Canone radio-TV per le imprese: 60 fasce dal 2028 e la soglia che sale a 1.2 milioni, cosa cambia per le aziende ticinesi

Claudio Galli

22 Giugno 2026 - 07:10

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Il Consiglio federale apre il 23 giugno la consultazione sul nuovo modello tariffario: progressivo, alleggerisce le PMI e fa pagare di più chi supera gli 111 milioni di fatturato. E intanto dal 2027 un’impresa assoggettata all’IVA su cinque smette del tutto di versare il canone.

Canone radio-TV per le imprese: 60 fasce dal 2028 e la soglia che sale a 1.2 milioni, cosa cambia per le aziende ticinesi

Per migliaia di aziende ticinesi il conto del canone radiotelevisivo è destinato a cambiare. Il Consiglio federale ha messo in consultazione dal 23 giugno al 27 ottobre 2026 una revisione parziale dell’ordinanza che ridisegna il modo in cui le imprese pagano la tassa che finanzia il servizio pubblico radiotelevisivo. Le nuove regole entreranno in vigore il 1° gennaio 2028, ma vale la pena capire fin d’ora chi pagherà di meno, chi di più e chi non pagherà più nulla.

All’origine della riforma c’è una sentenza del Tribunale federale. Nel novembre 2024 l’alta corte ha stabilito che il modello attuale, basato su 18 livelli di fatturato con un meccanismo italico, viola il principio dell’uguaglianza giuridica ed è quindi anticostituzionale. La Confederazione è perciò obbligata a riscrivere la struttura della tariffa.

Cosa prevede il nuovo modello a 60 fasce

Il cuore della revisione è il passaggio da 18 a 60 livelli di fatturato, con un andamento questa volta progressivo: più alto è il giro d’affari, più alto è il canone, in proporzione. Il risultato pratico è una redistribuzione del peso.

  • Le piccole e medie imprese pagheranno meno rispetto a quanto previsto dall’attuale regolamentazione decrescente: è la fascia in cui rientra la stragrande maggioranza del tessuto economico ticinese, fatto soprattutto di micro-aziende e PMI.
  • Le imprese con un giro d’affari di circa 111 milioni di franchi o superiore verseranno invece un canone più elevato di oggi.

Il gettito complessivo non cambia: le entrate del canone per le imprese restano attorno ai 180 milioni di franchi all’anno, pari a circa il 13% dei ricavi totali della tassa. In altre parole, la Confederazione non incassa di più: sposta semplicemente il peso dalle aziende più piccole a quelle più grandi.

La seconda novità: dal 2027 la soglia sale a 1.2 milioni

C’è un secondo cambiamento, indipendente da questa consultazione ma altrettanto importante per le casse delle aziende. Dal 1° gennaio 2027 la soglia di fatturato oltre la quale un’impresa è tenuta a pagare il canone passa da 500’000 franchi a 1.2 milioni di franchi.

L’effetto è netto: a versare la tassa sarà circa un’impresa assoggettata all’IVA su cinque, anziché una su tre come accade oggi. Una fetta consistente di esercizi, studi professionali e piccole società di servizi ticinesi che oggi pagano si troverà, di fatto, esonerata. La decisione è figlia del controprogetto all’iniziativa SSR, bocciata in votazione popolare l’8 marzo.

Cosa fare adesso se hai un’attività in Ticino

Per chi gestisce un’azienda o una partita IVA in Svizzera la prima cosa da verificare è il proprio giro d’affari rispetto alle due soglie: i 1.2 milioni che dal 2027 determinano l’obbligo, e la fascia di fatturato che dal 2028 collocherà l’impresa nella nuova griglia progressiva. Per la maggior parte delle micro-imprese ticinesi la combinazione delle due misure si tradurrà in un esborso minore, quando non nullo.

Vale la pena ricordare che il canone radiotelevisivo è solo una delle voci che gravano sulle aziende: per avere il quadro completo del carico fiscale conviene incrociarlo con le imposte cantonali e comunali che già si pagano in Ticino.

La revisione dell’ordinanza non è ancora definitiva: il testo resta in consultazione fino al 27 ottobre 2026 e potrà essere ritoccato prima dell’entrata in vigore. Chi vuole seguirne l’evoluzione può consultare la documentazione ufficiale pubblicata dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) sul portale della Confederazione. [3]

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