. Gli ETF spot americani non sono direttamente acquistabili: il canale locale passa dagli ETP – Exchange Traded Products – quotati alla borsa svizzera SIX ed emessi da operatori come 21Shares e WisdomTree, oppure dall’acquisto diretto tramite le banche cripto vigilate dalla FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, come Sygnum, AMINA Bank (ex SEBA) e Bitcoin Suisse. Proprio perché l’offerta regolata svizzera è storicamente concentrata sui nomi maggiori, la rotazione verso bitcoin ed ether tocca da vicino il portafoglio dell’investitore elvetico. Vale la pena ricordare che, sul fronte istituzionale, gli ETF su Ethereum hanno più volte battuto quelli su Bitcoin nella raccolta del 2026, mentre nelle fasi di debolezza i capitali si sono spostati dal bitcoin verso Solana e XRP: la mappa dei flussi resta in movimento.
Sul piano fiscale, il principio svizzero resta favorevole ma non uniforme. Per l’investitore privato le plusvalenze da rivendita dei token non sono tassate – un vantaggio che colpisce nel confronto internazionale, come si è visto quando il Giappone ha riclassificato le cripto portando l’aliquota sui guadagni dal 55% al 20% – mentre i proventi da staking, mining, lending e airdrop vanno dichiarati come reddito, e le cripto detenute si indicano al valore di mercato al 31.12 ai fini dell’imposta cantonale sulla sostanza. Chi opera con volumi elevati, leva e capitale di terzi rischia invece di essere trattato come commerciante professionale, con tassazione come reddito.
Le cose da sapere
- Solo i big tengono: il 6 agosto bitcoin ed ether sono stati gli unici due nomi del CoinDesk 20 in positivo.
- Altcoin in ritirata: open interest sulle altcoin -15% in un mese, +8% sul bitcoin; indice Altcoin Season a 42/100.
- Sfidanti deboli: XRP a 1,04 dollari (minimo da inizio luglio), leva in calo sul Solana.
- Decoupling: il cripto reagisce poco ai record azionari e all’inversione del tema IA; 244,4 milioni di afflussi netti negli ETF spot su Bitcoin in un giorno.
- Per chi è in Svizzera: esposizione via ETP a SIX e banche vigilate FINMA; plusvalenze private esenti, sostanza e staking imponibili.
Come sempre, la liquidità che entra in fretta può uscire altrettanto rapidamente, e la concentrazione sui grandi non mette al riparo dalla volatilità del comparto. Per il dato aggiornato in tempo reale si possono consultare le quotazioni delle criptovalute o portali come CoinGecko; per i flussi giornalieri degli ETF il riferimento resta Farside Investors.
italicoLe quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio d’investimento./italico
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