Bitcoin sotto i 62’000 USD: 13 giorni di deflussi dagli ETF e 4,4 miliardi in fuga, la peggior settimana da luglio 2024

Claudio Galli

5 Giugno 2026 - 17:10

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Il prezzo del BTC è scivolato del 22% dal picco di maggio mentre gli ETF spot americani registrano la serie di vendite più lunga dal lancio. Cosa è successo, perché conta per chi detiene cripto in Svizzera e come la trattano fisco e FINMA.

Bitcoin sotto i 62'000 USD: 13 giorni di deflussi dagli ETF e 4,4 miliardi in fuga, la peggior settimana da luglio 2024

Venerdì 5 giugno 2026 il Bitcoin ha aperto a circa 63’800 dollari per poi scendere sotto la soglia dei 62’000 nel corso della mattinata. Da inizio settimana la principale criptovaluta perde terreno con costanza e si avvia a chiudere la peggior settimana dal luglio 2024. Non va meglio all’Ether, sotto i 1’700 dollari dopo un calo di oltre il 2% in giornata.

Il dato che ancora la storia è però un altro: gli ETF spot statunitensi — i fondi quotati che replicano il prezzo del Bitcoin senza obbligo di custodia diretta — hanno appena messo a segno 13 sedute consecutive di deflussi netti, la serie più lunga dal debutto di questi strumenti nel gennaio 2024. In due settimane sono usciti circa 4,4 miliardi di dollari.

Cosa significa il record di deflussi

A guidare le vendite sono stati i grandi nomi: l’IBIT di BlackRock ha perso circa 3,3 miliardi di dollari, mentre l’FBTC di Fidelity ne ha lasciati sul terreno 456 milioni. Secondo gli analisti di Galaxy Research, le finestre di deflusso a 7, 10 e 20 giorni hanno tutte segnato un record assoluto: segno di una pressione in vendita intensa e prolungata, non di un singolo scossone.

Le cause, spiegano gli osservatori, si sovrappongono. Da un lato un fattore macro: diversi membri della Federal Reserve hanno spostato le attese di taglio dei tassi dalla metà del 2026 al 2027, alzando il costo-opportunità di detenere un asset che non rende cedole. Dall’altro le prese di profitto degli investitori istituzionali che avevano accumulato Bitcoin nella fascia 52’000–58’000 dollari a inizio anno. A pesare sul clima anche le tensioni in Medio Oriente, con il rifiuto di Hezbollah alla proposta di tregua israeliana.

Il movimento va inquadrato: dal massimo del 14 maggio, attorno agli 82’000 dollari, il BTC ha ceduto circa il 22%. È una correzione marcata, ma non inedita per un asset la cui volatilità resta la caratteristica strutturale — la stessa scheda di quotazione lo segnala con un calo del 14% circa sui sei mesi.

L’angolo svizzero: vigilanza e fisco

Per chi vive nella Svizzera italiana, la domanda pratica è doppia: dove sono custoditi questi asset e come vengono tassati. Sul fronte della vigilanza, la FINMA — l’autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari — sta stringendo le maglie con due nuove categorie di licenza in arrivo (un Istituto di pagamento per gli stablecoin e un Istituto cripto per custodia e trading), che porteranno gli operatori sotto controllo diretto e non più soltanto sotto le organizzazioni di autodisciplina. Banche già autorizzate come Sygnum e AMINA (ex SEBA) continuano nel frattempo a offrire custodia e negoziazione a clientela privata e istituzionale.

Sul fronte fiscale, la posizione elvetica resta tra le più favorevoli: per l’investitore privato le plusvalenze da vendita di token restano esenti da imposta sul reddito, a patto di non essere qualificati come operatori professionali. I valori vanno comunque dichiarati nella sostanza al 31 dicembre, secondo le indicazioni dell’AFC (Amministrazione federale delle contribuzioni) e del proprio cantone. Abbiamo dedicato una guida in tre punti alla fiscalità cripto in Svizzera per chi vuole capire come muoversi.

Le 4 cose da sapere

  • BTC sotto 62’000 USD: la criptovaluta perde circa il 22% dal picco di metà maggio.
  • 4,4 miliardi di deflussi dagli ETF spot USA in 13 sedute, record dal gennaio 2024.
  • Causa doppia: tassi Fed più alti più a lungo e prese di profitto istituzionali.
  • In Svizzera le plusvalenze private restano esenti; la FINMA prepara due nuove licenze.

Questa fase non è la prima resa dei conti per il settore: già a inizio anno i deflussi dagli ETF americani avevano superato il miliardo mentre la piazza svizzera proseguiva sulla strada della regolamentazione. Chi vuole seguire il prezzo aggiornato può fare riferimento a CoinGecko o alla scheda di quotazione in tempo reale.

Le quotazioni citate sono indicative al momento della pubblicazione e non costituiscono un consiglio di investimento. Le criptovalute sono strumenti ad alta volatilità.

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